lunedì, Settembre 14, 2026

Costa Concordia, ancora dubbi e misteri – Rassegna Stampa D.B.Cruise Magazine

Che ci fossero delle anomalie e comportamenti poco chiari circa le modalità di affidamento dell’appalto per il recupero del relitto della Costa Concordia, presso gli uffici del LOC di Londra, è stato ampiamente dimostrato.

Che si sia affidato un lavoro di questa portata ad un Consorzio praticamente inesistente, posto in essere da qualche occulto meccanismo dellapolitica è stato detto da diversi giornali e organi d’informazione. Che la “Nuova Micoperi Ravennate” potrebbe essere in realtà un’azienda avente ampi e dimostrati coinvolgimenti con questioni fallimentari è di pubblico dominio, attestato da un’ampia documentazione degli organi preposti, per legge, alla gestione delle aziende in amministrazione controllata.

Che ci fossero perplessità evidenti sulla bontà del progetto adottato, anche questo è stato rilevato e portato a conoscenza dei lettori. Abbiamo pubblicato pagine e pagine di interventi, relazioni, dossier, osservazioni precise e circostanziate. Niente di tutto questo ha mai portato gli organismi preposti ad approfondire ufficialmente i vari molteplici e complessi aspetti di questo recupero.

Stiamo proseguendo nell’inchiesta giornalistica per dimostrare che le azioni volte al recupero del relitto non sono affatto scevre da ombre che avvolgono l’azione stessa di recupero. E infine, ultimo ma non ultimo elemento, abbiamo “scovato” nei meandri del web numerose testimonianze che riguardano il principale contractor dell’appalto e cioè “Titan Salvage” che vanta, a detta dei più, un curriculum di recuperi senza precedenti ma anche un ampio repertorio di incidenti e disastri non da poco.

Si parla ad esempio, della ENSCO 64, piattaforma petrolifera affondata nel golfo del Messico a seguito dell’uragano Ivan nel 2004, oppure il contenzioso aperto con i committenti, mentre parti della piattaforma sono ancora in loco e la rimozione non è mai stata completata da Titan. E che dire del fallimento della m/n “New Flame”, nave portarinfuse affondata a Gibilterra? Il prezzo iniziale per cui Titan è stata contattata per il recupero è stato di 38 milioni, divenuti poi 120 per lavori sottostimati e i tempi molto più lunghi del previsto.

Vi è poi il caso della “Vinca Gorthon” (Olanda) affondata nel Mare del Nord a largo di Egmond. Un marinaio muore colpito da una catena che si spezza sotto un carico eccessivo. Tempo previsto 12 mesi, tempo effettivo 24 mesi e quindi abbandono del progetto. Del relitto oggetto dell’appalto è stata tagliata solo la prua e il resto della nave non rimosso. L’amministrazione olandese oppone reclami eclatanti contro Titan, ma nulla è stato fatto.

La Capitaneria di Porto Olandese “Dutch Maritime Directorate” (RWS) ha dichiarato che Titan si è ritirata dal progetto. Nella primavera del 2012 volevano fare un secondo tentativo ma dopo poche settimane di lavoro, durante le attività di sollevamento, una delle catene si spezza e uccide un sommozzatore americano. Le ragioni per cui Titan abbia abbandonato il progetto sono ignote. Si suppone che i costi abbiano raggiunti limiti insopportabili e tali da causare un collasso finanziario alla società che era stata contrattata per circa 22 milioni di euro.

Da ricordare poi il caso della “Jolly Amaranto”, nave della Linea Messina affondata al largo di Alessandria d’Egitto. Il contratto per il recupero viene affidato a Titan. L’esecuzione dei lavori procede a rilento a causa dei numerosi collassi ed inconvenienti al bigo della gru. La demolizione procede e viene attuata solo per la parte inerente le zone di nave rimaste emerse. Le operazioni effettuate sotto il livello del mare sono disastrose e prendono molto più tempo di quanto preventivamente calcolato. I danni alle aree marine destinate alla pesca sono ingenti e causano vibrate e continue proteste dei pescatori per il grave ritardo e per aver perso intere stagioni di pesca.

E si continua poi con la nave “Rostock”, sul Danubio, nel 2005, il cui recupero è affidato a Titan Salvare & Multraship: durante le operazioni un sommozzatore muore nella sala macchine del relitto.
La nave nave “Cougar Ace” al largo della Nuova Scozia, nel 2006, il cui recupero è ancora affidato allaTitan, è sospeso per la morte di un architetto navale durante un’ispezione per procedere ail avori.

