lunedì, Settembre 7, 2026

Industria crocieristica: focus sull’Italia.

Prosegue l’appuntamento settimanale del Dream Blog pensato per conoscere più nel dettaglio il fenomeno dell’industria crocieristica, grazie all’Italian Cruise Watch, il primo approfondito studio italiano di ricerca e analisi del settore, realizzato da Risposte Turismo e presentato in occasione dell’Italian Cruise Day 2011, svoltosi a Venezia lo scorso 28 ottobre.

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La scorsa settimana avevamo aperto questa serie di post offrendo una panoramica sul settore, in termini di evoluzione dei passeggeri nel mondo, di aree geografiche di maggior interesse e di porti crocieristici.

L’analisi del settore prosegue, oggi, con un focus particolare al traffico crocieristico in Italia che, così come l’intero bacino del Mediterraneo di cui fa parte, è stata interessata da questo fenomeno a partire dagli anni Ottanta, e si è evoluta, passando da destinazione emergente dei primi periodi, a vera e propria protagonista mondiale, anche per via della sua posizione geografica strategica.

Qualche dato utile per inquadrare correttamente la realtà del Bel Paese: nel 2010 il dato consuntivo di traffico nei porti italiani, è stato di 9.651.115 crocieristi, che si sono imbarcati, o che sono sbarcati o che hanno transitato in scali italiani, grazie alle quasi 5.000 toccate delle tante navi impegnate in itinerari comprendenti una o più tappe nella penisola.

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Tre sono stati i porti che hanno superato nel 2010 il milione di passeggeri. Il primato assoluto spetta a Civitavecchia, con poco meno di 2 milioni di passeggeri e circa 900 toccate navi. Seguono Venezia, con 1,6 milioni di passeggeri e 629 toccate, e Napoli con 1,1 milioni e 540 toccate.

Seppur con numeri inferiori, altri 4 porti si sono particolarmente distinti: Genova, Livorno, Savona e Bari. Insieme ai primi tre, hanno raggiunto l’80% dei movimenti complessivi dei passeggeri nazionali.

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Considerando invece il traffico generato da imbarchi e sbarchi, è Venezia ad aggiudicarsi il primato, con oltre 1,3 milioni di passeggeri. Un risultato che la porta anche a primeggiare nell’ambito della classifica europea del 2010, seguita da Barcellona e Southampton.

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Relativamente invece al traffico in transito, è Civitavecchia il porto con il numero più significativo: 1,3 milioni di passaggi, seguita da Napoli, che sfiora il milione, Livorno, Messina e Palermo.

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I dati riferiti alle varie realtà italiane registrano da tempo un costante trend di crescita. Prendendo in considerazione i 25 principali scali, dal 2000 al 2010, dai quasi 2,4 milioni di movimenti del 2000, si è passati ai 9,5 milioni del 2010, con un bel + 397% e con una media di variazione annua pari al 15%.

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Analizzando un po’ più approfonditamente i macrodati, suddividendoli per aree geografiche (Adriatico, Alto Tirreno, Centro Tirreno, Sud), si evince come sia stato l’Adriatico a far segnare in assoluto la crescita maggiore nel decennio di riferimento.

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E, ancora più approfonditamente, è possibile ottenere una visualizzazione geografica delle performance di crescita.

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Solo Trieste non fa registrare incrementi a tre cifre nel decennio, mentre 5 scali (Olbia, Napoli, Palermo, Bari, Ravenna) presentano una diminuzione nell’ultimo anno rispetto al 2009.

Venezia, Savona e Genova rappresentano infine i porti caratterizzati dalla più alta concentrazione del traffico in imbarco e sbarco.

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Consuntivo 2011 e previsioni 2012

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Alcune Autorità Portuali italiane e Società di gestione dei terminal crocierisitici (Amalfi, Ancona, Cagliari, Capri, Civitavecchia, Genova, La Spezia, Livorno, Messina, Napoli, Palermo, Porto Cervo, Savona, Siracusa, Venezia) sono stati in grado di fornire agevolmente i valori di traffico dei primi 6 mesi del 2011. Grazie a questi report è già possibile fare un confronto tra il primo semestre 2011 con lo stesso periodo del 2010 e, conseguentemente fare stime riferite al 2012.

