
Industria crocieristica italiana: situazione attuale, evoluzioni e prospettive.
In occasione dell’Italian Cruise Day, il primo forum interamente dedicato all’industria crocieristica italiana, tenutosi lo scorso 28 ottobre a Venezia, è stato presentato l’Italian Cruise Watch, un approfondito studio di ricerca e analisi del settore, che costituisce un quadro informativo completo, analitico e aggiornato dell’intero comparto.
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Il lavoro è stato realizzato da Risposte Turismo, società di ricerca e consulenza impegnata da tempo nei diversi temi della macroindustria turistica e che proprio quest’anno celebra i suoi 10 anni di attività. Nell’ambito della sua attività Risposte Turismo segue da sempre il comparto crocieristico realizzando analisi, studi, partecipando a convegni internazionali e producendo testi, articoli ed elaborazioni specifiche.
Inizieremo da oggi, attraverso un appuntamento settimanale e grazie all’Italian Cruise Watch, a conoscere più nel dettaglio il particolare fenomeno del turismo crocieristico, l’unico a vantare ancora oggi numeri in crescita.
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Tutto ebbe inizio intorno alla seconda metà degli anni ’60 quando, a seguito dell’introduzione del trasporto aereo, molte compagnie di navigazione dovettero reinventarsi per poter sopravvivere ed affrontare in tal senso una necessaria riconversione d’uso dei transatlanci, passando pertanto dai liners ai cruisers.
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Da quella scelta fondamentale ad oggi, anche se a velocità diverse nel corso del tempo, il settore crociere ha continuato a crescere ininterrottamente: in termini di crocieristi, di Compagnie, di navi, di porti e di itinerari.
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Una posizione di primo piano, in questo senso, è stata raggiunta dall’Italia, che ha registrato recentemente numeri rilevanti:
- il totale del traffico passeggeri nei porti raggiungerà a fine 2011 i quasi 10 milioni;
- più di 30 porti, in oltre la metà delle regioni italiane, sono interessati da traffico crocieristico;
- 3 porti hanno superato nel 2010 il milione di passeggeri movimentati, che diventeranno 2 alla fine del 2011;
- altri 11 hanno superato i 100.000 passeggeri movimentati.
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Il trend di crescita dell’industria crocieristica, come anticipato, continua a sorprendere, perché capace di resistere a quell’insieme di fenomeni di natura economica, ambientale e sociale che costringono sempre più spesso altri comparti del settore viaggi e turismo a registrare cali percentuali anche consistenti.
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Un paio di dati significativi: nei primi anni ’70 la CLIA, la Cruise Line International Association, la più grande associazione crocieristica del mondo, fondata in Nord America nel 1975 con l’obiettivo di promuovere e favorire la crescita del comparto, contava tra i propri membri circa 500.000 crocieristi; nell’arco di ‘soli‘ vent’anni quel dato è volato a 4 milioni di passeggeri ad inizio anni Novanta, ad oltre 10 milioni nel 2004, a 13,4 milioni del 2009 ed a 14,8 milioni nel 2010.
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Oltre ai dati forniti dalla CLIA, anche l’European Cruise Council realizza da qualche tempo studi e ricerche, con particolare riguardo alla provenienza del crocierista.
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Secondo le analisi dell’ECC, i crocieristi nel 2010 sono arrivati a quota 19 milioni, con un incremento del 7,4% rispetto all’anno precedente. Questo numero, in particolare, può poi essere idealmente suddiviso in tre mercati principali:
- Nord America: con oltre la metà sul totale e con poco più di 11 milioni, il mercato nord americano detiene una quota preponderante del totale complessivo e guarda soprattutto ai Caraibi come destinazione principale;
- Europa: è in assoluto il mercato con maggiori possibilità di sviluppo e crescita. Con i suoi 5,54 milioni stimati nel 2010, le sue potenzialità promettono un ulteriore aumento del dato, soprattutto grazie alle compagnie, che sempre più spesso aprono a nuove fasce d’età, più giovani, svecchiando di fatto in questo modo l’idea che il prodotto “crociera” fosse riservato unicamente ad un target adulto di utenza;
- Resto del Mondo: con oltre 2 milioni di passeggeri stimati, principalmente provenienti dall’area asiatica, si tratta anche in questo caso di un mercato in crescita, anche se più moderato in termini di dati assoluti, soprattutto per via di una progressiva introduzione del prodotto crociera in quei contesti.





