
Come nasce una nave? La costruzione di uno scafo.
COSTRUZIONE DI UNO SCAFO IN METALLO
Benvenuti al quarto capitolo di tecnica navale, dedicato alla costruzione di una nave, in particolare di una con scafo in metallo.
Attualmente vengono costruite navi in vari materiali, principalmente acciaio dolce e leghe leggere. Le travi di legno utilizzate in passato o per barche particolari sono state sostituite da profili in acciaio e il fasciame è costituito da lamiere.
Gli acciai utilizzati per le costruzioni navali devono rispettare precise caratteristiche imposte dal R.I.Na. e devono passare determinate prove. Le costruzioni in acciaio hanno molti vantaggi rispetto a quelle in legno:
- Minori rischi di incendi e allagamenti
- Maggiore facilità e rapidità di manutenzione e periodo di servizio relativamente lungo (anche più di 40-50 anni)
- Maggiore leggerezza: l’acciaio ha un peso specifico maggiore del legno, ma l’acciaio è molto più resistente e sono necessari profili più sottili
- Maggiore capacità di volume libero disponibile
A fronte di questi vantaggi, ci sono dei piccoli difetti:
- Deviazione delle bussole magnetiche
- Corrosione
- Minore resistenza agli urti e maggiore possibilità di lacerazione dello scafo
Il primo tipo di chiglia utilizzato nelle navi in acciaio fu la massiccia: essa riprendeva il sistema di costruzione delle navi in legno. Presentava quindi una lunga trave sul fondo in senso longitudinale sporgente sotto lo scafo. Dopo venne ideata la chiglia a paramezzale, con due barre d’acciaio sotto | ![]() |
![]() | il fondo, collegate alle facce laterali dello scafo da una lamiera. Il principale vantaggio di questi due primi tipi di chiglia era la stabilità, ma erano molto ingombranti, pesanti e causavano un incremento del pescaggio. |
| Allora fu creata la chiglia piatta, dove barre e lamiere sono saldate dando maggiore sicurezza, anche se però la stabilità peggiora e a questo inconveniente si può ovviare con opportune soluzioni, tra le quali gli stabilizzatori. | ![]() |
Come abbiamo già detto, all’inizio le navi in ferro erano costruite con lo stesso sistema di quelle in legno. Avevano una struttura particolare, con molte ossature trasversali e poche longitudinali, al posto delle quali c’erano dei piccoli ma robusti rinforzi. Infatti questo sistema è detto a struttura trasversale. Questo sistema, usato ancora oggi nelle piccole imbarcazioni, risulta debole longitudinalmente.
Nacque, successivamente, il sistema longitudinale. Predominavano dunque le strutture longitudinali, con alcuni rinforzi trasversali e c’erano delle paratie che formavano un telaio. Questo sistema, che ancora una volta si rivelò poco valido, tuttora è utilizzato nelle navi cisterna per la presenza delle paratie a telaio.
Infine venne creato lo scafo a struttura mista, che prevedeva ossature trasversali o longitudinali a seconda degli sforzi a cui sono sottoposte. Oggi è il più utilizzato, soprattutto per le navi rinfusiere.
FASI DI COSTRUZIONE DI UNA MODERNA NAVE IN FERRO
La costruzione di una moderna nave in ferro può essere spiegata in questi punti: 1) Progettazione 2) Impostazione: inizia la costruzione della nave a partire dalla chiglia 3) Costruzione dello scafo 4) Installazione dei motori e delle eliche 5) Completamento dello scafo e costruzione delle sovrastrutture 6) Varo tecnico 7) Prove in mare 8 ) Allestimento interno (per quanto riguarda le navi passeggeri è una fase molto più lunga che per gli altri tipi di navi) 9) Battesimo |
Negli ultimi tempi le navi sono costruite a sezioni in diversi cantieri; le sezioni vengono poi trasportate nel cantiere dove effettivamente la nave è “assemblata”.
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La quarta scheda di tecnica navale finisce qui; nella prossima, due importantissimi strumenti per la navigazione: timone ed ancora!








Questo fascicolo creato e confezionato da Gambrinus all’interno del nostro Dream Blog vorrei dire che è stata un’idea fantastica.
Insieme alle notizie del mondo crocieristico e del mare in generale, insieme ai racconti dei nostri viaggi, insieme ai nostri sogni che speriamo si avverino presto, questo capitolo su “cos’è una nave” mi piace moltissimo.
Grazie Gambrinus!!!!
La costruzione dello scafo è un argomento molto interessante, basti pensare che da lì inzia a prendere forma la nave, lì è il cuore pulsante.
Oggi lavoriamo con i metalli e otteniamo dei gioielli tecnologici, ma non posso fare a meno di pensare alle antiche navi in legno, tra le quali mi sovviene l’immagine delle vichinghe, che imponenza, che fascino!
Le caravelle, i galeoni, ecc… quanta storia e quante navigazioni!
Tutte le navi sono uno spettacolo, sia quelle antiche, che quelle moderne e noi per fortuna viaggiamo nel lusso e nel confort, ci troviamo così bene che non riusciamo a stare lontani dal mondo “C.
Grazie Gambrinus di avermi fatto fare queste riflessioni. Ed ora aspetto con curiosità le notizie su timone ed ancora….
Annette
Bravo Gambrinus, grazie!!! Chissa se non mi metto a constriure una nave anch io 😉
(tutto sommato, per l inizio basta un foglio di carta….)
