
Il Porto di Capodistria chiude la stagione croceristica: bilancio positivo e prospettive per il 2025
Tra record d’arrivi e infrastrutture in sviluppo, lo scalo sloveno segna un nuovo passo nel turismo marittimo
Il Porto di Capodistria (Koper), gestito da Luka Koper d.d., ha recentemente ufficializzato la chiusura della stagione crocieristica con numeri significativi e nuovi segnali di crescita infrastrutturale e operativa.
Nel corso del 2025, il porto ha ospitato 80 navi da crociera, accogliendo un totale di 124.000 passeggeri, oltre a circa 57mila membri dei vari equipaggi.
Nel corso dell’anno, il porto ha collaborato con vari operatori crocieristici internazionali promuovendo Capodistria come alternativa a Trieste e Venezia per itinerari nel Mar Adriatico e nel Mediterraneo orientale.
Numeri e punti salienti della stagione
L’ultima toccata è stata affidata alla Nieuw Statendam di Holland America Line, approdata per la prima volta a Capodistria dopo la partenza da Trieste e ripartenza verso Curzola. Il 2025 coincide inoltre con il ventennale del turismo crocieristico in Slovenia e con l’inaugurazione estiva del nuovo terminal crociere.
Per il 2026 sono attese leggere diminuzioni delle toccate ma volumi passeggeri sostanzialmente invariati; la prima nave è prevista il 4 gennaio, con picco tra maggio e ottobre.
Infrastrutture in evoluzione
Capodistria ha da poco inaugurato un nuovo terminal passeggeri ecosostenibile: una struttura dalla forte impronta green, progettata per integrare efficienza operativa e rispetto del contesto urbano-costiero. La nuova stazione traghetti/crociere è stata aperta ufficialmente il 27 maggio 2025 e rappresenta un passo importante per lo sviluppo dello scalo.
Il terminal integra materiali riciclabili, sistemi a basso impatto ambientale e parti adibite a uso pubblico, segnalando l’intento dello scalo di divenire non solo gateway turistico, ma anche elemento di rigenerazione urbana.
Importanza strategica nell’Alto Adriatico
La posizione geografica del Porto di Capodistria lo rende un hub cruciale per le crociere che interessano l’area dell’Istria slovena, la costa croata nord-occidentale e la linea dell’Alto Adriatico. Questo gli consente di intercettare itinerari da/verso Venezia, Trieste e la Dalmazia, contribuiendo a diversificare l’offerta crocieristica della regione.
L’anno in corso – con 73 scali registrati – conferma che Capodistria è riuscita a consolidarsi come alternativa valida nello scenario regionale.
Prospettive future
Lo scalo ha già annunciato che l’obiettivo per i prossimi anni è di incrementare gli scali e attivare nuove partnership con compagnie internazionali, puntando su itinerari più lunghi e porti meno battuti. La recente infrastrutturazione del terminal e gli investimenti in marketing internazionale sono chiari segnali di un “porto in crescita”.
Capodistria ambisce a diventare non solo scalo, ma porto di riferimento per “crociere boutique” nell’Adriatico, valorizzando il connubio tra comfort operativo e contenuto territoriale.
