
Questione di sicurezza.
Parlare di viaggi e crociere molto spesso significa approdare in una dimensione felice, per il fisico e la mente, in cui dimenticarsi dei problemi quotidiani lasciati a terra è una delle prime naturali conseguenze.
A volte però, purtroppo, lo sbarco dalla dimensione parallela risulta brusco e doloroso, per chi lo vive innanzitutto, ma anche per chi, come tutti noi, ama quel mondo e non si aspetterebbe, dallo stesso, altro che svago e leggerezza.
Il recente episodio di violenza accaduto a Napoli, lo scorso 18 maggio, ai danni di Antonio Oscar Mendoza, crocierista 67enne di origini portoricane, sbarcato, insieme alla moglie, nella città partenopea e gravemente aggredito su via Marina da due giovani in motorino che gli si erano avvicinati nel tentativo di strappargli il Rolex dal polso, rappresenta certamente uno di quei bruschi momenti.
Perché parlarne nell’ambito del Dream Blog? L’intento non è quello di mettere l’accento su un simile fatto di cronaca nera solo perché accaduto ad un crocierista: non per questo infatti va considerato più grave di una qualsiasi altra fattispecie.
Il contesto specifico del caso, però, ha fatto sì che questo evento si sia svolto su una sorta di palcoscenico internazionale, facendo, come prima conseguenza naturale, accendere i riflettori sul grave problema della sicurezza in molte città d’Italia (e non solo).
Ma torniamo all’evento.

Il crocierista, che viaggiava a bordo della Celebrity Solstice, del Gruppo Celebrity Cruises, e che in seguito alla caduta dovuta all’aggressione aveva riportato un grave trauma cranico, per il quale era stato operato nel tentativo di eliminare il vasto ematoma, non ce l’ha fatta.
Le indagini della polizia, nonostante la presenza di diverse telecamere in zona, al momento non hanno portato a nulla di concreto. I rapinatori hanno agito a volto coperto e la targa del ciclomotore è risultata solo parzialmente visibile: del nastro adesivo applicato sopra ne ha impedito infatti la rilevazione.
Una prima immediata reazione era arrivata dalla Compagnia di crociera, lo stesso giorno dell’incidente. Non solo Celebrity Cruises, ma l’intero Gruppo Royal Caribbean aveva, per mezzo di un fax, inviato una comunicazione diretta a Nicola Coccia, Presidente del Terminal Napoli S.p.A., in cui annunciava la cancellazione dello scalo per tutte le sue navi.
“La sicurezza e il benessere dei nostri ospiti e del nostro equipaggio sono sempre la nostra priorità”, dichiarava la Compagnia.

Forte reazione anche da parte della stessa città di Napoli. Oggi, lunedì 30 maggio, è prevista la serrata generale dei commercianti, dalle 8 alle 14, in tutto il centro storico.
Un volantino listato a lutto, si apprende dalle pagine di cronaca locale del quotidiano La Repubblica, è stato affisso in via San Gregorio Armeno e nei Decumani: “La città sana e produttiva è vicina al dolore dei familiari del turista americano“, scrive l’associazione “Corpo di Napoli“.
Parole di dolore e di rabbia: “Questi assassini stanno uccidendo anche Napoli. La criminalità ammazza non solo le persone ma anche lo sviluppo della città costringendo i nostri figli a un futuro senza speranza – si legge ancora – Dobbiamo tutti emarginare queste “bestie” per isolarli nelle loro colpe“.
“Siamo tutti Antonio Oscar Mendoza“, sostiene l’associazione e chiede: “Il Comune proclami il lutto cittadino e la Chiesa, alle 12, faccia suonare le campane a lutto“.
Con lo stesso spirito e prospettiva è in seguito giunto anche il ripensamento del Gruppo crocieristico. “Non cancelleremo lo scalo di Napoli“. “Stiamo lavorando a stretto contatto con gli ufficiali governativi e con le forze dell’ ordine, che stanno prendendo iniziative per garantire la sicurezza di tutti a Napoli, inclusi i visitatori”.
La compagnia ha anche espresso le “più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici di Mendoza”, “a loro vanno i nostri pensieri e il nostro supporto”, sottolineano.
