Genting Hong Kong precipita in borsa e sospende i pagamenti ai creditori

Precipita in borsa il gruppo Genting Hong Kong del magnate malese Lim Kok Thay. La scorsa settimana le azioni hanno subito un drastico calo quando i problemi di debito della divisione crocieristica hanno scosso la fiducia degli investitori nell’area del sud-est asiatico.

Oltre il 6% di calo in una sola seduta della borsa di Kuala Lumpur, la variazione più consistente degli ultimi cinque mesi. A cui è seguito un crollo record del 38% durante la giornata di venerdì scorso, come conseguenza dell’annuncio della società di voler sospendere tutti i pagamenti ai creditori.

Il fermo di tutte le attività crocieristiche, del gioco d’azzardo e dell’intrattenimento hanno portato nel corso dei mesi a tagli salariali e alla riduzione della forza lavoro, poiché la pandemia ha congelato la domanda di crociere. A questo aspetto si sono aggiunte le restrizioni ai movimenti nazionali che hanno tenuto le persone fuori dai casinò e dai resort, altro ambito di attività del Gruppo Genting.

In un settore martoriato dalle limitazioni imposte in tutto il mondo, la società gestisce nell’attualità i brand Star Cruises, Dream Cruises e Crystal Cruises

A far tremare il mercato una dichiarazione del gruppo attraverso la quale è stato annunciato che i fondi disponibili verranno utilizzati per mantenere i servizi essenziali e per le operazioni della società ed è stato chiesto ai creditori di formare un comitato direttivo per formulare e valutare una proposta di ristrutturazione del debito. 
Al 31 luglio, la società aveva un debito complessivo di 3,4 miliardi di dollari, principalmente verso il sistema bancario.

Secondo Citigroup Inc, il rischio che la società possa fallire è ragionevolmente basso ad oggi, sebbene ci saranno probabili danni reputazionali da dover affrontare.

Genting non rappresenta comunque un caso isolato. Il settore crocieristico è purtroppo tra i più colpiti dalla crisi sanitaria globale, con ancora oggi molti porti chiusi alle navi da crociera ai quali si aggiungono numerose restrizioni di viaggio e sui voli. Una situazione che ha costretto anche giganti del settore quali Carnival, Royal Caribbean e Norwegian Cruise Line a sospendere completamente le attività.
Durante la pandemia, Norwegian Cruise Line ha raccolto circa 3 miliardi di dollari per garantire il mantenimento delle attività minime, mentre Carnival, il più grande operatore al mondo, ne ha raccolti per circa 9 miliardi.

 

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