Grandi navi, il 7 e 8 giugno manifestazioni a Venezia

Navi da crociera a VeneziaIl 7 e l’8 giungo a Venezia il Comitato No Grandi Navi terrà una serie di manifestazioni di protesta contro l’ingresso delle grandi navi da crociera nella Laguna. Un evento che preoccupa non poco Federagenti . «La cultura del no – afferma l’associazione in una nota – minaccia di vanificare gli obiettivi raggiunti negli anni da parte del tessuto produttivo». L’avversione dell’associazione alle manifestazioni è forte, e non vengono lesinate espressioni dure, ritenendo l’iniziativa del Comitato un «atteggiamento totalmente irrispettoso dei diritti minimi di chi vi lavora e degli ospiti internazionali, in totale spregio ai principi basilari di rispetto dei diritti e delle regole». «Le navi che transitano a Venezia – conclude – rispettano, come del resto hanno sempre fatto, tutte le norme vigenti in particolare quelle in materia di sicurezza della navigazione» sottolinea l’associazione.
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«Sarà una normale manifestazione di protesta, come se ne fanno altre nel mondo» replica a stretto giro ad informazionimarittime.it Silvio Testa, fondatore del Comitato No Grandi Navi. «Se i diritti minimi di cui si parla riguardano la libertà di inquinare, non vedo cosa staremmo violando con queste manifestazioni». «Non siamo contro l’arrivo a Venezia delle grandi navi – precisa Testa – piuttosto contro il loro ingresso in Laguna».
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Il 13 giugno il Tar del Veneto dovrebbe tornare a pronunciarsi sul decreto interministeriale del 15 ottobre scorso che vietava il transito nel canale di San Marco e Giudecca alle navi da crociera superiori alle 96mila tonnellate, decreto che è stato sospeso a marzo scorso.
Il futuro di San Marco e Giudecca sarà in ogni caso senza grandi navi, visto che il decreto Clini-Passera entrerà in vigore a novembre. La sfida è piuttosto trovare accessi alternativi.
Le scuole di pensiero sono due: quella rappresentata dal Comitato No Grandi Navi che vuole approdi fuori dalla Laguna, e quella degli operatori, rappresentata da Federagenti, che invece vuole accessi alternativi che portino comunque all’attuale terminal della stazione marittima.
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Il decreto Clini-Passera
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Soprannominato decreto “anti-inchini”, la misura venne applicata in tutta fretta all’indomani della tragedia della Costa Concordia, a marzo 2012. Una serie di ricorsi al Tar, in nome della “continuità economica e turistica di Venezia”, hanno al momento limitato l’applicazione del decreto. A marzo il governo ha deciso di applicare il decreto in due momenti:
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• Dal primo gennaio 2014 è vietato nel canale Giudecca il transito di tutti i traghetti (secondo i calcoli di Palazzo Chigi ciò equivale a un calo del 25% del traffico annuale, e una conseguente riduzione del 50% delle emissioni) e obbligatoriamente ridotti del 20% rispetto al traffico del 2012 i transiti delle navi da crociera superiori alle 40mila tonnellate di stazza. Considerando che l’anno scorso il traffico di questo tipo è stato pari a 661 transiti, per l’anno corrente dovranno essere massimo 530, pari a circa 130 in meno.
Questa misura al momento è stata sospesa dal Tar
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• Dal primo novembre 2014 arriva l’attuazione del decreto “anti inchini” vero e proprio: divieto di transito a Giudecca per le navi da crociera superiori alle 96mila tonnellate. In più, non potranno attraccare più di cinque navi al giorno di questo tipo con stazza superiore alle 40mila tonnellate, che andranno concentrate nella prima mattinata e nel tardo pomeriggio.
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Fonte: Informazioni Marittime

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