“Ma ora dobbiamo anche risolvere e velocemente le nostre emergenze per rimanere credibili“, prosegue in una successiva dichiarazione Coccia, Presidente del Terminal di Napoli, che punta all’istituzione di due tavoli, uno con la Prefettura, le forze dell’ordine e i commercianti per la sicurezza e uno con la Regione, l’Autorità portuale e quella marittima, per le strutture.
“In qualità di socio del Terminal Napoli“, infatti, il gruppo Royal Caribbean chiede di “sedere urgentemente a un tavolo con le istituzioni locali per identificare le soluzioni più efficaci a garantire la sicurezza e le migliori infrastrutture per i crocieristi“.
Si, maggiore sicurezza. Perché l’episodio accaduto ad Antonio Oscar Mendoza coinvolge inevitabilmente tutti noi. Come viaggiatori ma anche, ed anzi soprattutto, come cittadini di quella sana e produttiva comunità, i cui confini non ricomprendono solo la città di Napoli ma vanno invece oltre le cartine geografiche ed i limiti territoriali in esse indicati.
Comunità che non riconosce, e non è disposta a farlo, episodi di simile violenza.
E che è vicina, oggi, al dolore dei familiari del turista americano.

È un episodio triste che si commenta da solo…..l’importante è che non si ripetano più fatti così gravi che poi portano a decisioni irrevocabili!!
Anni fa, a Bari, dopo alcuni episodi di violenza tutte le escursioni della Costa per la visita della città erano scortate dalla Polizia : che sensazione strana…..
donatella
Questo è un fatto gravissimo e purtroppo tutti i giorni accadono cose del genere in tutte le città…
E’ importante che le Compagnie prendano seri provvedimenti per cercare di tutelare i crocieristi, ma anche i comuni si devono impegnare con le polizie locali a mantenere ordine e sicurezza, nell’interesse di tutti.
Mi auguro però di non dover arrivare alla scorta armata, come in Egitto…..
Annette
Purtroppo, Annette, cose del genere accadono in tutte le città. Ma non con la stessa frequenza.
Se non lo riconosciamo, non si fa il primo passo verso la soluzione del problema.
Io amo Napoli. Appena posso ci faccio un salto. Così come a Roma: le due città più belle d’Italia.
Adoro i napoletani. Ma, purtroppo, a Napoli la delinquenza spicciola è all’ordine del giorno.
Questo crocierista è stato anche molto sfortunato: di certo chi gli ha scippato il Rolex non aveva intenzione di ucciderlo. Ma questi esecrabili episodi succedono con più frequenza in alcune città.
E’ mai possibile che chiedendo a un poliziotto dove trovare un parcheggio mi sia stato risposto:
“L’unico parcheggio sicuro è quello dentro al porto: parcheggi lì la sua auto. Di certo, non la lasci parcheggiata per strada”.
E la visita a Napoli sotterranea con partenza dal bar Gambrinus nella centralissima piazza del Plebiscito? Anche quella, come ci ha raccontato Donatella, scortata dalla polizia. Che, ad ogni vicolo, incrociava i turisti in visita con auto e moto con lampeggianti accesi.
Questo è inaccettabile! Ma non facilmente risolvibile. Fino a quando l’indignazione delle persone oneste, che sono la maggior parte, non si trasforma in ribellioni verso questo sistema, le cose non cambieranno.
E se per ottenere questo serve anche l’abbandono di uno scalo da parte di una importantissima compagnia di crociere internazionale… ben venga!
Questa notizia mi ha rattristato molto.
Non si puo’ perdere la vita in quel modo.
Non mi sento di scrivere altri commenti.
Siamo vicini ai familiari di Antonio Oscar Mendoza.
Anna e Piero
E’ vero Alex, che in alcune città questi fatti sono più frequenti, ma nel caso di Napoli, città che anch’io adoro, è storia vecchia ……
Ricordo una mia visita di tantissimi anni fa (con ancora i miei genitori) ….incontrammo in gentilissimo e distinto signore che amava il Nord, era un alpino napoletano, che ci segnalo’ i luoghi da evitare e ci accompagno’ per un pezzo di strada per tutelarci.
Fortunatamente non accadde nulla e noi lo ringraziammo tanto: era un Signore, un napoletano col cuore sensibile e gentile e soprattutto un innamorato della sua città che non voleva vedere dei milanesi delusi della visita.
