
La mia escursione. La fortezza di Massada e il valore di un simbolo.
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Una delle escursioni che mi ha maggiormente colpito della mia ultima crociera nel Mar Rosso, a bordo di Costa Allegra, è stata quella a Massada e al Mar Morto.
Oggi vorrei raccontarvi della fortezza di Massada e del suo importante valore, anche simbolico.
Siamo a Eliat, cittadina di circa 30.000 abitanti nonché unico porto israeliano ad affacciarsi sul Mar Rosso. Importante centro commerciale, in passato ha subito diverse dominazioni, dovute principalmente alla posizione strategica che occupava. Si susseguirono così, nel corso dei secoli, i Nabatei, i Romani, i Bizantini ed ancora gli Arabi.

Attualmente la città è un attivo porto commerciale ed un sempre più importante e rinomato centro turistico.
Ad attenderci, una volta sbarcati dalla nave, gli autobus che, con un percorso di circa due ore, ci hanno consentito di arrivare nella zona del Mar Morto e alla fortezza.
Massada (in ebraico Mezzadà = la fortezza) è il luogo dove i Giudei combatterono la loro ultima battaglia contro i Romani, nel 73 D.C.
E’ situata a circa 400 metri sopra il Mar Morto, su un’alta montagna, isolata e circondata ovunque da roccioni.
La maggior parte delle notizie su Massada sono state fornite dallo storico ebreo Giuseppe Flavio il quale, dopo la caduta di Gerusalemme, visse a Roma, sotto la protezione di Vespasiano e dei Flavi. Ad oggi non è chiaro se Giuseppe fosse presente agli eventi di Massada o se ottenne le informazioni dagli annali militari romani o ancora da testimoni oculari, fatto è che i suoi scritti costituiscono la fonte informativa principale riguardo questo luogo.
Esistono unicamente due modi per raggiungere la cima della montagna: a piedi, attraverso un impervio e lungo sentiero, detto del Serpente, oppure in teleferica. L’escursione organizzata prevede, per una questione di tempi, unicamente quest’ultima possibilità.

Una volta giunti in alto, il luogo regala panorami unici che molte guide turistiche definiscono come i più belli di Israele: a est, tra i monti della Giordania, le acque turchesi del Mar Morto; a ovest, infinite distese desertiche della Giudea i cui colori si perdono all’orizzonte.


La storia narra che nel 70 d.C., dopo la caduta di Gerusalemme, avvenuta per opera di Tito, un gruppo di superstiti scappò a Massada, raggiungendo un secondo gruppo, di Giudei irriducibili, definiti Zeloti (pieni cioè di “zelo” religioso). Complessivamente un migliaio di persone (960 per l’esattezza), sotto la guida dell’intrepido Eleazar ben Yair.
Massada rimase quindi l’unica fortezza in rivolta contro i romani, decisi, questi ultimi, a sconfiggerla. Nell’autunno del 72 il generale romano Flavio Selva iniziò la marcia su Massada con la decima legione e con migliaia di prigionieri giudei. Ma l’impresa non fu affatto semplice. La fortezza era realmente difficile da raggiungere, era protetta da mura alte cinque metri che la cingevano lungo un perimetro di oltre un chilometro e mezzo ed inoltre gli assediati avevano enormi riserve di cibo, che garantivano loro di poter autonomamente sopravvivere per molto tempo.
Dopo averla assediata, Selva fece costruire, sul lato occidentale, dove c’era un promontorio roccioso, una rampa di terra, rocce e legno su cui far scorrere le macchine da guerra fin sotto la città: catapulte, baliste e un grande ariete con cui sgretolare le mura. Servì, purtroppo, a poco anche un secondo muro interno in legno e pietra, costruito dagli Zeloti come ultima difesa contro i romani.

