Norwegian Cruise Line e quella crociera neonazista cancellata

Norwegian Cruise Line e quella crociera neonazista cancellata

Una favola estiva? Niente affatto: a conferma di una tendenza in costante crescita e sviluppo, specie in mercati più maturi rispetto al nostro, le crociere a tema spopolano ormai sul web e a bordo delle principali navi in tutto il globo.
Ma quando il business fa rotta verso tematiche suscettibili di urtare sensibilità e morale del pubblico,  il rischio è quello di produrre effetti diametralmente opposti rispetto a quelli desiderati.
E’ il caso recentemente accaduto in America al colosso Norwegian Cruise Line. Non una vera e propria crociera a tema, per la verità, quanto piuttosto un’ospitata di un nutrito gruppo canadese neonazista di estrema destra – il Rebel Media – che aveva pianificato una sorta di raduno a bordo di una nave NCL. La crociera individuata avrebbe dovuto salpare a novembre da Miami e proporre, in una settimana, un itinerario verso Honduras, Belize e Messico.

Norwegian Getaway, Norwegian Cruise Line

La “crociera ribelle” – così era stata ribattezzata – era stata pubblicizzata dall’organizzazione estremista come un “ottimo modo per incontrare altri ribelli simili”. Numerosi i partecipanti, tra cui ospiti “illustri” (se così si possono definire) dell’organizzazione che in passato avevano avuto modo di distinguersi con affermazioni ed atteggiamenti in linea con la filosofia di pensiero del movimento stesso.

Giusto il tempo di diffondere la notizia sul web e, manco a dirlo, una pioggia di proteste e reazioni accese non si è fatta attendere. Tra tutte, in particolare  la campagna sociale “Hope not hate” partita dall’Inghilterra, è andata dritta al punto e non ci ha messo molto a contattare direttamente la Compagnia americana per chiedere  spiegazioni e soprattutto una posizione ufficiale in merito. Di fronte a ciò e ad una schiera di crescenti critiche, dal quartier generale di NCL è finalmente arrivata, dopo un momento di titubanza iniziale, la decisione di cancellare l’allegra scampagnata neonazista.

E se la domanda successiva è: “com’è possibile che un operatore turistico di questa portata abbia inizialmente approvato questo genere di iniziativa?”, la risposta sta probabilmente … nel business. Gli iscritti all’infelice gruppo estremista che avevano già confermato la partecipazione alla crociera avevano in poche settimane toccato quota 1.646: un nutrito numero di passeggeri e clienti pronti a ritrovarsi in mare con i propri “compagni” con cui fare grandi bevute, fumare, spendere a bordo e scambiarsi idee su come probabilmente far “tornare il Canada grande come un tempo”.

Siamo recentemente diventati consapevoli del fatto che un gruppo politico ha prenotato una nostra crociera e che tale gruppo è inequivocabilmente associato a opinioni e filosofie di pensiero non coerenti con i valori fondamenti di Norwegian Cruise Line Holdings“, la risposta ufficiale data da NCL. “La Compagnia ha pertanto esercitato il suo diritto di annullare la prenotazione dell’intero gruppo, garantendo un rimborso integrale della cifra pagata. In ambito politico, l’azienda non tratta né rivela le identità dei suoi ospiti o gruppi“.

Storia a lieto fine insomma e che dimostra, almeno per situazioni così eclatanti, che il business is not always … business!

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