Relativamente a questa base di analisi, emerge fin da subito una importante crescita nel 2011 rispetto al 2010, trainata da Civitavecchia, Palermo e Cagliari.

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In base a questi primi dati certi, è poi possibile fare una proiezione coerente per l’anno in corso: il 2011 registrerà un nuovo record nazionale, con oltre 11 milioni di movimenti passeggeri nei porti e poco più di 5.000 toccate navi. Saranno 4 i porti capaci di superare il milione di passeggeri, con Savona che si andrà ad aggiungere a Civitavecchia, Venezia e Napoli.

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Infine, quanto a stime per il 2012, occorre sottolineare che la prudenza di molti attori coinvolti, determinata anche dai tempi medi di prenotazione degli ormeggi da parte delle Compagnie di crociera (oggi non disponibili nella maggior parte dei casi), fa si che la stessa debba essere limitata a pochi, ma grandi porti.

Nessun segno negativo, ma piuttosto una situazione di stabilità nella crescita, sia in termini di passeggeri che di toccate navi, ad eccezione di Civitavecchia, che prevede di registrare un ulteriore +36% sulle toccate.

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La prossima settimana analizzeremo un po’ più nel dettaglio le realtà dei nostri principali porti crocieristici, cercando di evidenziarne le caratteristiche strutturali, le modalità di gestione del traffico e gli interventi posti in atto a supporto dello sviluppo della crocieristica.

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Filippo

Cruise blogger, amante del mare, degli orizzonti infiniti e dei tramonti infuocati. Il primo viaggio in nave nel 1988 è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Da allora, oltre 40 crociere all'attivo trascorse a bordo di numerose navi e compagnie. Blogger per passione, ogni esperienza rappresenta per me una nuova avventura da vivere con entusiasmo. Viaggiare allarga la mente e lo spirito, farlo per mare ci avvicina a noi stessi.

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Annette
15 Novembre 2011 09:31

Che traffico marittimo intenso intorno all’Italia!

Sono rimasta stupita dell’incremento sul Mar Adriatico e penso che Costa abbia molto contribuito con le crociere che partono da Venezia.

Civitavecchia è sempre in testa, anche nelle previsioni per il 2012 e la Liguria non scherza…..

Un saluto ai 92 passeggeri partiti da Licata, il fanalino di coda, ma non per questo da dimenticare.

donatella
15 Novembre 2011 09:51

Buongiorno Dream Blog!! 😀

Molto interessante questa analisi circa il “traffico passeggeri“; mi spiace un po’ notare che, a parte le solite località, altre hanno numeri piccini piccini…speriamo in crescita!!

Secondo il mio parere la Sicilia dovrebbe essere più “sfruttata”, regione bellissima e tantissime isole da conoscere e da apprezzare 🙄

Se una nave come Allure arriva nelle isolette caraibiche, non riesco a capire perchè le navi in crociera nel Mediterraneo non utilizzino scali come Lampedusa, Panarea, Filicudi, Pantelleria e tantissime altre…. 😳

In questi anni ma sicuramente ancora di più nel futuro molte Compagnie arriveranno nel Mediterraneo; in molti porti i numeri saranno destinati a salire……speriamo non sempre i soliti!! 😉

buona giornata,

donatella

Azzurra
15 Novembre 2011 10:46
Rispondi a  Filippo

“io propenderei per la prima ipotesi: le navi diventeranno nei prossimi anni sempre più “destinazione turistica” e sempre meno mezzo di trasporto, sacrificando in questo modo il numero degli scali medi per ogni crociera.”

Non mi piace per niente questo sviluppo … la nave per me
principalmente rimane un mezzo di trasporto …

donatella
15 Novembre 2011 11:17
Rispondi a  Filippo

Io, come sempre fuori dal coro, spero si arrivi ad un numero maggiore di porti ed una buona qualità di servizi!!

