Venezia, sulle crociere è di nuovo guerra

Il sindaco “vieta” la mostra contro le grandi navi. E un giudice querela Adriano Celentano

VeneziaLa lite sulla mostra a Palazzo Ducale contro le grandi navi tra il fotografo-vip Gianni Berengo Gardin e il sindaco Luigi Brugnaro, o il caso di Adriano Celentano querelato per aver definito “miserabile” il giudice del Tar autore della sospensiva contro l’accesso delle navi da crociera (marzo 2014), sono solo le ultime schermaglie di una guerra che non sembra aver fine, quella appunto delle grandi navi a Venezia.

Un conflitto iniziato nel 2012, col decreto Clini-Passera che vietava l’ingresso in Laguna alle navi da crociera a seguito del disastro della “Concordia” (poi ribaltato due anni dopo con la sentenza che ha fatto infuriare Celentano) e che difficilmente si risolverà prima della fine del 2017, tempo minimo per realizzare un canale in mezzo alla Laguna Veneta sufficientemente profondo da tenere lontane le navi dal passaggio obbligato Lido-Piazza San Marco-Stazione Marittima, che genera le lamentele dei comitati “no grandi navi”, contrari però anche agli escavi in Laguna.

Il progetto del canale di Contorta-Sant’Angelo, sostenuto dall’Autorità portuale, è stato portato in Commissione Via nell’estate 2014: da approvare in tre mesi perché inserito nella Legge Obiettivo sulle infrastrutture, è lì da un anno, e a maggio (ma l’ufficialità è arrivata poche settimane fa) è stato bocciato dal Tar che si è mosso su un vecchio ricorso del Comune (all’epoca guidato dal sindaco Pd Giorgio Orsoni, dimessosi a giugno 2014 per via delle tangenti sul Mose) e dell’associazione “no grandi navi” Ambiente Venezia. Ora l’Authority sta valutando il ricorso in Consiglio di Stato, mentre nel frattempo il Comune, che non può fare ricorso contro se stesso, è passato con Brugnaro al centrodestra e ha presentato un progetto alternativo, chiamato Tresse Est, che sfrutta un altro vecchio canale della Laguna ma ha lo stesso obiettivo del Contorta. Siccome il “Comitatone” (una mega-conferenza dei servizi che mette insieme tutti gli attori interessati alla vicenda) ad agosto 2014 aveva dato l’ok alla Via per il Contorta, ma pure a varianti che eventualmente si fossero presentate, questa stessa Valutazione (che dicevamo essere a bagnomaria da un anno) pochi giorni fa è stata sospesa, dando all’Authority 120 giorni per presentare anche il Tresse Est alla Via medesima. Un terzo progetto, quello denominato Venice 2.0 e sostenuto da privati (Duferco) è stato bocciato sia da Authority che dal Comune in quanto «non di interesse pubblico». Ovviamente, questo è il progetto che piace di più ai comitati del no: prevede di collocare la stazione marittima nella zona di Cavallino (che minaccia ricorsi), imbocco Nord della Laguna, e trasferire i crocieristi su minitraghetti facendoli passare dalla Giudecca.

Se davvero alla fine dei 120 giorni la procedura di Via, una volta integrata la proposta di Tresse Est, dovesse andare a buon fine in tre mesi, per entrambe le opzioni scelte servirebbero due anni per la realizzazione delle opere: novembre 2017, sempre che non spuntino altri ricorsi.

 

Fonte: The MediTelegraph

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