Io sono convinta che è ancora cosi’ e che molta gente per bene è addolorata, ma il problema da risolvere è enorme, l’abbandono di uno scalo è un segnale importante, ma ci vuol ben altro….
Annette
Sono molto dispiaciuta per il Signor Mendoza…
Però credo personalmente, che questa decisione, sia alquanto affrettata…
Ci sono molti porti pericolosi, in cui si fa scalo, e ora non mi sembra giusto, prendere in considerazione, l’eliminazione della città di Napoli.
Ogni anno, per un giorno intero, faccio una gita, in tutta libertà, a Napoli, e sinceramente non mi è mai capitato di essere stata avvicinata con fare minaccioso da qualcuno…
Forse xkè sono una comune mortale,(non indosso gioielli, o marche vistose) forse xkè ho avuto fortuna, questo non lo sò… ma ripeto, in ogni città, esistono le mele marce, e non mi sembra il caso di attaccare una città, solo xkè ha già un marchio di brutta nomea…
Mapi, non si attacca la città! Si attaccano i vili personaggi che infangano la città.
Sono LORO che attaccano la città! E, forse, non sono neppure napoletani. Che sono grandi persone.
Ribadisco, però, che minimizzare l’accaduto e vedere sempre tutto rosa e fiori, non porta da nessuna parte. Non si fa il bene di una città se ci si volta dall’altra parte e si fa finta di non vedere.
Alex, infatti ho scritto che le mele marce ci sono ovunque…
E cmq, fare il post x evidenziare, che non sempre è tutto rose e fiori è un bene…
Bisogna sempre scrivere il bene e il male, di tutte le cose…
Un abbraccio ad Azzurra :*
Annette
giusto le parole sono superflue..sono cose troppo tristi…
Questa notizia mi ha molto rattristato, a Napoli ho scoperto un mondo che non conoscevo e me ne sono innamorata, parlo delle persone di Napoli quelle oneste, quelle con il sorriso sulle labbra, quelle che ci vivono nonostante la città abbia mille problemi, Il calore e il cuore dei Napoletani e l’amore per la loro città, loro sono Napoli.
Io ci tornerei subito, lo ribattezzata la mia casa, perchè ci ho lasciato il mio cuore fra quella gente, perchè mi hanno fatto sentire meglio che dove abito io, e per colpa di questi… non so come definirli… ne va di mezzo la gente per bene quella che lavora onestamente, quella che lavoro con il turismo, ma anche per i turisti che in futuro potrebbero vivere Napoli con gli occhi e non con il cuore.
Sono d’accordo queste cose succedono anche in altre città e non solo Italiane, ma questo fatto è successo a Napoli e quindi le persone fanno subito il collegamento solo con Napoli.
Cosa si può fare? Non lo so, non sono in grado di decidere cosa sia meglio fare, certo è che bisogna fare qualcosa e subito!!!
Oggi ci doveva essere la solidarietà di tutta Italia e non lasciare sempre soli i cittadini onesti del sud.
Sono vicina ai familiari del signor Mendoza.
Azzurra so in questo momento come ti senti, il cuore e l’anima dei Napoletani me li hai fatto conoscere tu, pensiamo in positivo, come fate voi, e quindi voglio pensare che in futuro Napoli sarà una delle città più visitate d’Italia, come lo potuta visitare io e innamorarmene.
Paola
Anche se vivo a Pompei, sto quasi tutti i giorni a Napoli, sia per piacere che per lavoro e sentire la notizia, mi ha rattristato enormemente.
Napoli purtroppo è sempre stata governata male e chi di dovere, non ha mai mosso un passo serio contro la criminalità.
Prima dell’accaduto era abbastanza controllato all’interno del porto, ma fuori, chi non è del posto, doveva stare molto attento. Mille occhi aperti….
Proprio in questi giorni, il porto è diventato una base militare, troverete tutte le forze armate che esistono, dal vigilante privato alle camionette dell’esercito…e proprio questo mi fa arrabbiare, perchè mi domando: e prima allora? perchè non prima?
