Cinque isole in sette giorni: diario di viaggio ai Caraibi a bordo di Carnival Fascination

Acque cristalline, spiagge bianche e incontaminate, palme, noci di cocco: di cosa parliamo? Beh, di una cartolina dai Caraibi. E se a questa immagine aggiungessimo 5 isole diverse, una nave da crociera e una settimana di vacanza? Allora staremmo parlando dell’itinerario della Carnival Fascination con partenza da San Juan, Puerto Rico.

Siamo saliti a bordo della Carnival Fascination (qui la recensione) per scoprire 5 delle più belle isole del Mar dei Caraibi: St.Thomas e St. Jonh’s (Isole Vergini Americane), St. Maarten, St. Kitts & Nevis, St. Lucia e Barbados. Non solo tra le più belle ma anche tra le più particolari, grazie a paesaggi e culture completamente diversi. Il tutto nella meravigliosa atmosfera dei Caraibi, nonostante la distruzione subita dagli uragani Harvey e Irma nel 2017, i cui segni sono ancora evidenti su alcune isole ma che non impattano – se non emotivamente – sull’esperienza a terra.

Il nostro viaggio parte dall’Italia, da dove è possibile acquistare un pacchetto crociera + voli + hotel con il tour operator Gioco Viaggi, agente esclusivo di Carnival per l’Italia. Diverse le personalizzazioni possibili, che prevedono sempre almeno una notte pre-crociera da uno dei due porti d’imbarco disponibili: Barbados (il venerdì) e Puerto Rico (la domenica), oltre alla possibilità di estendere il soggiorno a terra.

Arriviamo in una calda serata di sabato a San Juan, dove ci aspetta una cena con vista sulla Baia presso il Caribe Hilton, hotel che vanta diversi primati tra cui l’essere stato il primo Hilton aperto al di fuori del territorio continentale degli Stati Uniti nel 1949, ma ancora più importante, è qui che è stata servita per la prima volta dal bartender Ramon “Monchito” Marrero il cocktail che è oggi il simbolo di Porto Rico, la Piña Colada. Un cocktail così importante per l’isola che ancora oggi si celebra il 10 Giugno di ogni anno con il “Piña Colada Day”.

Il Caribe Hilton è sicuramente uno dei più famosi dell’intera area dei Caraibi e gode di uno dei panorami più suggestivi dell’isola; è vicino al centro città ma lontano dal caos, insomma una vera e propria oasi per il relax, per non parlare della spiaggia privata di cui solo gli ospiti possono usufruire.

Dopo aver trascorso una mattinata in spiaggia è tempo di imbarcarsi sulla Carnival Fascination. Durante il check-in online è possibile scegliere un’orario di imbarco: essendo noi già sull’isola da ieri, la scelta ricade sulla prima opzione disponibile, le 12.30. In meno di 20 minuti tutte le procedure vengono completate e finalmente saliamo a bordo di quella che sarà la nostra casa per l’intera settimana. La nave è ancora in preparazione, così come le cabine, che saranno pronte solo dopo le 13:30. Ne approfittiamo per pranzare al buffet Coconut Grove, prima di scendere e raggiungere la Fortezza del Morro, a protezione della Old San Juan.

Dal porto alla Fortezza, il percorso è agevole e semplice e permette di scoprire la vera città, la “vecchia San Juan”, piena di locali, ristoranti e turisti. I colori delle abitazioni contrastano con i sanpietrini neri delle strade, dove si alternano automobili e pedoni.
In meno di 30 minuti di passeggiata si arriva alla Fortezza, preceduta da un meraviglioso parco verde che regala un panorama mozzafiato della costruzione spagnola e dell’oceano sconfinato alle sue spalle. Il Forte San Felipe del Morro è una fortezza del XVI secolo situata nell’estremità nord-occidentale dell’isola. Venne costruita per difendere la baia di San Juan e la stessa città dagli attacchi dei nemici e fu intitolata al re Filippo II di Spagna. La più grande opera di fortificazione costruita dagli Spagnoli nelle Americhe, El Morro, aveva 450 cannoni, utilizzati nel 1797 dal capitano generale Ramon de Castro per respingere l’assedio, il blocco navale e gli attacchi del generale britannico Ralph Abercromby e dai suoi 7.000 soldati inglesi e tedeschi. Molte strutture complesse furono aggiunte successivamente a El Morro per aggiornarlo alle nuove tecnologie militari; ad esempio, le sue mura esterne, che erano state originalmente costruite con uno spessore di 1,8 metri, furono ancora ispessite fino a 5 metri alla fine del XVIII secolo.
Fa parte del sito storico nazionale di San Juan che nel 1983 è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Il sole sta incominciando a tramontare ed è arrivato il momento di tornare a bordo.
La Fascination salpa alle 18:00 con prua orientata verso Sud, destinazione St. Thomas, Isole Vergini Americane. La partenza da San Juan regala panorami mozzafiato, con la nave che salpa lasciandosi alle spalle il porto e la Fortezza che è ancora possibile ammirare dal mare.

