A Pola nuovo sciopero nel cantiere Uljanik. Concreto rischio di fallimento

A Pola nuovo sciopero nel cantiere Uljanik. Concreto rischio di fallimento

Nuovo sciopero dei lavoratori nel cantiere navale Uljanik di Pola, che rischia ora il fallimento. Dopo 15 giorni di astensione nella speranza che venisse versata la differenza tra la paga minima uguale per tutti gli operai e lo stipendio pieno, di fronte ad nulla di fatto i 2.000 occupati hanno deciso per un nuovo sciopero. Considerata la situazione sempre più critica ed estrema, lo spettro del fallimento del cantiere, un tempo vero e proprio vanto dell’economia istriana, si fa sempre più concreto.

UljanikPer molti cantierini che da mesi non riescono a pagare le rate dei crediti sta scattando il pignoramento dei beni – ha detto il presidente del comitato di sciopero Boris Čerovac – per cui non possiamo più pretendere da loro che lavorino con le tasche vuote, quindi non c’era alcuna alternativa allo sciopero“.

Sotto accusa da parte dei sindacati  il governo croato, per non aver fatto quanto in suo potere per salvare il cantiere dal tracollo.

Dal canto suo, il ministro dell’Economia Darko Horvat respinge le accuse spiegando di essere  al lavoro alla ricerca di un partner strategico in grado di salvare il cantiere.

La situazione attuale è quella di un’agitazione generale proclamata dalle sigle sindacali, ciò vuol dire che non viene consentito di lavorare neanche agli operai esterni ingaggiati dalla compagnia Senic Cruises per il completamento della Scenic Eclipse, ancora in fase di allestimento.
La consegna della nave, che era slittata in un primo momento a gennaio 2019 ed in una seconda fase, in seguito al perdurare delle agitazioni sindacali, ad aprile, rischia ora concretamente di  subire ulteriori ritardi, con ulteriori richieste della compagnia del pagamento di pesanti penali.

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