Buongiorno Dream Blog!! 😆
Molto interessante questa rubrica “Italian Cruise Watch“.
Mi sono soffermata a guardare i numeri relativi al traffico-passeggeri dal 2000 ad oggi; 🙄 le variazioni – qui in Europa – sono veramente impressionanti da dieci anni ai giorni nostri 🙄
St Thomas, isoletta delle Vergini Britanniche, vicina a Barbados ha un flusso di crocieristi maggiore di Venezia 😯
Sembra un settore in piena espansione, chissà quante novità in questo campo!!
Filippo, riesci sempre a trovare qualche argomento che stuzzica la nostra passione!! 😉
buona giornata,
donatella
Buongiorno,
oggi giornata di statistiche e di riflessione. Trovo molto interessante questi studi e vorrei concludere quello che si deduce, con un piccolo riassunto :
gli Americani del Nord sono un popolo di crocieristi appassionati
la meta preferita da sempre sono i Caraibi
l’Europa si è “svegliata ” più tardi, ma sta facendo passi da gigante
Per quanto riguarda l’Italia direi che senz’altro “il crocierista” non è solo una persona matura negli anni, perchè le famiglie, le scuole e i giovani stanno aumentando grazie alle belle opportunità offerte dalla Compagnie di navigazione.
Il nostro porto di Civitavecchia è il più “crocieristico” d’Italia e Venezia è arrivata in punta di piedi, ma sicuramente è il porto più romantico e spettacolare che ci sia.
Buone Crociere a tutti!!!!
:Delighted: :Delighted:
Interessanti questi numeri sempre in aumento e quì il merito va anche alle compagnie crocieristiche che negli anni hanno saputo inserire nelle loro flotte navi sempre più belle per attirare neofiti e far continuare persone già amanti di mare e crociere con novità sugli itinerari.
Questi dati significano anche che le compagnie continueranno ad investire in nuove navi e che quelle già esistenti presto arriveranno in Europa ancora in numero maggiore per la mia felicità e credo per la felicità di tutte le persone che amano le navi americane, la cosa che mi stupisce sempre è che nonostante abbiamo l’Euro più forte del Dollaro Royal dia grande importanza e sviluppo al mercato Italiano ed Europeo, Ovviamente non solo Royal è la compagnia che io faccio riferimento ma c’è ne sono davvero tante che anno dopo anno si fanno conoscere nel nostro territorio.
Interessante post, complimenti Filippo, dove riflettere sui passi avanti che le crociere hanno fatto e la notizia più bella è che i margini sono ancora in crescita, e non potrebbe essere diversamente cosa c’è di meglio di una nave che naviga su cui ci si diverte, ci si rilassa, ogni giorno si è in un luogo diverso…un sogno… ma si può realizzare!!!! 8)
Paola
Mi auguro che tutti questi numeri positivi sul continuo espandersi
del comparto crocieristico, facciano riflettere chi si occupa ed ha
responsabiltà, nella gestione e ristrutturazione dei porti italiani …
Se l’Europa è in assoluto il mercato con maggiori possibilità di sviluppo
e crescita, i porti italiani dovrebbero approfittarne, ed essere in grado
di offrire quel che il mercato crocieristico domanda.
Saremo in grado di farlo ? Ci spero, altrimenti si perdono altri treni,
in questo caso navi importanti !!! 🙄
Capitano aspetto settimana prossima, quando focalizzerai l’attenzione
sul Mediterraneo. 😉