Costa Concordia, chi ci crede e chi non ci crede … – Rassegna Stampa D.B.Cruise Magazine

Esaminando i filmati sottomarini e ascoltando il rapporto di alcuni sub, si evince chiaramente che la struttura della nave è per la quasi totalità adagiata seguendo l’orografia del fondo. Questo da un lato potrebbe rappresentare un “sollievo” per le strutture ma da un altro è certamente sintomo più che evidente della raggiunta fase “plastica” di un buon numero di strutture longitudinali della nave. Non è una buona notizia per i tecnici a lavoro nell’intento di mettere a punto un programma di sollevamento. A maggior ragione queste rilevanze dovrebbero far pensare che l’effettivo stato delle strutture non è quello ragionevolmente ipotizzabile a “tavolino” permane quindi molto alta la perplessità sul progetto T/M dal quale non ci si può aspettare più di tanto in termini di certezza e sicurezza di risultato. Molto verosimilmente a cose fatte ci sarà bisogno di intervenire con il piano “B” che prevede la demolizione in loco della nave, pur in condizioni migliori in quanto, sempre molto verosimilmente, tale operazione avverrà a scafo dritto e poggiato sul falso fondale. Sono solo alcuni degli elementi che suggeriscono come la grande operazione di recupero sarebbe in realtà una grande commedia, organizzata per giustificare l’impossibilità di allontanare la nave integra e procedere quindi alla demolizione in loco senza tanti complimenti.
Costa Concordia - Chi ci crede e chi non ci crede ... Sarà un caso, ma quando è successo il disastro della “Costa Concordia”, 35 persone morte annegate per la responsabilità del comandante Francesco Schettino, Costa Crociere sta avviando un lento ma inesorabile processo di rinnovo del management. Ogni due mesi, un nome nuovo.Tempo di gestire l’emergenza – la tragedia è avvenuta lo scorso 13 gennaio – e poi è cominciato il rinnovo delle cariche.
Il primo ad andarsene è stato lo scorso 23 aprile il presidente e amministratore delegato della compagnia, Pier Luigi Foschi, che peraltro aveva intenzione di lasciare la guida della compagnia compiuti i 65 anni d’età. Dimissioni effettive dal primo luglio e tutti gli onori del caso, ma a sostituire il manager che ha ridisegnato l’azienda dopo l’ingresso degli americani di Carnival è il tedesco Michael Thamm, fino a quel momento direttore generale della controllata tedesca Aida Cruises.

Il 29 giugno Soren Krogsgaard, danese, prende il posto di Vice President Technical Operations, cioè responsabile delle operazioni tecniche, l’area che riporta direttamente a Manfred Ursprunger, Executive Vice President Fleet Operations, in pratica il numero tre dell’azienda dopo Thamm e il direttore generale Gianni Onorato.

Fonte: Oggi Notizie