La rampa di terra fatta costruire da Flavio Selva
Quando Eleazar capì che ormai non c’era rimasta alcuna via di scampo, radunò tutti gli abitanti della fortezza e li convinse a commettere un suicidio collettivo. Gli scritti di Giuseppe Flavio riportano parte del discorso pubblico:
“Leali miei seguaci, è trascorso molto tempo da quando decidemmo di non servire né i romani né alcun altro se non Dio che è unico ed è il vero e giusto Signore degli uomini. Ebbene ora è giunto il tempo di dimostrare la nostra determinazione coi fatti. In questo non dobbiamo mostrarci pavidi, in quanto, mai ci siamo piegati in schiavitù, ora più che mai non dobbiamo scegliere di esser schiavi, e con questo le pene che significherebbero la fine di tutto, se si cadesse vivi in mano dei romani. Siamo stati i primi nella rivolta e saremo gli ultimi ad abbandonare la lotta. E ancora io penso che Dio ci abbia dato il privilegio di poter morire nobilmente, come uomini liberi e non come gli altri che sono stati ignobilmente sconfitti. Ora ci è chiaro che all’alba la nostra resistenza sarà alla fine, ma siamo ancora liberi di scegliere una morte onorevole per noi e per i nostri cari. E questo non può esserci impedito dai nostri nemici. Che le nostre mogli muoiano senza dover essere stuprate e che i nostri figli non debbano conoscere l’onta della schiavitù; dopodiché ci faremo l’un l’altro, senza alcun rimorso, un favore, e la nostra libertà sarà così conservata. Ma prima bruceremo tutta la fortezza con tutto quel che c’è, sarà un brutto colpo per i romani, questo lo so per certo, trovare le nostre persone fuori dalla loro portata e senza bottino di guerra. Risparmieremo solo una cosa: la nostra abbondanza di cibo, come testimonianza che siamo morti non per volontà altrui, ma perché, come abbiamo deciso sin dall’inizio, preferiamo la morte alla schiavitù”.
Ed accadde esattamente questo. Il capo di ogni famiglia uccise la moglie ed i figli; poi radunarono tutti gli effetti personali in una pila e le diedero fuoco.
Infine, a sorte, fu deciso chi dovesse uccidere e chi dovesse essere ucciso: l’ultimo sopravvissuto, infine, si gettò sulla spada.
I romani, che si attendevano una forte opposizione, assaltarono all’alba il forte, ma tutto quel che trovarono fu un “assordante” silenzio e pile di morti.
Due donne e alcuni bambini, che si erano nascosti in una caverna, raccontarono ai romani ciò che era successo.

In questo modo finì la lotta degli Ebrei contro la potenza romana e la Terra d’Israele divenne una provincia dell’Impero Romano.
La caduta di Massada, il 10 aprile del 73, segna la fine dell’Indipendenza Giudaica, fino alla successiva riconquista, avvenuta il 15 maggio del 1948, con la costituzione dello Stato d’Israele.
Nel corso dei secoli, escluso un piccolo gruppo di monaci che vi vissero nel quinto secolo, Massada rimase in rovina e quasi dimenticata. La riscoperta di questo luogo in tempi moderni risale al 1838, avvenuta per opera dello studioso americano Edward Robinson. Negli anni 1963-65 furono eseguiti grandi scavi e minuziose ricostruzioni delle rovine da gruppi dell’Università Ebraica di Gerusalemme.
Massada è oggi Parco Nazionale ed è visitata durante tutto l’anno da migliaia di turisti. E’ divenuta un simbolo per i giovani d’Israele, nonché meta di sacri pellegrinaggi.


E’ un’escursione che ti rimane dentro per tutta la vita, per i contenuti, i paesaggi, i colori, lo sguardo che si perde all’infinito in questa terra così difficile…..
L’unico rammarico che, visti i tempi sempre strettissimi, non abbiamo potuto salire a piedi…….sarebbe stata quasi una conquista!!!!
La guida è stata all’altezza della situazione, molto brava nel raccontare la storia e cercando di entrare anche nei particolari.
La fortezza è molto vasta; una volta finita la spiegazione, sarebbe stato bello poter girare un po’ per assimilare più in profondità ma il tempo è sempre stato tiranno….
buona giornata,
donatella
Anch’io sono rimasta molto emozionata, si tratta di un luogo quasi sacro per gli eventi che ci racconta.
Siamo stati accolti da tanti piccoli corvi e uccellini del luogo che stavano vicino a noi senza alcuna paura.
Mi hanno colpito molto le orme degli accampamenti dei romani che sono ancora lì, intatte a narrarci la storia dell’assedio….