L’ITINERARIO

ST. THOMAS, ISOLE VERGINI AMERICANE (07.00 – 16.00)

Le Isole Vergini americane o Isole Vergini statunitensi sono un territorio non incorporato degli Stati Uniti d’America. Formano un arcipelago di 53 isole vulcaniche, parte delle Piccole Antille, nel Mar dei Caraibi. Sono nella lista delle Nazioni Unite dei territori non autonomi. Buona parte della popolazione, composta da vari gruppi etnici di origine africana ed europea, vive nelle isole principali: Saint John, Saint Croix e Saint Thomas. Le isole godono di autonomia amministrativa esercitata da un senato di quindici membri. Gli abitanti, a partire dal 1932, hanno la cittadinanza statunitense. Sull’arcipelago si trova il Parco nazionale delle Isole Vergini.

Arriviamo in una calda mattina estiva e ci godiamo l’attracco al sorgere del sole. E’ possibile scendere dalle ore 07:15 e così faremo noi. Stiamo infatti per raggiungere, dall’isola St.Thomas, un’altra delle Isole Vergini Americane, St. John’s, un paradiso naturale che necessita di un trasferimento dal porto di Charlotte Amalie prima in taxi (circa 30 minuti fino Red Hook) e poi con un traghetto veloce (circa 20 minuti di navigazione), e di nuovo in taxi (circa 20 min). Dopo circa un’ora, siamo finalmente arrivati su una delle spiagge più belle al mondo di cui prima di svelarvi il nome, è giusto ammirarne delle foto:

L’intera area fa parte della Trunk Bay, una delle più belle al mondo, di cui fa parte una delle spiagge più famose e fotografate dei Caraibi che parte del Parco nazionale delle Isole Vergini. Prende il nome dalla tartaruga Leatherback, localmente nota come trunk. L’area della spiaggia è divisa in due metà, la principale spiaggia di Trunk Bay e l’area di nuoto e Burgesman Cove che si trova all’estremità occidentale di Trunk Bay, vicino Jumby Bay. L’ingresso a Trunk Bay costa 5 dollari a persona e comprende l’utilizzo di bagni e docce. Da Agosto hanno riaperto anche due bar e un negozio dove è possibile affittare lettini, pinne, maschere e tanto altro. Ma non sono solamente la sabbia bianca e l’acqua turchese a rendere particolare la baia, ma anche un fondale ricco di flora e fauna marina che è possibile ammirare grazie ad un percorso snorkeling indicato sul fondale sabbioso che circonda l’isolotto di Trunk Cay. È formato da scogliere rocciose, spiagge di sabbia corallina e palme.

E’ possibile arrivare a Trunk Bay anche tramite l’escursione offerta da Carnival, che prevede il trasferimento via mare – della durata di 45 minuti – direttamente dal porto di Charlotte Amalie. L’escursione, il cui costo varia a seconda della stagione, ha il vantaggio di essere organizzata dalla compagnia e non si rischiano problemi legati a taxi e traghetti, ma lo svantaggio è legato al tempo a disposizione: solo un’ora e mezzo da dedicare a Trunk Bay.
Dopo numerose nuotate nelle cristalline acque e un meritato relax al sole, è arrivato il momento di tornare verso la nave. Un veloce pranzo a bordo al buffet e poi una camminata sul lungomare di Charlotte Amalie, facilmente raggiungibile a piedi in una mezz’ora di cammino o in 5 minuti di taxi.