Saluti
forza NAPOLI
Carlo
Alex,
concordo con te, con questa tua frase: ” Fino a quando l’indignazione delle persone oneste, che sono
la maggior parte,non si trasforma in ribellioni verso questo sistema, le cose non cambieranno.”
Ma ti posso assicurare, che quando le persone oneste qui si sono ribellate, l’unica cosa che hanno ottenuto,è stato finire sotto scorta …e non ti parlo solo dei grandi nomi che tutti conosciamo,come Saviano,o il magistrato Faffaele Cantone o la giornalista Rosaria Capacchione,ma ti parlo anche di piccoli imprenditori che si sono trovati da un giorno all’altro in una realtà che lo stato doveva tutelare
e così non è stato . Qui,per tante ragioni,che non sto qui a elencare, ma che sono di dominio pubblico
è mancato lo Stato, è mancata l’Etica della politica e l’Educazione della politica !
Oggi, l’indignazione delle persone oneste napoletane, forte di quel sentimento di dignità, di libertà interiore, di scrupolo morale e nella forza del volere, hanno dato un’altra lezione allo stato, si sono
ribellati alla politica del servilismo, e hanno fatto una scelta di cuore e di morale, verso un uomo
onesto come loro. Oggi per Napoli è un nuovo rinascimento…e spero che accanto al nuovo sindaco
De Magistris, come lui ha promesso, io possa vedere per una passeggiata nella sua Napoli,
lo scrittore Saviano!
Tutti i napoletani hanno chiesto al nuovo sindaco, la pulizia delle strade,
intesa principalmente in termini metaforici: pulire le strade da tutti quei delinquenti che
sporcano l’onore di Napoli…mi auguro con tutto il cuore che la mia città ritorni ad essere sulla
scena internazionale quello che rappresentava negli anni scorsi, una delle città più belle
in termini turistici…
Filippo, grazie per questo post, era doveroso da parte tua intervenire,
perchè” ci sentiamo tutti Antonio Oscar Mendoza…”
Alla famiglia Mendoza, sono vicina nell’animo, dal 18 maggio…
100% con te e con tutti i napoletani e i milanesi e gli spezzini onesti.
Molto bello quello che hai scritto… grazie.
E… forza Napoli, come ha scritto Carlo.
Grazie Alex, e grazie a TUTTI per la solidarietà che avete dimostrato alla “mia” Napoli.
Da ShippingOnLine, uno sviluppo sulla triste vicenda.
Sono due facce difficili da dimenticare quelle di Salvatore Scippa, 33 anni e Vincenzo Sannuto, 31, i due pregiudicati arrestati per la rapina ai danni del turista americano Oscar San Antonio Mendoza, 66 anni, morto dopo nove giorni di agonia in ospedale per aver difeso il proprio orologio “Rolex”. La moglie, Ana Rivero, ha riconosciuto in fotografia Sannuto, come l’uomo sceso dallo scooter Aprilia, che il 18 maggio scorso aggredì il marito per strappargli l’ orologio nei pressi del porto, dopo che erano sbarcati dallanave da crociera Celebrity Solstice facendolo cadere e battere la testa sul selciato. Testa rasata, sguardo duro, Sannuto è stato trasferito nel pomeriggio dagli uffici della questura nel carcere di Poggioreale.
«Hai finito di scattare ?», ha chiesto minaccioso ad un fotografo. Massiccio, con un collo taurino, testa rasata anche lui, Scippa sarebbe rimasto alla guida dello scooter. La squadra mobile di Napoli li ha identificati grazie ad una «informazione ricevuta», ha detto il responsabile, Vittorio Pisani. A nulla sono servite le immagini delle telecamere della zona di Via Marina, alcune delle quale non erano in funzione, e nessuna testimonianza è stata fornita agli investigatori. Sannuto e Scippa, entrambi residenti nel centro storico, sapevano di avere la polizia addosso. Scippa aveva lasciato la città e poi si era rifugiato a casa di un barbone, dove gli agenti lo hanno raggiunto. Interrogato dal pm Maria Sepe, il pregiudicato ha confessato, facendo il nome del complice. I due rapinatori, entrambi con precedenti specifici, devono rispondere di tentativo di rapina ed omicidio preterintenzionale. L’ orologio Rolex che è costato la vita ad Oscar Mendoza, ex parlamentare di Puerto Rico ed ex militare è rimasto nelle mani della moglie rientrata negli Usa dopo nove giorni di commovente assistenza al marito e di preghiera ininterrotta. Restano forti in città sdegno e protesta. I commercianti dell’ associazione «Corpo di Napoli», che ieri hanno effettuato una serrata nel centro antico, minacciano di dare vita a ronde per la sicurezza di residenti e turisti. «Utilizzeremo nostri volontari e cittadini», dice il loro presidente, Gabriele Casillo. Confcommercio ha inviato un telegramma di complimenti alla polizia, ma chiede un nucleo speciale di agenti per proteggere i turisti e chiede al prefetto un diverso coordinamento delle forze dell’ordine ed una task force della Guardia di Finanza «per contrastare – dice il presidente provinciale dell’ associazione, Pietro Russo – la vendita incontrollata di prodotti contraffatti».