Annette
Alla partenza della funivia c’è un grande emporio – che noi abbiamo visitato al nostro ritorno – dove, oltre a tanti souvenirs, si trovano tutti i prodotti contenenti i sali del Mar Morto: creme, cremine, balsami, sali, ecc….
Tutti, proprio tutti, sono usciti con un bel sacchetto di acquisti e di campioncini che ci hanno regalato ……
….. ed intanto il peso della valigia aumentava…….vero??!!
Gia’ alla partenza, nonostante solo sette giorni di vacanza, eravamo tutti, chi per un verso chi per l’altro, oltre il peso consentito…….
donatella
E’ vero, Donatella, abbiamo fatto tutti un po’ di acquisti, infatti per noi donne era difficile resistere agli articoli di bellezza e poi abbiamo anche pensato che essendo vicini a Natale avremmo potuto fare anche qualche regalino…
Pare che i sali del mar Morto siano miracolosi per la pelle….e qualcuno può confermarlo perchè più tardi siamo proprio andati in una spiaggia dell’hotel per immergerci nelle acque salate…e galleggiare….
Annette
Se considero anche il bagaglio a mano io avevo un eccesso di peso complessivo di circa 8 – 10 Kg … :-[ troppi? 😀
Filippo,
tu sei un “caso disperato” : gli addetti al check in sono stati ammaliati dal tuo sorriso!!!!!
Già all’andata ben oltre il limite, al ritorno …. ecco perché l’aereo ogni tanto perdeva quota…..
=-O =-O =-O
😀 😀 😀
Chi, io? 😎 😀
Ma nooo … avevo il minimo indispendabile … come sempre del resto 😉
Ehhhhhhhh??????
😀 😀 😀
La nostra escursione di Eilat a Massada è stata veramente eccezionale con una guida veramente capace di trasmetterci tante emozioni in quei luoghi di incomparabile bellezza sul deserto che non dimenticheremo mai.
Filippo con il suo post ci ha fatto ripercorrere tutto quello che abbiamo visto e ammirato.
Anche noi abbiamo acquistato creme per tutta la famiglia.
Anna e Piero
scusate l’o.t. ma volevo dire che non riesco più a inserire l’avatar, e pazienza….., ma quando clicco “mi piace” esce la scritta “te” invece di “annette”, cosa si può fare?
Annette
Annette,
anch’io ho dovuto ricaricare l’avatar, pero’ mi è andato a posto.
Anche a me esce “te” pero’ se entro poi con un altro computer vedo il nome!!!
Annette,
è corretto: io visualizzo un “piace ad Annette” nel commento della Giungla’s Family.
Sui propri “mi piace” non dovrebbe mai comparire il nome, ma unicamente il “te” seguito eventualmente da un avatar.
Non è normale invece non riuscire ad inserire l’avatar. Non vorrei utilizzassi Internet Explorer per navigare in Internet: spesso, infatti, genera errori, anche con riferimento al blog.
Suggerisco sempre, in questi casi, di scaricare Google Chrome, il browser fornito da Google (il motore di ricerca), molto leggero, flessibile e gratuito.
Indico, nel caso, il link: http://www.google.com/chrome?hl=it
Grazie Filippo! Procedo
Annette
Sappimi dire Annette! 😉
Grazie Filippo,
con questo post sei riuscito a trasmettere tutto il valore di un popolo ….
Una curiosità per tutti gli amici che hanno visitato la Fortezza di Masada in questa crociera “Red Sea 1”.
Il 3 ed il 5 giugno di quest’anno la Fortezza è stata teatro di uno straordinario evento – tutto esaurito – è andato in scena il Nabucco di Verdi.
Che spettacolo dev’essere stato!!!!
donatella
Se avreste ascoltato i miei consigli per i bagagli, niente peso eccessivo e tutto l’armadio di casa a disposizione bastava fare 6 valigie.
Filippo ti bastano 6 valigie? 😉 😀
Buoni i prodotti, alcuni di voi hanno fatto il bagno nel mar morto, mi hanno detto però che l’acqua era fredda. brrrrrr……..
Paola
Grazie Azzurra :-[
Effettivamente quella è un po’ la sensazione che ho avuto io quando ho visitato la fortezza.
