lunedì, Settembre 7, 2026

Mettetevi comodi, attivate l’audio del vostro pc e tuffatevi insieme a Marcello nella magia indiana.

 Indian melody

Nuova puntata del diario di viaggio di Marcello. Alla scoperta di mondi sempre più lontani dal nostro.

Colori, odori, culture, società, consuetudini, ricchezze, povertà.

Tutto cambia prospettiva ed acquista una nuova luce. Quando ho letto il suo diario e visto le foto che ci aveva mandato mi sono ricordato di avere una raccolta di melodie indiane: una volta recuperato, l’associazione immagini/musica è stata immediata. Se volete potete scaricare il file audio, aprirlo ed utilizzarlo come sottofondo musicale per questo nuovo viaggio nel viaggio.

Itinerario: La Grande Crociera Inaugurale di Costa Deliziosa – seconda tratta
Nave: Costa Deliziosa
Data di partenza: 25 Febbraio 2010
Data di arrivo: 15 Marzo 2010

Marcello. Costa Deliziosa.

03 Marzo 2010

Buongiorno Smile! Sono le 6 del mattino e Costa Deliziosa è già arrivata nella baia di Bombay. La città si intravede lontana, nascosta dalla carattteristica cappa di umidità che abbraccia al mattino presto la costa indiana. Per quest’oggi, ci avevano spiegato ieri sera dei membri dell’equipaggio, la nave rimarrà in rada fino alle 21.30 di questa sera – perché lo scalo di Bombay è stato anticipato – e gli sbarchi non avverranno con le lance di Deliziosa, ma con delle imbarcazioni locali in legno tutte colorate, messe a disposizione per effettuare il lungo tragitto Deliziosa – porto di Bombay. Infatti Deliziosa è molto lontana dalla costa, ma non è sola: decine di navi mercantili sono ancorate al largo.

Bombay è prima di tutto un porto commerciale: basti pensare che quasi la metà del traffico marittimo merci dell’intera India passa di qui. E’ anche, con i suoi 13,6 milioni di abitanti, la seconda città più popolosa del mondo, dopo Shanghai.

Per questa mattina non abbiamo prenotato alcuna escursione, ma la sveglia è necessaria perché ci dobbiamo comunque recare dalle 06.30 alle 08.00 al Teatro Duse, per far firmare dalle autorità locali il nostro shore pass che ci permetterà di effettuare le escursioni in questi due giorni di scalo a Bombay. Il mare della baia di Bombay è davvero particolare: è una tavolozza con tutte le tinte del marrone, e, tantissimi rifiuti che galleggiano… sembra quasi di stare in una baia piena di fango.

Passo la giornata nel più totale relax: Deliziosa è praticamente vuota, quasi come fosse uno yacht privato. Anche il Lido Azzurro Blu è, oggi, stranamente silenzioso e vuoto: non sono previste attività di animazione, perché gli animatori sono occupati con le escursioni. Mi godo il buffet, le piscine, il sole bollente, la pista da jogging con vista sulla città. Un tramonto spettacolare accoglie la notte in questo angolo d’Oriente e si accendono le mille luci della città, visibili dalla nave nella baia, creano un’atmosfera molto suggestiva.

Alle ore 19.30 ci rechiamo al Teatro Duse per il ritrovo della nostra escursione: “Panorama Notturno di Bombay, Cena e Spettacolo Culturale”. Lo sbarco da Deliziosa, al ponte A, è veloce, ma il tragitto in barca è abbastanza lungo, 45 minuti circa. E’ uno spettacolo: lasciamo Deliziosa alle nostre spalle, elegantissima con tutte le luci bianche e blu, verso la caotica città, con i grattacieli illuminati.

 Arrivati al porto veniamo subito “accerchiati” da un branco di taxisti, che si offrono per portarci in giro per la città: già ci facciamo una prima idea del “mondo Bombay” che andremo a visitare. A fatica riusciamo a “liberarci” e saliamo sul nostro pullman. Purtroppo, a differenza di quanto scritto sul Tour Magazine, il pullman non ha fatto alcun giro panoramico per la città illuminata, non facendoci godere della visione by night tutti quei monumenti  e gli edifici che erano elencati tra le tappe previste dell’escursione. Il tragitto ci porta direttamente all’hotel dove è previsto lo spettacolo, passando davanti  alla celebre “Porta dell’India” e al “Taj Mahal Hotel”.