Lasciamo St. Thomas, le Isole Vergini Americane e un pezzo di cuore nelle meravigliose spiagge delle 3 isole. Il tempo a disposizione a terra è più che sufficiente per una giornata di relax a patto che si scelga di fare un compromesso: in una sola giornata è possibile sia andare a St. John’s che visitare alcune spiagge (relativamente vicine) di St.Thomas, ma non è possibile spendere più di un’ora su ogni spiaggia. Personalmente, non la ritengo una scelta consigliata poiché, al di là dei costi degli spostamenti, c’è il rischio di trovare sia traffico in strada che spiagge affollate qualora in porto ci siano diverse navi come nel nostro caso, e di conseguenza avrete speso più tempo (e soldi) in taxi che in spiaggia.

PHILIPSBURG, ST MARTEEN (08.00 – 17.00)

Sint Maarten è una nazione costitutiva del Regno dei Paesi Bassi insieme ai Paesi Bassi e gli stati caraibici di Aruba e Curaçao. Il territorio è costituito dalla parte meridionale dell’isola di Saint Martin, situata nel sud del Mare Caraibico. Il capoluogo è Philipsburg. Sint Maarten confina a nord con Saint-Martin, una collettività d’oltremare dipendente dalla Francia, il cui territorio costituisce la parte settentrionale dell’isola.

La Carnival Fascination inizia le manovre di ormeggio nella baia di Great Bay poco prima delle 8 del mattino, regalandoci una vista meravigliosa. Sbarchiamo poco dopo l’attracco e ci dirigiamo verso l’area dei taxi: il programma del giorno è quello di trascorrere delle ore in spiaggia, girovagare per l’isola e aspettare un’aereo a Maho Beach per il selfie aeronautico.

Partiamo dal porto di Philipsburg diretti verso il lato francese dell’isola, nella Baia di Orient, dove una lunga spiaggia di oltre 3 km ci aspetta con le sue acque cristalline. Qui è possibile noleggiare lettini e ombrelloni, oppure godere in solitudine della striscia sabbiosa, attenzione però a non sconfinare nell’area nudisti della spiaggia. La Baia porta ancora i segni dell’uragano Irma che proprio qui ha colpito più duramente l’isola: numerose case, hotel e ristoranti sono stati completamenti distrutti e c’è ancora molto da ricostruire. L’uragano non ha però distrutto la bellezze del luogo e i colori cristallini delle acque.

Qualche ora dopo lasciamo l’area per dirigerci verso la capitale francese, Marigot, da cui è possibile imbarcarsi su un traghetto e raggiungere in circa un’ora l’isola di Anguilla. Anche Marigot porta con sé le ferite dell’uragano, buona parte del mercato centrale è andata distrutta e dell’area turistica è rimasto ben poco. Dopo una veloce passeggiata per le strade della cittadina, torniamo a bordo del nostro taxi e armati di baguette francesi ci dirigiamo a Maho, per un pasto sulla spiaggia più iconica dei Caraibi.

Maho Beach, prima dell’uragano Irma poteva vantare di una striscia sabbiosa generosa ormai distrutta dal mare e dall’erosione dei venti. Ma, nella sfortuna, si ha ora la possibilità di rilassarsi in acqua e ammirare l’atterraggio degli aerei all’aeroporto internazionale Princessa Juliana. Se volete un drink, il Sunset Bar è aperto dalle prime ore del mattino fino a tarda serata.
Dopo le foto di rito e relax post pranzo, torniamo a Philipsburg, dove salutiamo definitivamente la nostra guida-autista e passeggiamo per il “lungomare” della capitale Olandese dell’isola. Numerosi negozi, ma anche locali, beach bar e una lunga striscia sabbiosa di oltre un chilometro attendono i turisti. Sempre da Philipsburg è possibile imbarcarsi a bordo di catamarani e ammirare l’isola dal mare, oppure andare alla ricerca dei delfini.