Restano sul piede di guerra gli operatori turistici del porto che hanno minacciato di collocare cartelli di allarme per i visitatori. La notizia dell’ arresto dei due rapinatori è stata pubblicata con grande evidenza sul sito del quotidiano di Puerto Rico “Primera Hora”. Quando i due pregiudicati sono usciti dalla questura di Napoli un gruppetto di turisti olandesi, mescolati ad una piccola folla, dopo aver chiesto chi fossero ha applaudito.
Da MetropolisWeb del 03/06/2011:
“Ci portammo in via Marina, in prossimità del porto, perché ‘o mericano (l’americano, soprannome di Vincenzo Sannuto, ndr) sapeva che dovevano scendere da alcune navi da crociera vari turisti. Infatti ci appostammo e dopo qualche minuto ‘o mericano mi disse che aveva adocchiato una coppia anziana di turisti e l’uomo aveva al polso un orologio di valore”. Ô la confessione di Salvatore Scippa, uno dei due pregiudicati arrestati nei giorni scorsi dalla polizia per l’aggressione a Oscar Mendoza, il crocierista morto per le conseguenze di un tentativo di scippo. Il racconto di Scippa è contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare emessa ieri dal gip Alessandro Buccino Grimaldi. “I due anziani furono da noi pedinati – continua il malvivente – poi ‘o mericano mi disse di rimanere a bordo dello scooter all’interno della strada che fa angolo con via Marina. Si avvicinò alla coppia e con forza tentò di strappare l’orologio che aveva al polso il turista anziano. Questi oppose resistenza, poi vidi che cadde a terra e venne subito soccorso dalla donna che era in sua compagnia… Il giorno successivo appresi che un turista in via Marina, nel corso di un tentativo di rapina, cadendo aveva urtato violentemente la testa ed era in fin di vita all’ospedale.
Pertanto decisi di abbandonare la città di Napoli ed infatti raggiunsi prima Modena e poi Firenze”. Scippa era sollecitato dai familiari a costituirsi e la moglie arrivò a minacciarlo di lasciarlo se non l’avesse fatto: lo si evince dalle intercettazioni telefoniche: “Tu stasera presentati, se tieni le palle, presentati! Se no mi perdi pure a me”. Scippa era incredulo: “Guarda a questa infame, guarda a questa infame! Ma che stai dicendo? Mi sta abbandonando a me… Che stai facendo?”. La madre era molto preoccupata: “Dalla mattina alla sera stiamo pieni di polizia… Stanno al muro di fronte, non si muovono notte e giorno, vengono appresso a me che vado a fare la spesa: perciò consegnati se non hai fatto niente… Attacca e non farmi parlare più, vedi, qua giù stanno tre di loro con la moto, fanno tutta la nottata, vengono dentro al mercato appresso a me, stai inguaiando a tuo padre”. Questa mattina intanto si é svolto l’incidente probatorio nel corso del quale la vedova di Oscar Mendoza ha riconosciuto Vincenzo Sannuto e ricostruito il tentativo di scippo; in questo modo non sarà necessario che torni in Italia per testimoniare.
Un suicida che si butta dal decimo piano quando arriva al nono ha già cambiato idea…
Purtroppo, però, l’esito del suo gesto è determinato da quella decisione iniziale.
Se solo ci vesse pensato qualche attimo in più! O fosse stato in grado di prefigurare l’esito del suo gesto!
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