“Ogni tanto il mare ci ricorda che non siamo in albergo”.

Avete mai provato l’emozione di assistere all’uscita dal porto di una nave direttamente dal Ponte di Comando?

Oppure quella di vivere l’esperienza di una notte col mare grosso?

Alex.B è sbarcato da poco dalla sua mini crociera a bordo di Costa Victoria e, tra i privilegi concessi, ha avuto due rare possibilità, che oggi ci racconta

Buona lettura e visione!

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Ogni tanto il mare ci ricorda che non siamo in albergo
(Comandante Sinisi – ponte di Comando)

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Non sapevo che tra Corfù e Malta ci fossero le montagne russe. E, soprattutto, le avremmo percorse con tutta la nave e il suo carico di passeggeri.

Alle 2, quando ci siamo coricati, un mare al traverso e un vento a 100 km all’ora ci cullavano dolcemente (dolcemente?!). Alle 4 del mattino contavo la distanza tra una serie di beccheggi e l’altra: dalla mia cabina a tutta prua sentivo la prora scendere verso il pelo dell’acqua e risalire dopo poco. E attendevo con un minimo di ansia il movimento successivo.

Quando le onde si susseguivano a breve, le discese successive erano molto più profonde della prima. Alla terza discesa di una serie non interrotta di beccheggi, immaginavo la prua fendere il fronte d’onda e tornare a respirare scaricando dal ponte l’acqua che ne aveva invaso ogni angolo.

Quando una nave di 70.000 tonellate di stazza, 250 metri di lunghezza, 59 di altezza e 35 di larghezza beccheggia con movimenti così ampi da chinarsi a raccogliere il mare, l’emozione è forte.

A mio parere il mare era forza 8. I movimenti erano simili, un po’ più accentuati, a quelli sperimentati su Costa Europa con mare di quella forza.

Chissà se le mie presunzioni si sarebbero rivelate giuste o sbagliate?!

Da lì a poco l’avrei scoperto.

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Rientrando in nave dalla visita a Malta trovo, sul letto, uno di quei classici “bigliettini” che presagiscono un invito più o meno sorprendente.

Ebbene … questa volta la sorpresa avrebbe superato ogni mia più rosea aspettativa. Anche per i tempi con cui si sarebbe realizzata.

Da lì a mezz’ora il Comandante ci attendeva al ponte di comando per la partenza della nave da Malta.

Assistere alla manovra di uscita dal porto, e da che porto!, direttamente dal ponte di comando, è stata un’emozione unica.

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Abbiamo assistito in religioso silenzio agli ordini del Comandante Sinisi: poche parole, tutte in inglese. E un colosso delle dimensioni di Victoria è uscito agevolmente da quel porto che pare un labirinto.

Il Comandante al centro del ponte di comando, lo sguardo fermo di fronte a sé, impartisce ordini che vengono ripetuti a voce alta del destinatario per azzerare eventuali errori di comunicazione.

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Sul ponte anche il pilota di porto, che abbandona la sua postazione non appena la nave è totalmente fuori dalla diga foranea. E altro personale anziano, da cui il giovane ed esperto Comandante recepisce suggerimenti e consigli, che poi sta a lui trasformare in ordini per gli esecutori.

Vi consiglio di guardare il video ascoltando attentamente per percepire la precisione dei comandi e l’autorevolezza con cui vengono disposti. Dopo la visita al ponte ci siamo sentiti ancora più sicuri. Nelle mani di persone esperte e di un’organizzazione ineccepibile il cui principale obiettivo è la navigazione sicura e confortevole di migliaia di persone.

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Al temine delle manovre di uscita ci siamo avvicinati al Comandante per chiedere informazioni sulla navigazione turbolenta della notte precedente.

Quello che avevo immaginato dal letto della mia cabina era esattamente quello che era accaduto.

Alle 3.30 del mattino il Comandante è stato svegliato per recarsi sul ponte di Comando a presidiare la difficile navigazione. Da allora, e fino all’ingresso a Malta, il Comandante non ha più abbandonato il comando della nave.

Alle 4 del mattino il vento aveva raggiunto forza 11 (150 km all’ora!!!) e il mare forza 8. Con onde alte tra gli 8 e i 10 metri che si frangevano sulla coperta del ponte di prora fino ad arrivare a schiaffeggiare il ponte di comando posto a oltre 20 metri dalla superficie del mare.

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Anche questi racconti ci hanno rassicurati: ogni sua espressione denotava una fiducia totale nella “sua” nave, capace di affrontare qualunque condizione marina nel massimo della sicurezza.

Costa Europa era la nave più stabile della flotta. A suo parere. Ma così ci hanno più volte raccontato anche altri Capitani.

Subito dopo Costa Victoria, capace di contrastare il rollio in modo molto efficacie grazie alla doppia coppia di pinne stabilizzatrici (le altre navi ne hanno una sola). Seguono Mediterranea, Atlantica, Luminosa e Deliziosa, tutte navi che grazie al profilo strutturale e alla propulsione con eliche montate su “azipod”, hanno un’ottima stabilità. Sempre stabili, ma in misura minore, le altre “mega-navi” della flotta. Che sono particolarmente sensibili al vento per l’ampia “superficie velica” (che non è altro che la superficie esterna esposta all’azione del vento).

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Direi che per i miei tre compagni di viaggio alla loro prima crociera, in questi due giorni le forti emozioni non sono proprio mancate! In ogni senso.

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