Torniamo a bordo della Carnival Fascination in tempo per un drink pomeridiano, prima di salutare l’isola di Sint Maarten con prua rivolta verso St.Kitts, la più grande delle isole Leewards.
Un consiglio: una volta sbarcati preferite un taxi al noleggio di un’auto, essendo l’isola soggetta a ingorghi e con numerosi ponti per accedere alla spiaggia di Maho ad apertura programmata in varie fasce del giorno. Inoltre, il costo di noleggio di un auto in porto è maggiore di quello che spendereste per fare il nostro giro dell’isola. Ci sono comunque numerosi tour disponibili o escursioni proposte dalla Compagnia che prevedono itinerari simili.

BASSETERRE, ST KITTS & NEVIS (08.00 – 17.00) 

Saint Kitts e Nevis, è uno stato insulare dell’America Centrale corrispondente ad un piccolo arcipelago formato da due isole delle Piccole Antille, parte delle Isole Sopravento Settentrionali, Saint Kitts (o Saint Christopher) e Nevis. Abitata dal popolo dei Caribe, l’isola di Saint Kitts fu raggiunta per la prima volta nel 1493 da Cristoforo Colombo, che le diede il nome di San Cristoforo, e nel 1623 l’esploratore britannico Thomas Warner fondò la prima colonia di successo delle Indie Orientali. Unite con l’isola di Anguilla nel 1882, ottennero nel 1967 la possibilità di autogovernarsi dal Regno Unito, che però mantenne il compito della difesa e delle relazioni internazionali, mentre nel 1983, il paese è diventato uno stato indipendente membro del Commonwealth britannico.

 

L’arrivo all’isola avviene nelle prime luci dell’alba, tanto che la Fascination alle 8 è già pronta a far sbarcare i primi ospiti. Sull’isola è possibile optare per numerose escursioni, una delle quali è il viaggio a bordo di un treno che ripercorre il vecchio tracciato dei treni merci tra le piantagioni di zucchero, prima economia dell’isola nel Novecento. Alternativamente è possibile scegliere un tour dell’intera isola, che vi permetterà di scoprire i fortini inglesi realizzati nel XVI secolo, nonché il vulcano Liamuiga. Oppure, se il vostro scopo è il relax assoluto, allora fate come noi e puntate ad un’intera giornata di mare. La nostra scelta ricade su una delle spiagge più belle dell’isola: Cockleshell Beach nell’estremo sud, a circa 20 minuti di taxi dal porto di Basseterre. L’intera area si affaccia sulla vicina Nevis ed è completamente protetta dalle forti dell’Atlantico. In una baia di notevoli dimensioni si trovano più spiagge, di cui Cockleshell è la più grande e la più attrezzata. Numerosi piccoli chioschi vi attendono in un’oasi di pace, fatte di sabbia vulcanica e acque limpide, il tutto accompagnato da una cornice di conchiglie tipiche della zona, da cui, appunto, prende il nome la spiaggia.

Continuando il tour delle spiagge, ci dirigiamo verso la nostra destinazione finale, dove trascorreremo il resto della giornata: South Friar’s Bay. Dopo essere tornati verso Basseterre ed aver ammirato lo scenario unico che regala l’isola, con un istmo che separa l’Atlantico Impetuoso dal caldo Mar dei Caraibi, ci dirigiamo al Carambola Beach Club, dove è possibile noleggiare ombrelloni e lettini per la giornata nonché pranzare in spiaggia. Numerose attività sono disponibili, tra cui water-sking, para-sailing ed escursioni con maschera, pinne e boccaglio. L’intera baia vanta infatti la popolazione ittica più numerosa e variegata dell’isola, regalando meravigliosi scenari grazie anche ad un fondale prevalentemente composto da rocce e sabbia fine che esaltano ancora di più il panorama subacqueo. E, se siete fortunati come noi da prendere un acquazzone tropicale nel mezzo di una giornata priva di nuvole, non disperate e anzi, godetevi la pioggia nelle acqua calde del mare.