Dal finestrino del pullman, mi faccio una prima idea di questa grande città, parola d’ordine: caos. Bombay è una città che non dorme mai, sveglia per il rumore incessante dei clacson suonati dai tantissimi taxi neri e gialli, sveglia per le tante persone che affollano i bar lungo le vie, sveglia per chi – non avendo un posto dove dormire – si accomoda sui marciapiedi lungo le strade. Il traffico è davvero quello degno di una grande città: procediamo molto, molto lenti.

Arrivati all’Hotel Trident,  un alto grattacielo tutto illuminato con un grande cancello e un severo controllo degli accessi, veniamo condotti nella grande sala elegante dalle tinte rosa e dai grossi lampadari di cristallo dove siamo attesi per lo spettacolo e la cena. Di sicuro l’albergo è accogliente, ma ha ben poco a che fare con le tradizioni locali, in quanto arredato in stile occidentale; ma non per questo lo spettacolo è stato da meno. Una serie di balli locali che ci hanno fatto respirare il folklore locale e ci hanno coinvolto con il loro ritmo travolgente. “Conivolto” in tutti i sensi: nell’ultima danza alcuni ospiti sono stati fatti salire sul palco per ballare – insieme ai ballerini – il souk, la tipica danza indiana. Le danze che ci sono state presentate sono tutte caratteristiche della regione indiana del Maharashtra: la più suggestiva è stata quella di una ragazza sugli aghi. Eccovi qualche foto dello spettacolo.

 
Indiani dai caratteristici abiti locali ci danno il benvenuto allo spettacolo indiano

 

 

 

A seguire la cena a buffet con tutte le specialità locali: cucina speziatissima come quella di Goa, con l’aggiunta di qualche piatto internazionale. Lasciato l’albergo, risaliamo sul nostro pullman per fare ritorno al porto. Sono sorpreso nel vedere che, nonostante l’ora tarda, il traffico e la gente per le strade non sono affatto diminuiti. Al passaggio del nostro pullman, gli abitanti della città sembrano fare molto caso a noi, ci scrutano attentamente, ci sorridono: concludiamo, ragionando con gli altri compagni di escursione, che Bombay non sia una località molto turistica. Arrivati al porto troviamo la nostra splendente Deliziosa ormeggiata al molo. Ci fermiamo un attimo tra le bancarelle all’interno del terminal, tra tappeti, pashmine, gioielli, souvenirs, giusto per un po’ di shopping.

Questa sera al ponte 9 nel Lido Azzurro Blu era prevista la “Grande Festa del Mare”, ma per quando sono arrivato era già finita, appena in tempo per gustare le deliziose bontà del buffet di mezzanotte. Gli chef stavano già mettendo via.. è tardi! Tutti a letto!

Buonanotte Costa Deliziosa!


Deliziosa si addormenta tra le luci di Bombay


 

04 Marzo 2010

Buongiorno Smile! Costa Deliziosa si risveglia nel porto commerciale di Bombay: davanti al balcone della mia cabina posso vedere una grandissima gru e tanti, tanti containers sulla banchina del porto.

L’escursione scelta per oggi è “La Grotta di Elefanta e Giro Città di Mumbai” che ci porterà alla scoperta dei luoghi più affascinanti della città. Nello scrivere sto usando entrambi i nomi che la hanno caratterizzata, ma bisogna sapere che quello attuale è Mumbai, l’antico nome che è stato ripristinato dal governo conservatore nel 1995. L’etimologia del termine deriva dal nome della dea indù “Mumbadevi” e  da “Aai” che significa madre in lingua marathi, una delle tante – e diverse – lingue parlate nella pensiola indiana. Il nome “Bombay”, invece, deriva dal termine portoghese “Bom Bahia”, “bella baia”.

