
Genova: il mare ha il suo museo – Rassegna Stampa D.B. Cruise Magazine
Inizia con un passaporto e una carta d’imbarco degli anni ‘20 il viaggio al MeM Memorie e Migrazioni, terzo piano del Galata Museo del Mare di Genova.
Pochi passi e sei nella storia: quella degli emigranti del primo ‘900, che dai porti italiani varcavano l’Oceano. Un doganiere virtuale dà il via libera al viaggio. Il visitatore – migrante per un giorno – sale a bordo di un piroscafo, attraversa la terza classe e quelle successive, fino ad arrivare in porto dove sono ricostruiti Ellis Island, la Boca di Buenos Aires e una fazenda brasiliana.
Il Galata – che prende il nome dal quartiere di Istanbul che ospitò fino al XV secolo la comunità genovese – è questo e molto altro. Esplora cinque secoli di storia del mare: dalla vele di Colombo alla zattera originale di Ambrogio Fogar, fino al sommergibile Nazario Sauro, utilizzato dalla Difesa durante la Guerra Fredda e oggi visitabile con caschetto e audioguida.
Il Museo del Mare, il più grande del Mediterraneo, quest’anno ha già accolto oltre 73mila visitatori (prezzi ridotti con i pacchetti NavigAcquario e Acquario Village), di cui gran parte crocieristi. È uno dei migliori esempi di partnership pubblico-privato: la proprietà è del Comune di Genova, la gestione di Costa Edutainment. Nel porto ligure, la società della famiglia Costa ha costituito un polo scientifico e di intrattenimento che comprende l’Acquario, la Città dei bambini, Bigo e la Biosfera.
www.galatamuseodelmare.it – www.costaedutainment.it
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Fonte: L’Agenzia di Viaggi

In un Museo come questo, virtuale, ognuno può dare ali alla fantasia ed entrare nell’universo del mare, è il luogo della memoria marinara ed umana.
E ce ne vorrebbero molti di più di quelli presenti in Italia nelle varie regioni.
L’italia è circondata dal mare e da li è ripartita la storia dell’Italia , quando l’uomo ha cercato altre strade che non erano più l’agricoltura. Ed è il luogo di tutte le vicissitudini umane che non si sono arrese alle tempeste, sia del mare che della vita.
Poter vivere per un giorno la storia delle navi e delle persone che s’imbarcavano per cercare fortuna all’estero lasciando in Italia il loro cuore, lasciando il mare familiare in lacrime sperando di trovare fortuna nella nuova terra, in questo museo si potrà sentire, immaginare come potevano essere gli stati d’animo di allora.
E partivano proprio da Genova e sono contenta che proprio in questa città si è costruita la storia se avrò l’opportunità ci farò un giretto, questo articolo mi ha fatto venire la curiosità di visitarlo, di viverlo.
E curiosando sul sito del museo ho trovato il video del terzo piano e di come si svolge la visita, mi affascina molto e per come sono io mi emozionerà tantissimo.
http://www.youtube.com/watch?v=KeWroHqI0tg&feature=youtu.be
Paola
Paola
Da quando ho letto questo articolo mi è venuta la voglia di visitare questo museo e ieri, finalmente, ho avuto questa occasione e ne è valsa davvero la pena.
E’ un museo davvero interessante, emozionante e suggestivo.
Si parte dall’inizio della navigazione per arrivare all’immigrazione, Ovviamente si parte dalla Genova dopo il medioevo e Cristoforo Colombo, ci sono i modellini delle tre caravella e tutta la storia di questo grande navigatore, davvero interessante anche la ricostruzione del famoso dilemma, Cristoforo Colombo è davvero italiano? secondo la ricostruzione lo è davvero.
Prodotti che arrivavano al porto di genova tra il 1550 e il 1700
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Una delle caravelle di Cristoforo Colombo
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A un certo punto si entra in una sala e c’è una galea su cui ci si può salire e si può capire come vivevano i galeotti che venivano trasportati.
La prua della galea
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La poppa della galea
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Si continua il viaggio nella storia del mare in cui si può capire come venivano costruite le navi, con che strumenti navigavano, ci sono vari tipi di sestanti, bussole, orologi, fino ad arrivare alla fine del 1800 e all’inizio del 1900, ma prima, all’entrata di una delle stanze ecco la zattera di salvataggio in cui Ambrogio Fogar e Mauro Mancini restarono in balia dell’oceano per 74 giorni, impressionante vederla e leggere la storia di quel naufragio, in cui purtroppo Mauro Mancini non sopravvisse mentre Fogar riuscì a essere salvato.
La zattera di Ambrogio Fogar e Mauro Mancini
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Fine prima parte…….
Paola
Caspita, Paola, che bella sorpresa! 😀
Interessanti ed affascinanti sono sempre le storie e le testimonianze che raccontano di mare e dei personaggi le cui vite si sono intrecciate ad esso.
Grazie Paola e, quando puoi, continua pure eh 😀 😉
Seconda parte…..