E’ ormai arrivato il momento di tornare a bordo della Carnival Fascination, il che ci permette di fare un veloce giro panoramico dell’area portuale di Basseterre, completamente dedicata ai turisti con numerosi negozi, bar e ristoranti, nonché con lo stand dei taxi ufficiali per girare l’isola che offrono anche numerosi tour. I prezzi dei taxi o vengono calcolati in base al numero di passeggeri, o hanno una tariffa fissa per una specifica destinazione.
Lasciamo quindi St. Kitts, sicuramente una delle isole più belle dei Caraibi, ed i suoi abitanti, sempre disponibili e con il sorriso sul volto, che ci hanno accolti come amici e non come turisti. 

CASTRIES, ST LUCIA (08.00 – 17.00)

Saint Lucia è uno Stato insulare del Commonwealth in America centrale, tra il Mar dei Caraibi orientale e l’Oceano Atlantico; si trova nelle Piccole Antille, a nord di Saint Vincent e Grenadine e a sud della Martinica. Si ritiene invece che il primo europeo a raggiungere l’isola sia stato l’esploratore spagnolo Juan de la Cosa intorno al 1500. Saint Lucia fu battezzata col nome della santa originaria di Siracusa da parte dei francesi, primi colonizzatori europei. A lungo protettorato del Regno Unito, ottenne da questo l’indipendenza il 22 febbraio 1979 e contestualmente entrò a far parte del Commonwealth. Il Capo di Stato è la Regina Elisabetta II.

Un’uggiosa giornata ci dà il benvenuto all’isola di St. Lucia, tra le più famose e particolari dei Caraibi, vantando al contempo tante spiagge ma anche tanta natura. L’isola è infatti famosa per le sue zone interne montuose dove si trova la foresta pluviale, nonché per i Pitoni, i due picchi montuosi a strapiombo sul mare nella zona meridionale dell’isola, raggiungibili in auto dal porto di Castries con un tragitto di circa 45 minuti.  Alla base del Petit Piton un percorso di hicking che richiede un paio di ore tra andata e ritorno e vi farà attraversare buona parte della foresta sul mare per arrivare sulla cima del picco. Numerose sono anche le spiagge in quest’area, la maggior parte delle quali sono delle piccole calette, isolate tra di loro, che regalano un senso di esclusività ed intimità.

Il nostro programma prevede però un itinerario diverso: “prua” verso nord per andare nel parco naturale di Pigeon Island, una penisola che si estende sulla Baia di Rodney. L’accesso all’area è a pagamento e comprende, oltre al forte britannico, utilizzato anche dagli americani durante la seconda guerra mondiale come ponte radio, numerosi sentieri di hicking, un ristorante, area picnic e due piccole calette ad uso esclusivo degli ospiti.

Iniziamo la giornata raggiungendo prima Fort Rodney, costruito tra il 1779 ed il 1782, ed utilizzato prima dagli inglesi per spiare il Fort Royal francese sulla vicina isola di Martinica. L’area militare venne successivamente espansa con una mensa, delle baracche, una torre radio e gli alloggi degli ufficiali. Nel 1947 venne definitivamente smantellato, lasciando la sola struttura originale in pietra, mentre nel 1971, l’isola di Pigeon diventò una penisola venendo unita alla terraferma in seguito alla realizzazione della marina e della zona costiera residenziale nella baia di Rodney.

Dopo aver raggiunto il forte, proseguiamo la scalata verso il Signal Hill, la parte più alta dell’isola dove si trovava l’antenna radio e da dove si può ammirare l’intera baia e la zona più settentrionale dell’isola, prevalentemente rocciosa.
E dopo tanto camminare, è arrivato il momento di un meritato relax in spiaggia, mentre per i più avventurosi è possibile armarsi di pinne, maschera e boccaglio ed esplorare i fondali della baia, ricchi di flora e fauna caraibica. Una famosa e particolarmente apprezzata “attrazione” della Rodney Bay è il bar navigante, un barchino con un simpaticissimo abitante dell’isola che arriva direttamente in spiaggia e prepara cocktail a base di alcool e frutta fresca.
Anche a St. Lucia abbiamo utilizzato i taxi per muoverci, ce ne sono a centinaia sia in porto che subito fuori, ma prestate attenzione agli orari che gli autisti vi comunicano per il pick up per tornare a bordo, sono molto tassativi.