Chi ci accompagnerà oggi è Nasiim, la nostra bravissima guida indiana: una giovane donna che – addirittura – sa parlare benissimo anche l’italiano. Lasciato il porto, ci dirigiamo attraverso l’intenso traffico lungo Marine Drive, una bella passeggiata lungomare orlata di palme, conosciuta anche con il nome di “Collana della Regina” verso la maestosa “Porta dell’India”. Essa venne costruita nel 1800 dagli inglesi per celebrare i commerci di seta, spezie e pietre preziose che essi intrattenevano con l’India. Il colpo d’occhio è davvero splendido: con alle spalle il Taj Mahal Hotel, antico albergo della città.

 
Il Gateway of India e il Tay Mahal Hotel

Attorno alla porta dell’India gravitano tantissime persone: taxisti, procacciatori di clienti, presunte guide, mendicanti con ogni sorta di deformità, venditori ambulanti tra i quali tantissimi bambini che vendono qualsiasi cosa, anche ventagli ricavati dalle piume di pavone. Da sottolineare anche la presenza di “registi”, che nella piazza antistante la porta dell’India, ricercano possibili comparse per le centinaia e centinaia di film prodotti dalla capitale indiana del cinema, Bollywood, nella periferia di Bombay.

Nonostante il mio piccolo assaggio di India, riesco a capire che il fascino di questo paese lontano deriva anche da questo: il caos, la confusione, i gesti dei venditori, il vociare continuo, il suono infinito dei clacson, il traffico, i colori. Tantissimi i colori: i colori delle imbarcazioni in legno, il verde delle palme, il giallo, il rosso, l’oro, il blu dei – anche luccicanti – vestiti delle donne indiane, il nero e il giallo dei taxi, e così via… impossibile elencarli tutti.

Dalla porta dell’India scendiamo delle scale che ci conducono alle tipiche imbarcazioni in legno colorate, che ci condurranno all’Isola di Elefanta. Il viaggio – di circa 1 h –  è abbastanza piacevole, la piccola imbarcazione è cullata dalle onde e una brezza –piuttosto calda – ci accompagna durante il tragitto. Arrivati all’isola ci attende un lungo ponte che collega il punto di ormeggio alla terra. Poi capisco la necessità di questo lungo ponte: ai lati noto delle zone in secca, con delle imbarcazioni arenate. Sul ponte ci sono anche delle rotaie, e dopo qualche minuto arriva anche il trenino rosso che accompagna i turisti dall’ormeggio al punto in cui iniziano i 120 gradini che conducono alle grotte. Alcuni di noi scelgono il percorso in trenino – 5 minuti circa – altri, me compreso, optano per il percorso a piedi di una ventina di minuti, sotto il sole cocente.


Il lungo ponte che collega l’ormeggio all’isola di elefanta

Invece, la salita dei 120 gradini non è sotto il sole, poiché è coperta da teli azzurri e alcuni scelgono di farsi portare in portantina fino alla cima, per la modica cifra di 5 euro. Ai lati della salita vi sono bancarelle con souvenirs di ogni tipo e colore. La salita a piedi è abbastanza complicata per la presenza dei tantissimi turisti e per gli indiani che, portando la portantina, corrono e si fanno largo a furia di spintoni, tanto che ho visto cadere una signora davanti a me.

 
Alcuni dei 120 scalini che portano alle grotte

 
Alcuni turisti si fanno portare in portantina

Dai teli che ci riparavano dal sole, sento movimenti e rumori strani e improvvisi – più tardi scoprirò che sono le scimmiette che ci accompagnano lungo tutto il percorso. Sono davvero dispettose: interagiscono con noi turisti, guardano dentro le buste, sono attratte da qualsiasi cosa che luccichi al sole, aprono le bustine e si mangiano le patatine, prendono le bottiglie d’acqua, ne aprono il tappo e bevono. Che tipe!

La vista delle grotte mi lascia davvero a bocca aperta: esse costituiscono un vero e proprio tempio scavato nella roccia, con un’estensione superiore ai 5.500 metri quadrati divisi un una stanza principale, due secondarie, un cortile e alcuni santuari secondari. I bassorilievi, che escono dalla roccia, sono meravigliosi: ci proiettano completamente all’interno della religione indù. Alcune sculture sono però rovinate nelle parti sporgenti, alcune braccia e teste sono andate perdute perché i portoghesi usarono queste grotte per esercitarsi con le armi da fuoco, come ci spiega la nostra guida.

