In diretta da Oceania Riviera: giorno 10. Gerusalemme e Betlemme

Ogni viaggio racchiude in sé una buona dose di soggettività, a sua volta influenzata dalla sensibilità di ciascuno di noi verso determinati fattori esterni.

Quando poi l’esperienza acquista una valenza anche e soprattutto introspettiva, per l’unicità ed allo stesso tempo universalità dei luoghi visitati, diventa allora complicato ma soprattutto riduttivo raccontarne la sola oggettività: località, fatti, date, accadimenti. Perché il vero valore di quell’avventura è dato dalla singolarità di ognuno di noi e dalle sensazioni ed emozioni che la stessa imprime nei nostri ricordi.

E’ quanto accade quando si visitano ad esempio luoghi sacri e memorabili come quelli visti oggi: Gerusalemme e Betlemme. Una giornata intensa, un viaggio nella storia, lungo l’entroterra israeliano prima e cisgiordano poi, una parentesi lontana da tutto e da tutti ma più vicina, forse, a sé stessi.

Per questo oggi vi propongo unicamente l’oggettività – le foto del nostro lungo tour – lasciando a voi la libertà di vivere o rivivere la vostra soggettività.

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Ricordando questa sera la giornata appena trascorsa, mi torna in mente il viaggio di ritorno in autobus, verso la nave, quando la nostra guida, un giovane ragazzo nato e cresciuto a Gerusalemme, ha unito le distanze geografiche e culturali di ognuno di noi intonando, aiutandosi con un piccolo ululele, una dolce canzone spagnola:

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Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me dió dos luceros, que cuando los abro
Perfecto distingo, lo negro del blanco
Y en el alto cielo, su fondo estrellado
Y en las multitudes, el hombre que yo amo

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Buonanotte a tutti voi!