La giornata volge velocemente al termine, siamo pronti a salpare per la nostra ultima destinazione, Barbados uno dei due porti d’imbarco della nave.

BRIDGETOWN, BARBADOS (08.00 – 21.00)

Barbados è uno Stato insulare indipendente, facente parte delle Piccole Antille; occupa una superficie di 430 km², ed è principalmente piatta, con alcune colline all’interno. L’origine del nome “Barbados” è piuttosto controversa, ma pare derivi dall’esploratore portoghese Pedro A. Campos, che nel 1536 chiamò l’isola Os Barbados (i barbuti) ispirandosi agli alberi da ficus che vi crescevano e le cui lunghe radici aeree sembravano barbe. Dopo meno di un secolo, nel 1625, l’inglese Henry Powell sbarcò sull’isola ignorata da Portoghesi e Spagnoli perché priva di risorse minerarie rilevanti e la occupò in nome della corona inglese. Colpito dalla vegetazione rigogliosa e dalla ricchezza del terreno ripartì, lasciando coloni e alcuni schiavi perché iniziassero le opere di insediamento. I pochissimi abitanti nativi rimasti, gli Arawak, si estinsero e Barbados fu perciò ripopolata con schiavi africani impiegati nelle piantagioni di zucchero fino al 1834, anno in cui la schiavitù fu abolita. Nel 1958 entrò a far parte della Federazione delle Indie Occidentali, nel 1966, infine, Barbados divenne un reame del Commonwealth.

Arriviamo nel porto di Bridgetown in una calda e soleggiata mattinata e siamo subito pronti a sbarcare, pronti a goderci quasi 12 ore in spiaggia. All’uscita del porto, un simpaticissimo tassista ci accompagna in uno dei vari stabilimenti balneari sulla spiaggia di Carlisle Bay. Arriviamo al Harbour Lights, uno stabilimento che offre oltre al noleggio di ombrelloni e lettini, anche escursioni per fare snorkeling e nuotare con le tartarughe, nonché numerosi servizi tra cui ristorante, bar, Wi-Fi e dalle 19 si trasforma in un vero e proprio lounge bar con apertivi e dj-set, nonché ristorante caraibico. La giornata prosegue tra relax in spiaggia, tanto sole, acque cristalline e soprattutto un’ora di snorkeling, prima al relitto presente nella baia, ricchissimo di pesci tropicali, ma soprattutto allo snorkeling con le tartarughe marine, animali semplicemente maestosi nel loro habitat naturale.

Torniamo a bordo della Carnival Fascination in tarda serata, lasciandoci alle spalle lo splendore delle acque delle Barbados e consapevoli che la crociera è quasi giunta al termine. Il giorno successivo (sabato) la nave è in navigazione e durante il viaggio si costeggiano numerose isole, navigando relativamente vicini alla costa.

La giornata a bordo trascorre piacevolmente se non per dover preparare le valigie per tornare in Italia. Grazie ad i vari pacchetti si ha però la possibilità di estendere il soggiorno sia a San Juan che in altre località come la Repubblica Dominicana o New York, opzioni valide a prescindere se imbarcate da Porto Rico o da Barbados.

Concludiamo il nostro viaggio in una soleggiata San Juan, pronti a tornare in Italia, non prima di uno stop di qualche giorno nella grande mela.

La Carnival Fascination si presenta come una nave ideale per questo itinerario, piccola ed intima, adatta a chi vuole godere del sole e del mare dei Caraibi in tranquillità. Potete leggerne di più a riguardo nella nostra recensione e scoprirla nel nostro video tour qui a seguire.

Queste isole, tra cui anche San Juan, fanno parte degli scali abituali dell’intera flotta Carnival, ed è possibile visitarle con crociere di 5, 6 e 7 notti in partenza dai porti della Florida (Miami, Ft. Lauderdale, Port Canaveral), da New Orleans e con crociere lunghe di 8 e 9 notti da New York a bordo delle numerose navi della flotta Carnival.

Per ulteriori dettagli: carnivalcrociere.itgiocoviaggi.com

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