 

La scultura più impressionante è la statua Trimurti-Sadasiva: alta 5-6 metri circa, raffigura il dio a tre teste Shiva.

 

La figura di destra rappresenta il dio nella sua veste di “Brahma”, Il Creatore. Si tratta di un fanciullo che tiene tra le mani una rosa, rappresentando la gioia della vita. La statua di sinistra, invece, caratterizzata dai baffi e da una espressione collerica, rappresenta la manifestazione collerica di Shiva, “Bhairava”, il Distruttore. La guida ci spiega, però, che non si tratta di un dio cattivo: distrugge soltanto le cose non buone. La figura centrale, dall’aspetto benigno, raffigura Shiva in una posa di meditazione, come se facesse “yoga”, mostrandolo nella sua veste di “Visnu”, il Preservatore.

Dopo il tragitto in barca e il ritorno a Mumbai, il nostro pullman ci porta all’hotel Trident – lo stesso dove avevamo cenato la sera prima – per il pranzo. Segue un tour in pullman attraverso il traffico della città.


Il tempio gianista di Mumbai – giro città


Il tribunale di Mumbai – giro città


Il Victoria Terminus – giro città


Un tipico e colorato mezzo indiano

Bombay è una città dei grandi contrasti: da un lato del pullman vediamo i  grandissimi e curati campi da golf, l’ippodromo (divertimento per i pochi che possono permetterselo), dall’altro bidonvillas dai mille colori che sembrano fatte di cartone, da un lato alti grattacieli che riflettono il sole con le loro pareti a specchio, dall’altro indiani che dormono per terra e vivono in strada e bambini che, nudi, giocano nei cantieri tra la malta mentre i muratori lavorano. L’India è tutto un insieme di queste immagini in contrasto e di emozioni forti, che lasciano il segno.

Ad un certo punto, nascoste dalle piante, la guida ci indica le “Torri del Silenzio” dei Parsi, impressionanti: qui vengono lasciati i morti per essere mangiati dagli avvoltoi. La prima tappa del nostro tour della città è il Museo Mani Bhavan, residenza del padre della patria, Mahatma Gandhi, durante il suo soggiorno a Bombay dal 1917 al 1934. Caratteristica principale: la semplicità degli ambienti. Vi sono anche delle teche in vetro all’interno delle quali sono ricostruite, con dei pupazzi, le scene di vita più importanti della vita del Mahatma.

Proseguiamo verso la seconda tappa: la lavanderia popolare a cielo aperto, ancora ampiamente utilizzata. La nostra guida ci spiega che solo gli uomini possono accedervi e anche qui il caos dei tantissimi lavatori, l’olezzo delle strade e i colori dei tessuti appesi ad asciugare creano un’atmosfera molto particolare e lontana dalle nostre città.


La lavanderia a cielo aperto

Come scendiamo veniamo presi d’assalto da alcuni bambini locali che tirandoci la camicia ci chiamano per una piccola elemosina: “Sir! Sir! Sir…..” La scena è allo stesso tempo dolce e straziante: i bambini ci chiamano con un sorriso sulle labbra, pur essendo sporchissimi e non avendo nulla, un buono spunto per parlare con se stessi e riflettere. L’India è anche questo: il sorriso della gente, sarà una delle immagini che rimarranno nel mio cuore. Qualsiasi indiano si rivolga a noi, o ci guardi, anche mentre passiamo in pullman, ci rivolge un sorriso, i bambini ci salutano affettuosi. Non importa davvero se non hanno nulla, ma il tempo per sorridere e salutare lo trovano comunque. Lo devo confessare: nonostante il degrado e la povertà riescono a trasmettere un senso di felicità e pace, indipendentemente dalle “cose materiali”.  Assurdo: mai avrei potuto immaginare di provare una emozione simile.


Donne e bambini locali prendono d’assalto i pochi turisti

Al ritorno al porto, salutiamo con grande affetto la nostra bravissima guida, che ci delizia cantando una canzone locale, come saluto di arrivederci a Bombay.

Costa Deliziosa, splendente e brillante con le sue luci, lascia puntualissima il porto di Mumbai alle ore 24.00 direzione Cochin, la nostra ultima tappa nella penisola indiana.