Molto interessante anche questo capitolo.
Dopo il progetto sulla carta ecco finalmente prende forma la nave.
Ho letto con interesse i pro e i contro della costruzione di una nave in acciaio e ora capisco il perchè degli squarci che si creano quando una nave viene o è urtata, sembra quasi venga tagliata con un coltello che taglia il burro, mi ha sempre impressionato, fortunatamente ne ho visti pochi e spero in futuro di vederne sempre meno o nessuno.
Concordo con Annette anche a me questo post ha fatto venire in mente le vecchie imbarcazioni in legno così affascinante, mi è venuto in mente il museo Vasa a Stoccolma, una nave ancora intatta con degli intagli nel legno che fanno risplendere il suo fascino antico.
Barbara non è male come idea, disegnamo la nostra nave dei sogni sulla carta e poi cerchiamo chi c’è la costruisce, oppure ti offri tu? 😉 😀
Grazie Gambrinus complimenti sei stato bravissimo, continua così.
Paola
Paola,
peccato che si inabissò subito (troppo pesante, sbilanciata, colpo di vento, ecc…) davanti alle coste di Stoccolma durante il viaggio inaugurale!!!!
Gambrinus =-O complimenti !!!
Dirti bravo è poco 😉 😀 😀
Mi sono sempre chiesta, coma avvenisse la costruzione di una nave, e il primo tassello cui ruotava tutto
intorno. E con i tuoi articoli, anzi con le tue lezioni, perchè di lezioni nautiche vere e proprie si tratta, ci sono entrata nel ” modo costruzione “…e quando adesso salirò su una nave sarò consapevole di quello
che sto calpestando , di quello che mi gira intorno e di quello nascosto alla mia vista, che è di fondamentale importanza per la sicurezza stessa della nave e dei passeggeri…e questo grazie a te !!!
Grande, Gambrinus…e un giorno scoprirò quanto in realtà tu sia ” così grande ” 😉 =-X 😀
Per il momento ti meriti OTTIMO + + 😀 ciao ciao !!!
😀 😀 😉
Certo che offro io, Paola!
E lo faccio anche personalmente 😉
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Ecco fatto. Non so pero se ci stiamo tutti??
mi sa che e meglio che faccio cuffie :-[
“Costruite un museo in un anno e mezzo e io ve lo riempio di opere!”
Questa è la sfida incredibile che il comune di La Spezia ha accettato, e vinto. Uno dei rari casi di riuscita simbiosi tra pubblico e privato.
Il museo è stato realizzato in poco più di un anno. E l’ingegner Lia ha donato al comune di La Spezia oltre mille opere d’arte, una delle collezioni private più imponenti d’Europa e la più importante per i dipinti tra duecento e quattrocento.
Ma… a questo punto… qualcuno si chiederà: “Alex.B è un sacco che non scrive e mo’ torna dopo essersi bevuto il cervello? Che c’entra la costruzione di uno scafo con un museo?”
C’entra… c’entra. E me l’ha fatto venire un mente un’affermazione del nostro mitico ingegner Gambrinus: tra i difetti dello scafo in metallo ha elencato la “deviazione delle bussole magnetiche”.
Eh si! Perchè lo scafo metallico si comporta come un qualunque “pezzo di metallo” quando è sottoposto a continui campi magnetici (in particolare quelli dell’impianto di generazione dell’energia di bordo): si magnetizza a sua volta!
Un po’ come quando si sfrega, con una calamita, la punta di uno spillo e questo si magnetizza.
Ebbene… l’ingegner Amedeo Lia ha fatto la sua fortuna brevettando un sistema per “smagnetizzare”… pensate un po’… LE NAVI! Quelle militari, in particolare, con i sofisticati apparati elettronici montati a bordo, sono particolarmente sensibili ai campi magnetici dello scafo.
Smagnetizza oggi che smagnetizza domani, ecco che ha attratto a sé, proprio come una calamita, una delle più imponenti collezioni d’opere d’arte private.
E, pensate un po’, altro record più unico che raro, senza neppure un falso!
Gambrinus,
niente niente ti stai specializzando nel settore????? *DONT_KNOW* 😉
Dettagliato, preciso, il tutto correlato da disegni e foto, come un bravo professore.
Ingegner Gambrinus i miei più vivi complimenti per questa opera di ingegno.
E a quanto dice Donatella “Questo fascicolo creato e confezionato da Gambrinus all’interno del nostro Dream Blog vorrei dire che è stata un’idea fantastica.”,
io replico ” da Gambrinus in esclusiva solo per noi del Dream Blog!!!!!!” 🙂
Carina Barbara ma io la fare un pò più grande, so che tu vuoi risparmiare, ma io ci vorrei il gran bar la Hall centrale, il teatro, le cabine magari tutte suite, la pista di pattinaggio su ghiaccio ecc……
Vero Donatella non ebbe molta fortuna però è molto bella come nave.
Paola
Gambrinus,
Grazie per il tempo che dedichi a tutti noi.
É tutto molto interessante.
Sto imparando tanto grazie a te. 😀
Con l’incidente della nave da crociera CONCORDIA, mi sono chiesto come è costruita la chiglia e perchè è successo quelllo che noi tutti abbiamo visto e sentito. A proposito della chiglia, perchè non è realizzata a sezioni stagne per rimanere a galla anche con alcune sezioni allagate in caso di incidente?