Dopo l’affondamento della draga “Thor-R” nel porto di Esbjerg, in Danimarca, nel 2004, la Titan Salvage ottiene l’appalto pe ril recupero ma durante le operazioni di recupero un sommozzatore resta ucciso.
Ci si interroga quindi su come una società con un curriculum di questo genere, non certo brillante per il rispetto nei tempi di esecuzione dei lavori, con un così alto numero di abbandoni dei progetti, e con una così elevata incidenza di vittime sul lavoro, possa essere scelta come società presente sul mercato del recupero per affidabilità esperienza e garanzia per la perfetta esecuzione dei lavori di un così delicato quanto complesso progetto di rimozione di Nave Concordia? Evidentemente la bontà di un progetto non passa più per la bontà di chi quel progetto lo deve eseguire. Ciò nonostante una commissione di ampia configurazione e competenza continua a sostenere che: i lavori procedono regolarmente secondo le tabelle di marcia (la messa in sicurezza doveva esse completata per fine agosto, siamo a fine settembre e non ci risulta si sia completato nulla); i tempi saranno leggermente più lunghi del previsto (si parlava di fine dicembre,siamo arrivati a fine maggio secondo le ultime stime, ma perfettamente in linea con lo stile ed il modo di fare della Titan appena dimostrato.

Nonostante la prima parte del progetto sia di la da venire, la commissione autorizza l’esecuzione della seconda fase (costruzione del falso fondale) prima ancora di vedere e capire in che modo e come si procederà per completare la prima a mala pena a metà strada. E infine, non vi sono ancora matematiche certezze sulla buona riuscita del piano nonostante le stravolgenti modifiche effettuate in corso d’opera su un progetto nato male inadatto e non rispettoso di nulla.

Fonte: OggiNotizie.it

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Filippo

Cruise blogger, amante del mare, degli orizzonti infiniti e dei tramonti infuocati. Il primo viaggio in nave nel 1988 è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Da allora, oltre 40 crociere all'attivo trascorse a bordo di numerose navi e compagnie. Blogger per passione, ogni esperienza rappresenta per me una nuova avventura da vivere con entusiasmo. Viaggiare allarga la mente e lo spirito, farlo per mare ci avvicina a noi stessi.

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Annette
25 Settembre 2012 10:56

Adesso screditiamo anche la Compagnia scelta per il recupero del relitto, non basta continuare a insinuare dubbi e screditare Costa!

La compagnia e’ stata scelta accuratamente e , se non mi sbaglio, c’e stata anche l’approvazione del Governo, fin ora i lavori sembra che abbiano proceduto bene, perche’ si vuole a tutti i costi mettere negativita’ su negativita’?

Parleremo male e criticheremo, se e quando si verificheranno delle mancanze……..

Titty e Clau
25 Settembre 2012 11:42
Rispondi a  Annette

Ben detto, Annette… ma mi sa che per un bel po’, purtroppo, si continuerà con questo triste andazzo…

Clau

Mauro
25 Settembre 2012 18:19

Quindi la Titan non ha mai recuperato un relitto in tutta la sua esistenza?
Oppure lo sciacallaggio mediatico fa sì che si parli solo degli insuccessi e degli incidenti, che magari (tiro ad indovinare) saranno meno dell1% del totale dei lavori eseguiti bene?
Quando si forniscono dati devono essere completi, sennò è solo spazzatura!!!

Maria59
25 Settembre 2012 18:41

a me sorge un dubbio
troppo dare addosso ad una compagnia che, ok avrà pure i suio demeriti e nessuno li vuole negare ma questo, a me sembra tanto un omicidio meditico
sembra che stessero li aspettando la disgrazia per demolire pezzo pezzo una storia italiana
e mi chiedo nella mia ignoranza
PERCHE’?
questo a me non sembra più giornalismo, assolutamente no
Maria59

saverio
25 Settembre 2012 18:43

Continuate a pubblicare notizie di testate che stanno cercando di screditare il mondo Costa a vantaggio della concorrenza, come sta facendo *********************************** (testo moderato) ****************
Avete scritto anche delle inesattezze che fanno pensare alla malafede, perchè il comitato di controllo ha parlato chiramente di ritardi, non è assolutamente vero il contrario.
A me siete venuti tutti veramente a noia.