Arriviamo alla parte più emozionante, forse perchè sono ricordi piuttosto vicino o per me è un argomento che mi ha sempre affascinato tanto. Siamo alla fine dell’ottocento e all’inizio del novecento, e inizia la storia degli emigranti che dalle campagne italiane andavano a cercare fortuna e una nuova vita.
All’ingresso ci viene consegnato il passaporto e il biglietto dell’imbarco per la nave, si entra nella casa dei familiari degli emigranti che ricevevano le loro lettere, su un tavolo uno schermo interattiva legge varie lettere, molto emozionanti in cui si inizia già a capire ciò che facevano queste persone nel nuovo mondo e nei saluti finali la mancanza dei propri cari.
Le lettere degli Emigranti
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Inizia il nostro viaggio come emigranti, siamo nella Genova del fine ottocento, il sonoro e l’ambiente creato ti fa sentire proprio in quel tempo, Il mio passaporto, che ho inserito in una delle postazioni multimediali, più precisamente alla dogana della stazione marittima, mi diceva che ero una donna con tre bambini e che loro tre avevano una brutta tosse, mi ha detto che mi sarei imbarcata su una nave francese che si chiamava laurent, dovevo stare attenta al vento del ponte soprattutto per i tre bambini e mi ha sillabato il nome della nave dicendomi di non sbagliare, davvero suggestivo, sembrava che parlava davvero con me anche se era dentro a uno schermo.
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Dogana della Stazione marittima.
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Saliamo a bordo della nave che ci condurrà nel nuovo mondo, anche quì è incredibile e quasi reale, oltre al sonoro si sente anche l’odore ricreato a bordo, ci sono le valigie di cartone, i bauli, le sacche, arriviamo alla terza classe maschile, venivano separate le camere, quelle maschili da quelle femminili e anche quì è davvero impressionante come vivevano quei giorni di traversata in mare, anche per i servizi igienici che avevano.
Terza classe maschile
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Subito dopo c’è le camere della seconda classe, già un pò meglio.
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In un’altra postazione multimediale scopriamo che a bordo io ci sono fra l’elenco dei passeggeri, mentre mamma non c’è ed è una clandestina perchè non si è registrata alla dogana marittima ed ecco dove sarebbe finita se la scoprivano.
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Una volta arrivati a destinazione si passa per l’immigrazione, un’altro sistema interattivo in cui c’era da rispondere a diverse domande su chi ero, fra le tante, una mi ha impressionato diceva : “ Di che razza sei? Nord italia, certo italia o sud italia.” dopo tutto questo viaggio qualche mia risposta non li ha soddisfatti e non mi hanno accettato nel nuovo paese.
Tutta questa fatica e poi… 🙁
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La visita continua nei vari paesi in cui sbarcavano gli emigranti, La boca in Argentina, La fazenda in Brasile, Ellis Island negli Stati Uniti, si possono leggere i documenti e vedere le foto di qualche famiglia, poi si ritorna a bordo della nave per visitare il ponte superiore e la prima classe.
Il ponte superiore
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La prima classe
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Ne usciamo molto soddisfatti e pieni di emozioni per aver “vissuto” questa esperienza e essere trasportati indietro nel tempo, impressionati per le condizioni di vita, capendo ancora meglio ciò che hanno passato molto nostri connazionali.
Fine seconda parte….
Paola
Vero Filippo,
questo mondo di mare che a noi piace tanto non poteva che emozionarmi. 😉 😀
Paola
Terza parte…..
La nostra visita si conclude con il sommergibile S518 Nazario Sauro del periodo della Guerra Fredda che si trova accanto al museo, un vero sommergibile da visitare all’interno.
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Ci muniamo di casco e lasciamo le borse in appositi armadietti e inizialmente non capiamo il motivo ma poi…..gli spazi per il passaggio sono davvero stretti, addirittura vediamo alcune cuccette che si trovano sopra i siluri e ci sono tante sale controllo, con tanti quadri comandi.
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Siamo passati in quel piccolo passaggio
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Questa visita mi ha ricordato il film K19 con Harrison Ford.
A dire il vero passare in quei spazi così stretti mancava un pò l’aria e anche quì mi chiedevo come facevano quegli uomini a stare lì sotto per mesi, ma ancora oggi esistono questi sommergibili, chissà se sono leggermente più spaziosi? Spero di sì.
Per concludere questo piccolo reportage volevo fare i complimenti a chi ha deciso di allestire questo museo e a farlo interattivo, sono rimasta molto soddisfatta è stato meglio di come me l’aspettassi e consiglio a tutti di visitarlo è un viaggio per la storia del mare unico!!!
Paola
Complimenti, Paola per la tua scelta di passare una giornata immersa nel Museo del Mare che spettacolo 🙄 veramente interessante!!!!
Galleria fotografica perfetta ed esauriente, grazie!! 😉
donatella
Di nulla Donatella, mi faceva piacere condividere questa bella giornata con tutti voi. 😉 😀
Paola