Buonanotte Costa Deliziosa!

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Filippo

Cruise blogger, amante del mare, degli orizzonti infiniti e dei tramonti infuocati. Il primo viaggio in nave nel 1988 è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Da allora, oltre 40 crociere all'attivo trascorse a bordo di numerose navi e compagnie. Blogger per passione, ogni esperienza rappresenta per me una nuova avventura da vivere con entusiasmo. Viaggiare allarga la mente e lo spirito, farlo per mare ci avvicina a noi stessi.

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donatella
8 Marzo 2010 08:26

Dai tuoi racconti, Marcello, traspare un’emozione particolare per questo viaggio in India che rimarra’ dentro di te a lungo.

Il passaggio in India e’ un’esperienza unica, a detta di tutti!!

Marcello, le tue foto sono bellissime ed i racconti molto esaurienti, meglio delle mie guide preferite, le Lonely Planet!!

Aspettiamo Cochin con ansia!!

Ciao, un abbraccio

donatella

Annette
8 Marzo 2010 08:46

Marcello,

il tuo racconto e le bellissime foto mi hanno emozionato.
Sei riuscito a trasmettere le tue sensazioni e penso che questo viaggio ti lascerà il segno.

Peccato che non abbiate potuto vedere bene la città di notte, ma vi siete poi rifatti il giorno dopo.

Bellissima l’isola di Elefanta e suggestivo il percorso.

Buffe le scimmiette dispettose!

Struggenti i bambini e le donne, ma quanta serenità e dignità….

Grazie Marcello, aspetto con interesse la prossima tappa.

Stefano
8 Marzo 2010 09:09

Che bel bagaglio culturale che ti stai portando in Italia Marcello!
Approfitto per mandare i più calorosi auguri a tutte le donne del nostro blog!

Maria
8 Marzo 2010 09:15

Marcello
quanta emozione nel tuo descrivere quello che stai vivendo,
impossibile per me non esserne coivolta mi sembra di essere li’
in quei posti tanto belli,quanto tristi.

Annette
8 Marzo 2010 09:51

Grazie ragazzi!

Oggi è la festa delle donne ed è anche una bellissima giornata di sole.

Annette

donatella
8 Marzo 2010 10:31

Grazie Stefano che ti sei ricordato!!

Grazie anche a te, Filippo!!

donatella

donatella
8 Marzo 2010 10:36

Maurizio, grazie degli auguri via mail ma soprattutto della mimosa: troppo bella!!

Sei davvero carino con noi “ragazze”!!

donatella

Giungla's Family
8 Marzo 2010 10:53

Grazie a Stefano, Maurizio e non per ultimo a Filippo.

Che bello essere coccolate, siete tutti e tre molto gentili.

Paola e Anna

Giungla's Family
8 Marzo 2010 10:56

Auguri per la festa delle donne a:
Annette
Ele
Donatella
Renata
Barbara
Tina
Luisa
Lucia
Anna Maria
Azzurra
Maria
Daniela
Piera
Melania
Silvi

Piero 😛 😛 😛 😛 😛 😛 😛 😛 😛

donatella
8 Marzo 2010 11:06

Grazie Piero, grazie di cuore per gli auguri!!

donatella

p.s. scusaci, Marcello, se abbiamo abusato del tuo post!!

Giungla's Family
8 Marzo 2010 11:21

Grazie Marcello, riesci a trasmettere le tue emozioni benissimo, e le fai provare anche a noi.

L’India è un paese affascinante, le persone povere hanno sempre molta dignità.

A me affascina tanto come paese e spero anch’io un giorno di poterlo visitare, credo che ti arricchisca veramente tanto.

Il museo di Ghandi, wow una persona davvero straordinaria, che io ammiro molto.

Ma tutti i luoghi che ci hai raccontato di Bombay sono davvero straordinari, è una cultura davvero particolare, a me affascina il fatto che in India ci sono varie religioni ma tutti vivono bene insieme senza nessun tipo di problema, e ci sono tutti i loro templi così partocolari e completamente diversi rispetto alla nostra cultura.

Paola

Vincenzo
8 Marzo 2010 11:42

Grazie Marc per le emozioni che ci trasmetti non potendo PURTROPPO essere lì con te sulla Deliziosa.