armato daniela
25 Settembre 2012 20:35
Rispondi a  Maria59

Non ne posso piu’ di sentire continue critiche fondate o meno….sono stufa che si voglia a tutti i costi screditare una delle compagnie di navigazione piu’vecchie..e stufa di tutti questi pseudo giornalisti che sicuramente sono pagati profumatamente per sputare veleno.e che non sanno usare la loro penna in maniera appropriata e seria…solo poveri disperatiin cerca di fama e di soldi..e sono altrettanto certa che sia la concorrenza ad approfittare della sciagura per mandare all aria una compagnia come COSTA che e’ o era l’ orgoglio della nostra Italia nel mondo da piu’di 60 anni…insomma ma quando la finiranno di rovinare a tutti i costi la reputazione di COSTA?Leggo con attenzione tutte le notizie pubblicate..ma posso dire una mia modesta opinione?BASTA!!!Siamo capaci di aspettare in silenzio e per rispetto alle vittime..il decorso della magistratura?tanto ogni cosa che viene detta o scritta sono solo parole a volte e molto spesso senza un vero fondamento..solo per criticare..

Alex.B
26 Settembre 2012 08:04

Berlusconi DIO. Berlusconi MOSTRO. Dietrologia. Viva Costa perché è italiana. Abbasso Carnival. Bah!
Talvolta i commenti che leggo mi paiono dettati più dall’appartenenza a una fazione piuttosto che dal buon senso!
L’articolo pubblicato sul Blog è, innanzitutto, correttamente pubblicato. Il Cruise Magazine è “anche” una rassegna stampa che consulto spesso proprio perché mi evita di “cercare in giro” notizie relative al mondo delle crociere. Se in Italia il tema del momento, in questo ambito, è Costa e, in particolare, Costa Concordia, cosa pensate che debba essere pubblicato?
Fate una ricerca su Google utilizzando il completamento automatico. Digitando “CO” i primi tre risultati, nell’ordine, sono: Corriere della Sera / Codice Fiscale / Costa Crociere.
Se andate avanti e digitate anche la “S”, con “COS” compare: Costa Crociere / Costituzione Italiana / Costa Concordia.
Questi, cari signori, sono i temi che cerchiamo NOI. Che cercate VOI.
Quindi, ditemi, di cosa dovrebbero parlare i giornalisti?

E veniamo ai “contenuti” degli articoli giornalistici. Vi capita mai di essere attratti da un titolo e, letto il contenuto, capire che quel titolo era solo uno specchietto per le allodole? Non dico che sia corretto, ma anche questo è il giornalismo.

Vi è mai capitato di leggere, sui giornali, di un fatto che avete vissuto direttamente? Se si, vi sarete chiesti: “Ma questo è quello che è successo?”. Tutto viene distorto (o meglio: rimodellato) per rendere la merce (l’articolo) meglio vendibile.

Sta poi alla nostra intelligenza leggere tanti articoli sullo stesso tema, leggere tra le righe, elaborare e cercare di farci una opinione nostra.

Ma veniamo al contenuto di questo specifico articolo.

Innanzitutto queste cose vanno scritte PRIMA. Non DOPO. E sono certo che anche Annette è d’accordo: il buon giornalismo (non ho ancora detto che questo lo sia) indaga PRIMA che le cose succedono. E, se possibile, aiutano anche a cambiare le decisioni. Quindi, stare ad aspettare per vedere come va, non è un discorso accettabile di fronte a cose che, se vanno male, potrebbero andare “molto male”.

Se, poi, vogliamo criticare l’articolo in questione, non possiamo farlo sulla base di una nostra presunzione che “siccome amiamo Costa, allora non se ne può parlar male”.
Posto che, come avete detto, il programma di recupero non è stato scelto da Costa in autonomia: l’attività è talmente straordinaria e piena di rischi che l’unica cosa che si potrebbe rimproverare a Costa, sarebbe quella di non aver rispettato “procedure e regole date” nella selezione. Ma non certo quella di eventuali problemi nel recupero di Concordia: mica lo sta facendo Costa!
Tornano al punto: se si vuole criticare l’articolo, lo si fa sulla base di dati oggettivi che possiamo trovare, grazie a internet, anche personalmente. Documentiamoci su cosa ha fatto bene o male la Titan Salvage. Andiamo a vedere a chi fa riferimento la testata su cui è stata pubblicata la notizia (sorpresa?!). Solo dopo, semmai, possiamo criticare, rafforzare, confrontare.

Posizionarsi a priori da una parte o dall’altra è vacuo quanto dire che MSC è meglio di Costa perchè SI.

Annette
26 Settembre 2012 11:38

Per quanto riguarda l’articolo pubblicato sul Blog ritengo che faccia parte della “nostra” rassegna stampa quotidiana, e non vedo perché non avrebbe dovuto apparire, anzi ringrazio Filippo per il costante aggiornamento su tutti gli argomenti “crociere” e dintorni.