Per quanto bello, non è stato il luogo a colpirmi, non sono stati i panorami, peraltro davvero molto suggestivi, non è stata l’opera in sé, la fortezza realizzata dall’uomo. Ma è proprio stata la netta sensazione della grandiosità e valore di un popolo. Sensazione molto forte ed anche emozionante, perché “umana” e comunque ancora, per natura e nonostante i secoli, vicina, molto vicina a noi.
Ed anche per questo motivo, quasi per una forma di rispetto, ho voluto con questo post dedicarmi solo a Massada, rinviando ad un prossimo articolo la seconda parte del programma di questa escursione: il Mar Morto.
Concordo: dev’essere stato realmente sensazionale!
Eh si, freddina anche perché era già calato il sole …
Però siete stati temerari e non avete rinunciato, complimenti, io non so se ci sarei riuscita.
Paola
Con il supporto delle fotografie, l’episodio storico di Massada che hai raccontato, sembra rivivere, anche e soprattutto per i panorami forti che dalle fotografie si possono immaginare.
Le guerre per la sopravvivenza sono sempre state molto dure e cruente per i giudei prima e per gli israeliani poi
Il popolo ebreo, fin dalla fuga dall’Egitto attraverso il Mar Rosso, ha sempre avuto una vita molto difficile, quasi al limite della sopravvivenza.
Indubbiamente tutto il corredo fotografico, pieno di fascino nei suoi colori di terra del deserto, l’episodio raccontato di Massada e della definitiva annessione all’impero romano, mi ha fatto fare ricerche approfondite su questi luoghi che avrei tanto voluto visitare
Grazie Filippo per i tuoi reportages così meticolosi e accurati
Grazie per questa notizia Donatella, sono più che certa dell’unicità dello spettacolo.
Nabucco e il suo coro sono un ricordo di un’opera eccezionale che ho avuto la fortuna di vedere all’Arena di Verona
Posso quindi immaginare quale spettacolo possa essere stato in un tale contesto
Grazie Luisa,
effettivamente sono luoghi ricchi di umanità, storia, passato e che meritano senza ombra di dubbio di essere visitati.
Impossibile poi, a mio parere, non rimanerne affascinati!
Ogni volta che riguardo questo post, mi ritengo veramente fortunata ad aver vissuto così intensamente questo viaggio intorno al Sinai, intorno alla storia.
Il merito è stato anche e soprattutto del “gruppo fantastico”!!!
…..a noi il 13 ha portato davvero fortuna………
donatella
😀
Non tutti, però, intorno al medesimo tavolo … 😉
Due tavoli vicini, in veranda!!!!
Filippo, sei superstizioso??!! =-O
……anche questo è stata la nostra escursione……
donatella
😀 No, ma … 😉
Wow, che belle Donatella! Chi le ha scattate? 😀 😛 😎
Filippo,
ho passato tutta la settimana a fare fotografie; tu non c’eri??!!
:*
Belle le foto Donatella, grazie.
Filippo c’era, ma era rapito dal luogo e non ha notato che hai fatto delle foto così belle, è quasi Natale e quindi sono buona e non scrivo altro. 😉 😀
Un luogo davvero unico, si può quasi toccare quel cielo meraviglioso, e poi la storia e l’emozione che ha creato in tutti voi e c’è l’avete trasmessa. Grazie.
Paola
Se volete, ai primi di giugno 2011, un’occasione unica e da non perdere per gli appassionati di musica lirica, assistere all’Aida a Masada.
” La celebre opera di Verdi va in scena ai piedi del torrione di roccia che si eleva per 400 matri sul deserto di Giudea con vista spettacolare sul Mar Morto.
Circondate dalla fortezza che fu un sontuoso palazzo di Erode in cima al torrione, le note della Israel Symphony Orchestra diretta da Daniel Oren, risuoneranno con un’acustica perfetta mentre la tragica storia d’amore fra Aida e Radames incanterà gli spettatori. ”
dev’essere bellissimo……
Che notizia!
Fortunatissimo chi potrà assistere ad uno spettacolo cosi’ eccezzionale: sarà bellissimo ed emozionante!
Donatella, per caso ci stai facendo un pensierino??????? 🙂
E’ vero, Tina, sara’ uno spettacolo nello spettacolo!!
Niente pensierini….. sono già a debito di ferie con quello che ho programmato…..un’altra volta….
donatella
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