Messaggio dai Caraibi: ‘Siamo pronti ad accogliere i crocieristi’

Messaggio dai Caraibi: ‘Siamo pronti ad accogliere i crocieristi’

Oltre 40 isole visitate ogni anno dalle navi da crociera hanno oggi un messaggio comune da condividere e diffondere: sono aperte, completamente operative e pronte ad accogliere migliaia di passeggeri in vacanza. E sono compresi quei luoghi che hanno registrato danni causati dagli uragani di settembre ma che nel frattempo sono già stati riparati e superati.

A Key West siamo ottimisti ed abbiamo riaperto al business“, ha recentemente dichiarato il sindaco Craig Cates. “Gli sport acquatici e le escursioni per crocieristi sono operative e pronte“.
Siamo aperti e pronti ad accogliere i visitatori“, ha poi proseguito Racuel Brown, CEO della Tourism Authority di St. Kitts.

Il messaggio insomma, specie oggi, a ridosso dell’avvio della nuova stagione invernale, vuole essere forte e chiaro: mentre pensieri, preghiere ed aiuti vengono inviati fondamentalmente a 6 isole, tra cui Puerto Rico, per le altre località l’attività turistica è tornata ad essere pienamente operativa e ci si aspetta di accogliere anche quest’anno un gran numero di visitatori, così da mantenere viva e vitale l’economia turistica dell’intera area, una linfa di cui proprio in questo momento i Caraibi hanno più che mai bisogno.

Aruba

Alla base dell’appello la convinzione che molti turisti, avendo sentito, visto e letto delle tante persone colpite dagli uragani, non si rendano conto che in realtà l’area interessata non riguarda tutte le isole caraibiche, ma solo una piccola parte di esse. I Caraibi coprono oggi una superficie di oltre un milione di miglia quadrate, ragione per cui esistono numerose possibilità per godere delle acque cristalline che da sempre caratterizzano la regione, in tutta sicurezza e senza dover arrivare in località disastrate o comunque seriamente danneggiate.
La maggior parte dei 48 principali porti caraibici non sono in realtà minimamente stati coinvolti dalle tempeste delle ultime settimane ed esistono per questo ancora numerose opzioni ed itinerari disponibili. Ad esempio, isole come la Giamaica ed il Belize, nei Caraibi Occidentali,  od ancora più a Sud, come Aruba, Bonaire e Curacao, ed in quelli orientali, come Antigua e St. Kitts, tutto  è come sempre e nessuno di questi territori ha subito conseguenze di sorta.
Anche le Bahamas, tra cui in particolar modo Nassau e le isole private di Half Moon Cay e Princess Cay, sono aperte, operative ed offrono già da oggi diverse opzioni ed intrattenimenti sulla spiaggia.
Accanto a queste, poi, ci sono altre località parzialmente colpite dal maltempo ma che nel giro di pochi giorni hanno ripreso regolarmente le attività. E’ il caso, ad esempio, di Amber Corve (Repubblica Dominicana), Havana (Cuba), Martinica, St. Lucia, Trinidad & Tobago, St. Vincent e Grenadine e Guadalupa.

Altri scali, non ancora completamente funzionanti, si stanno rapidamente  organizzando per tornare operativi il prima possibile. Tra questi, spiccano in particolar modo St. Thomas, St. Maarten, Grand Turk, Dominica, Puerto Rico e St. Croix.

Curaçao

Poiché molte di queste isole fondano le radici di gran parte della loro economia nel turismo crocieristico, rialzarsi in piedi il prima possibile e riaprire i porti rappresenta una priorità fondamentale“, ha commentato Roger Frizzel, ufficiale di Carnival Corporation.

Del resto, le compagnie di crociera hanno la necessità di rispondere all’esigenza dei loro clienti di raggiungere il maggior numero di destinazioni possibile e spesso la vita dei porti caraibici, specie quelli più piccoli, è fortemente influenzata dal denaro che i passeggeri spendono mentre sono a terra. Per questa ragione i Caraibi hanno oggi l’urgenza di ripristinare il prima possibile le condizioni ante uragani per rispettare quanto più possibile il calendario crocieristico della nuova stagione invernale.
Anche per queste ragioni numerose compagnie si sono fin da subito attivate per sostenere le popolazioni delle isole danneggiate. Carnival Corporation ha fornito un importante sostegno finanziario a favore di un’ampia varietà di organizzazioni di soccorso. Il Gruppo, insieme alla Fondazione Micky e Madeleine Arison Family, si sono impegnati nel donare fino a 10 milioni di dollari a favore delle attività di soccorso e ricostruzione, a cui si aggiungono 2,5 milioni di dollari spesi ancora dalla Fondazione a favore dell’UNICEF per supportare le attività di soccorso più urgenti post uragano Irma.
Al colosso americano si sono uniti in breve tempo numerose altre realtà: da alcuni brand del Gruppo, quali Princess Cruises, Holland America Line e P&O Cruises, a realtà quali il colosso americano Norwegian Cruise Line, con i suoi brand Norwegian Cruise Line e Oceania Cruises.

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