Anche da parte mia tanti auguri alle tutte le donne, e questi auguri li estendo a tutto l’anno!

Barbara
8 Marzo 2010 11:45

Marcello,
si intuisce benissimo il tuo interesse profondo dei luoghi che visiti. E incredibile quante cose che sai! Vedendolo tramite i tuoi occhi e come verlo proprio.
Sono curiosa della tua ultima tappa, e anche di tutto quello che avrai da raccontare della nave quando torni.
GRAZIE

Barbara
8 Marzo 2010 11:49

Grazie per tutti gli auguri per la festa dell donna, che ricambio e mando a tutte le amiche. 😀

Pero niente Mimose per me! Perche da noi si dice “sei una Mimosa” a una donna che si offende facilmente…. 😉 (purtroppo, ma altre culture, altre usanze)

Maria
8 Marzo 2010 15:54

Accipicchia ragazze visto quante coccole?
😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀

Grazie a tutti ragazzi siete carinissimi.

azzurra
8 Marzo 2010 16:49

CARO MARC 😀

Continui a stupirmi e a emozionarmi
Dimostri una profondità d’animo e una sensibilità,nell’approcciarti a culture diverse,che è raro trovare in un ragazzo giovane come te…
Complimenti… 😉 😉 😉

azzurra
8 Marzo 2010 17:08

E GRAZIE 😀 😀 😀 😀 😀

a tutti i maschietti,per gli auguri
ricordando loro che “ogni donna ha un paio d’ali chiuse dentro se,
pronta a certe ascese sconfinate”
Enrico Ruggeri

PIERO, a te il grazie più grande….:roll: 😉 😀

luisa
8 Marzo 2010 17:32

Marc, sto guardando e leggendo i tuoi reportages giornalieri
Stai facendo un gran lavoro veramente
Quello che era l’India nella mia più fervida immaginazione, diventa realtà attraverso le tue fotografie
La fantastica, colorita realtà del’Oriente che ho potuto vedere in tanti viaggi, i colori soprattutto di questi paesi lontani e per noi misteriosi, mi fanno tornare il desiderio dell’Oriente e del suo fascino
Non ho mai visitato l’India, ma adesso ci sto veramente pensando
Grazie Marc

Tina
8 Marzo 2010 17:48

Marcello, che belle fotografie!!!

Il tuo diario di viaggio è sempre più coinvolgente e dettagliato…
proprio un mondo a parte tutto da conoscere e luoghi da scoprire…

Se ti riesce raccontaci anche qualcosina in più di Deliziosa!
Lo sai quanto siamo cuoriosi… 😉

AlexB
8 Marzo 2010 17:49

Marc, grazie!

Non saprei cos’altro dirti!

Tina
8 Marzo 2010 17:51

Piero, e tutti i maschietti, che si sono ricordati della nostra festa… 😳

….un grazie di cuore!

anna maria
8 Marzo 2010 18:59

…..auguri di cuore a tutte le amiche…..!!!

Un abbraccio
Anna Maria

piera
8 Marzo 2010 23:50

Grazie Piero, sei stato meraviglioso!

Marc, dai tuoi racconti traspare il tuo forte coinvolgimento con quanto stai vivendo durante questa crociera e parrebbe quasi che non sia la prima volta che visiti quei paesi! Sei molto attento ed accorto e sai trasmettere bene quello che provi, grazie e bravissimo! 🙂

Saluti carissimi a te ed a Deliziosa! 🙂 🙂 🙂
Piera

daniela61
9 Marzo 2010 10:01

grazie Piero ,
scusa il ritaro, ma ho letto solo ora questo post.

Grazie Marc reportage stupendo, fai proprio venire la voglia di andare in India.
Anzi mi hai fatto scoprire un paese molto diverso da come me lo aspettavo.. grazie

piera
10 Marzo 2010 23:46

Cara Daniela61,

Incredible India
cone scrivono loro!
Stato molto vasto e diversa è l’India meridionale rispetto alla settentrionale che è augurabile che nella propria vita ognuno di noi la possa visitare ed abbia modo di paragonare le diversità.
Se potrai farle, saranno esperienze indelebili…
Piera

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