La donna precipitata dalla crociera esce da coma “Non volevo uccidermi”. Ipotesi tentato omicidio

Sopravvissuta a un volo di 35 metri mentre era in vacanza nei mari del Nord. Finora si pensava a un tentato suicidio. La sua versione fa riaprire il caso

 

Costa Fortuna, CagliariL’avevano sentita urlare. Gridava, come se stesse litigando violentemente con qualcuno. Pochi istanti dopo le telecamere di sicurezza della Costa Fortuna l’hanno immortalata mentre precipitava in acqua dalla finestra di una cabina al terzo piano, a oltre trenta metri sul pelo dell’acqua.

MISTERO NEL FIORDO

Laura Stuardo, torinese di 53 anni, è viva per miracolo: dopo settimane di coma si è svegliata e ha cominciato a raccontare quel che ricorda della sera del 20 luglio scorso, quando la nave da crociera si trovava ancorata nel porto di Flam, un piccolo villaggio di 500 persone a una estremità del Sognefjord, uno dei più bei fiordi del Sud della Norvegia. Quello che all’inizio sembrava un incidente o un tentativo di suicidio, ora potrebbe essere altro, quanto meno qualcosa su cui fare luce, tanto che la procura di Torino ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio.

L’INCHIESTA  

«Non volevo uccidermi», sarebbero state le parole della donna che è ancora ricoverata all’ospedale di Bergen. La famiglia ora accusa il suo compagno, che era con lei a bordo della nave, insieme a due famigliari. A coordinare le indagini, condotte, dalla compagnia di Torino Mirafiori dei carabinieri, è il pm Marco Sanini. L’inchiesta torinese si aggiunge al fascicolo già aperto dalle autorità norvegesi e ruota sulle ultime ore trascorse a Flam dalla donna sulla Fortuna, partita da Amsterdam per una crociera di nove giorni nei mari del Nord Europa.

LE URLA  

La polizia della contea di Sogn og Fjordane dopo l’incidente aveva autorizzato la nave a riprendere il viaggio fino alla tappa successiva, Stavanger. La donna era subito ricoverata in gravissime condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Bergen. Gli agenti, però, prima che il transatlantico ripartisse, avevano ricostruito la giornata di Laura Stuardo: aveva trascorso il pomeriggio nel piccolo porto e nei dintorni, passeggiando e scattando fotografie; aveva cenato nel salone della nave, quindi era rientrata in cabina. Avevano raccolto alcune testimonianze, persone che riferivano di aver sentito delle urla, difficili però da sincronizzare con le immagini riprese dalle telecamere. La donna aveva gridato quando era in cabina o, terrorizzata, mentre stava precipitando in acqua?

TENTATO OMICIDIO  

Pochi giorni dopo il caso era stato sostanzialmente lasciato in sospeso. Secondo le autorità norvegesi l’incidente inizialmente non aveva risvolti penali: le testimonianze erano troppo deboli, le immagini non mostravano altro se non un corpo che cade nel vuoto, le dichiarazioni dell’amico della donna non avevano aggiunto molto. Rispetto a un mese fa, però, il quadro è cambiato: Laura Stuardo si è risvegliata dal coma. Un mezzo miracolo per una donna rimasta quasi cinque minuti nell’acqua gelata del fiordo, a una temperatura che non supera i 4 gradi, oltretutto dopo essere volata da un’altezza di 35 metri, con un impatto devastante. Si è svegliata e le sue prime parole hanno convinto gli investigatori a riprendere in mano il caso e a formulare un’ipotesi agghiacciante: lei nega di avere tentato il suicidio e l’ulti a cosa che ricorda è una lite con il compagno. E ora gli inquirenti sospettano che proprio lui possa averla spinta, forse per tentare di ucciderla.

Fonte: La Stampa

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