Schettino: non posso essere licenziato con il «rito Fornero» – Rassegna Stampa D.B.Cruise Magazine

Costa ha citato il comandante della «Concordia» per far accertare la legittimità del licenziamento notificato a luglio. La difesa: provvedimento immotivato

Oltre che in procura penale di Grosseto arriva anche al Tribunale civile di Genova il nome del comandante Francesco Schettino che la sera del 13 gennaio 2012, al comando della nave Costa Concordia, naufragò davanti all’Isola del Giglio. Questa volta si tratta di una causa di lavoro relativa al suo licenziamento, notificato dalla società Costa Crociere il 19 ottobre scorso. L’udienza di stamani, mercoledì 5 dicembre, davanti al giudice del lavoro di Genova si è trasformata in una difficile battaglia procedurale.

IL RITO FORNERO – Quel licenziamento, impugnato dal giuslavorista che assiste Schettino, è scattato a 24 ore esatte dalla entrata in vigore della «Riforma Fornero» e così la società, avvalendosi del cosiddetto «rito Fornero» (che sostanzialmente velocizza l’azione civile) ha chiesto al giudice del Lavoro di Genova di sancire la legittimità della procedura del licenziamento. Il ricorso al rito Fornero da parte di Costa Crociere è stato contestato dal legale di Schettino: D’Orazio ha infatti sostenuto che il rito è utilizzabile esclusivamente dal lavoratore e non anche dal datore di lavoro. Di contro, il giuslavorista che difende le posizioni della società di navigazione, Camillo Paroletti, ha affermato che «se il giudice ritenesse che solo una parte in processo possa utilizzare il rito Fornero, allora dovrebbe dichiarare la norma incostituzionale in quanto davanti al giudice le parti sono “pari”». In questo caso, ha ribattuto D’Orazio, «se il giudice ritiene che entrambe le parti possano utilizzare il rito s’intende che questa è un’udienza per il reintegro del lavoratore».

GIUDICE SI È RISERVATO – Il giudice si è riservato una decisione e con tutta probabilità scioglierà la riserva il 9 gennaio 2013. Le parti restano divise su tutto men che sulla censura alla riforma Fornero: entrambi i giuslavoristi hanno infatti deprecato la riforma con toni coloriti evidenziando «criticità significative» di quello che hanno definito «uno strumento inutile»: una «riforma del kaiser», «assolutamente indecente», «inutile e persino dannosa».

A PORTA A PORTA – Intanto il comandante a «Porta a Porta» è tornato a parlare delle cause del naufragio indicando l’imperizia del timoniere tra i motivi dell’impatto con lo scoglio delle Scole. «Io non ho mai accusato nessuno né il timoniere né gli ufficiali – ha detto Schettino – Sono state le indagini e gli esperti che hanno stabilito, da una disamina della scatola nera, che l’urto è avvenuto anche con una concausa da parte del timoniere». «Si sono persi 13 secondi nel momento clou – ha aggiunto Schettino – quando stavamo raddrizzando la coda della nave e il timoniere doveva venire a sinistra». Virò invece a destra, recuperando solo dopo, ha spiegato il comandante. Un errore durato 13 secondi che, ha detto Schettino «possono sembrare pochi, ma in quel momento sarebbero serviti tutti. Una «verità» che Schettino racconta mentre attende le decisioni del magistrato penale di Grosseto che l’ha indagato per omicidio colposo plurimo e di vari reati e violazioni al codice della navigazione e che potrebbe decidere nei prossimi giorni il rinvio a giudizio. Intanto a Genova per lui si è aperto un altro «fronte» giudiziario che ha al centro il futuro dell’ex comandante.

Fonte: Corriere della Sera

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