Per ciò che concerne il contenuto sono pienamente d’accordo con Alex circa al fatto che le notizie vanno date Prima e mi chiedo come mai chi ha diffuso tante particolareggiate notizie non si sia premurato di diffonderle nel momento della scelta al fine di indirizzarla sulla giusta via.
Ma ormai la scelta e’ stata fatta e per questa ragione non ci rimane che attendere con fiducia.

Certo che noi abbiamo nel cuore la Compagnia “C” , ma siamo in grado di distinguere e giudicare e ci piacerebbe che apparissero oltre alle negatività anche le positività, nel caso specifico della Societa’ di recupero vorremmo leggere anche i casi in cui ha avuto successo, perché sicuramente ci sono stati…
Vorremmo più equità nel presentare le notizie e meno accanimento mediatico.
Chiediamo troppo?

Alex.B
26 Settembre 2012 13:44

Si Annette. Mi spiace, ma chiedi troppo!

Usciamo dal pseudopoliticamentecorretto! Non esiste “una” verità e non esiste “una” equità.

Ognuno riporta gli accadimenti secondo il proprio vissuto, il proprio credo e le informazioni che ha disponibili in quel momento.
Soprattutto quando le informazioni certe non ci sono o sono frammentarie.

Non esiste una verità oggettiva, spesso. L’equidistanza e la didascalia non è ciò che i lettori cercano nell’informazione. Non dico, di nuovo, che sia giusto. Ma è così.

Non fosse così, non esisterebbero i plastici di Vespa o i pro e contro Meredith.

Le porte stagne di Concordia dovevano essere aperte o chiuse? Boh! Il fatto è che la domanda assume un valore diverso se viene fatta prima o dopo l’incidente.

Mi spiego: in automobile, d’estate, di viaggia con il braccio fuori dal finestrino o sul volante? Beh… anche fuori dal finestrino. E’ una grave mancanza viaggiare in quel modo? Multiamo tutti gli automobilisti che lo fanno?

E se invece succede un incidente e quel conducente è un conducente di autobus che trasportava 50 ragazzi di 15 anni morti nell’incidente mentre quel “disgraziato viaggiava con una mano sola sul volante”? Diventa una grave mancanza. Ma solo “dopo” l’incidente.

Questi sono i meccanismi che, anche nel giornalista più equilibrato e nel lettore più equidistante, si scatenano di fronte a fatti che colpiscono il nostro immaginario e le nostre emozioni.

Se poi vogliamo parlare di quanto sia giusto o meno, non facciamolo con riferimento a Costa Crociere. Non c’entra nulla!

Apriamo un post sull’ideologia. Allora, si, ne possiamo parlare.

Editor
Azzurra
26 Settembre 2012 18:20

Non solo sui motori di ricerca l’argomento più letto riguarda la Costa Concordia .
Ieri sera a “Porta e Porta” l’argomento principale era ancora una volta la Concordia …

In studio era presente anche l’Ing. navale Martinoli perito di Costa Crociere,
ed era evidente il suo imbarazzo alle domande pressanti di Vespa,
c’è un procedimento in corso e bisogna fare attenzione a tutto quello che si dice.

Il 15 ottobre ci sarà la prossima udienza … prepariamoci a un’altra invasione mediatica…

Maria59
26 Settembre 2012 19:08
Rispondi a  Azzurra

io avrei una proposta :Wink:
giorno 15 ottobre,imbarchiamoci tutti in blocco :Happy-Grin:
almeno per un certo numeri di giorni stiamo in pace :Sad:
Maria59

armato daniela
26 Settembre 2012 19:57

maria sarebbe bello..ma anche io non vedo l ora che sia il 15 ottobre per sapere qualcosa di piu’ su tutta questa storia…spero che la legge sia imparziale e che si arrivi alla parola FINE..nel rispetto di cio che e’successo e per le vittime..e che non si faccia piu’violenza mediatica..come e’stato fatto fino ad ora..e che questa tragedia rimanga solo un brutto ricordo…e serva come lezione per il futuro…

Maria59
26 Settembre 2012 21:46
Rispondi a  armato daniela

anch’io non vedo che si chiuda tutta la faccenda anche perchè solo così chi ha subito un lutto potrà metabolizzarlo, finchè se ne parlerà il dolore resta vivo come una ferita aperta e sanguinante e non ne giusto ne corretto ne umano
ma non sarà il 15 ottobre la fine di tutto ma l’inizio di nuove discussioni qualunque sarà il verdetto
per questo mi piacerebbe ritornare quando il tutto si sarà assopito
ma non sarà cosi, purtroppo e lo so
Maria59

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