Abbiamo tante belle cose…….e facciamole vedere!! 🙄 😛

donatella

Giungla Family junior
15 Novembre 2011 16:54

Quanti numeri… :Daze:

Sono molto interessanti tutti questi dati, seguendo il vostro discorso, mi piacerebbe tutte e due le possibilità, nave come luogo turistico e anche poter visitare le isole, però poi ci sarebbe sempre lo stesso problema del poco tempo per le escursioni e se invece si farebbero meno scali ma più lunghi anche due giorni così da poter davvero sentire i luoghi visitati, per esempio le grandi città come Napoli (ovviamente città presa a caso :mrgreen: ) ha talmente tante cose da offrire, non solo come città ma anche fuori, Pompei, Ercolano, il Vesuvio, Sorrento, Amalfi e potrei continuare ancora con la lista a lungo e ci sono anche le isole: Capri, Ischia, Procida…
Mi sa che c’è troppo da vedere e anche un paio di giorni non bastano. 🙁 :mrgreen:

Mi sa che allora finirà che si dovrà fare la stessa crociera più volte un pò come facciamo ora per visitare meglio questi luoghi così ricchi di bellezze naturali e non solo.
Sono certa che il mondo delle crociere si continuerà a evolvere lo vediamo spesso, con crociere a tema, navi sempre diverse e che offrono nuove attrattive, c’è talmente tanta scelta fra itinerari e navi che anche per noi croceristi non è facile scegliere e i numeri che vediamo confermano come questo mondo continui ad avanzare e siano positivi, sopratutto nel nostro paese e lo dovremmo sfruttare di più per arricchire la nostra economia, il bel paese invidiato dal mondo dovremmo valorizzarlo, solo noi abbiamo certe attrattive.

La crescita dei porti Italiani stà anche nel fatto che sono arrivate le compagnie con navi grandi come la Royal e poi le partenze stabili da Venezia per tutta l’estate, l’anno prossimo ci sarà un aumento anche per quanto riguarda Trieste e Messina, questa filosofia delle compagnie di partire in città diverse è ottima, anche se ormai all’arrivo in porto ci ritroviamo con quattro o cinque navi in banchina per noi è bello perchè le possiamo ammirare ma se partissero in porti differenti ne gioveremmo noi che non ci ritroviamo con così tante persone in stazione ferroviaria o all’uscita dal porto con la macchina e anche la città di mare che ne beneficerebbe come turismo.

Paola

Dany
16 Novembre 2011 10:02

Anch’io la penso come Paola e Donatella, secondo me abbiamo tantissimi posti belli in Italia, che non vengono valorizzati, mentre invece assistiamo a scali in luoghi che non hanno tanto da dire , oppure che visti una volta bastano poichè non c’è null’altro di interessante da vedere (vedi a caso Katakolon… 😉 ) quindi secondo me, con l’aumento di navi da crociera, di compagnie, bisognerebbe veramente arrivare ad una diversificazione.
Mi spiego meglio… lasciando alcune navi fare i classici giri come ci sono sempre stati, e inserire crociere differenziate per visitare luoghi diversi, oppure aumentando , come anche detto da Paola, la sosta in alcuni luoghi dando la possibilità di visitare meglio quel luogo, poichè oramai con l’esperienza che abbiamo accumulato, possiamo dire che anche quando una nave rimane ferma in porto anche 9-10 ore, non si riesce a gustarsi piename nte il luogo dove si è, poichè il tempo alla fine è sempre inferiore a quelle ore.

Dany

Giungla Family junior
16 Novembre 2011 15:21

Ora che mi viene in mente leggendo Dany, sorge un’altro problema per le compagnie di crociera, le soste in porto costano parecchio ed ecco perchè spesso si resta così poco tempo, bisognerebbe migliorare questo aspetto, magari la nave potrebbe staccarsi dalla banchina dopo tot ore e rimanere in rada, un pò come fanno le piccole barche a vela. E’ solo un’idea, magari non è attuabile o magari ci sono soluzioni migliori. :Pondering:

Paola

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