
Una nave italiana fino a Capo Horn: l’insolito viaggio di Carnival Firenze alla fine del mondo
Una nave italiana fino a Capo Horn: l’insolito viaggio di Carnival Firenze alla fine del mondo
Nata nei cantieri di Marghera per Costa Crociere, ispirata al Rinascimento fiorentino e oggi trasformata nel “Fun Italian Style” di Carnival, nel gennaio 2027 Carnival Firenze affronterà uno degli itinerari più sorprendenti della propria carriera: due settimane dal Cile a Buenos Aires tra fiordi patagonici, ghiacciai, Stretto di Magellano, Capo Horn e Ushuaia. Una rotta in cui è difficile decidere che cosa stupisca di più: il paesaggio o la nave scelta per attraversarlo.
Provate a immaginare Carnival Firenze davanti a un ghiacciaio della Patagonia.
La nave porta ancora nel nome Firenze, nei suoi interni piazze, atmosfere e richiami alla Toscana e nella propria storia il marchio Costa Crociere. Eppure, il 19 gennaio 2027, lascerà San Antonio, il porto di Santiago del Cile, per dirigersi verso uno dei punti più remoti e leggendari della navigazione mondiale: Capo Horn.
Non sarà la Carnival che molti associano alle brevi vacanze ai Caraibi o al Messico.
Per due settimane la protagonista sarà soprattutto la rotta.
Dal Pacifico all’Atlantico passando per la Patagonia
Il viaggio partirà da San Antonio, sulla costa cilena, e terminerà a Buenos Aires.
In mezzo ci sarà una successione quasi cinematografica di navigazioni panoramiche: Canale di Darwin, fiordi cileni, ghiacciaio Amalia, Stretto di Magellano e Capo Horn, prima dell’arrivo a Ushuaia. Seguiranno Puerto Madryn e Montevideo, con conclusione nella capitale argentina.
La particolarità emerge già osservando il programma.
Dopo la prima giornata in mare, Carnival Firenze trascorrerà cinque giorni consecutivi attraversando alcuni dei paesaggi più spettacolari del Sud America: il terzo giorno sarà dedicato al Canale di Darwin, il quarto ai fiordi cileni, il quinto al ghiacciaio Amalia, il sesto allo Stretto di Magellano e il settimo a Capo Horn.
Non sono scali da percorrere velocemente con un pullman.
Qui, per una volta, la navigazione stessa è la destinazione.
Capo Horn dal ponte di una ex Costa
Ed è proprio questo contrasto a rendere la partenza particolarmente interessante per il pubblico italiano.
Carnival Firenze nasce come Costa Firenze, costruita da Fincantieri nello stabilimento di Marghera e consegnata a Costa Crociere nel dicembre 2020. Il progetto era stato sviluppato principalmente per il mercato cinese e l’intera nave era stata pensata come celebrazione dello stile italiano e della città di Firenze.
Con 135.500 tonnellate di stazza e oltre 323 metri di lunghezza, era una delle unità più grandi mai destinate da Costa al mercato asiatico. Gli interni richiamavano strade, piazze e atmosfere fiorentine, con l’obiettivo dichiarato di esportare un’immagine dell’Italia fatta di arte, gusto e ospitalità.
La storia, però, ha preso una strada diversa.
Dopo l’esperienza con Costa, nel 2024 la nave è passata a Carnival Cruise Line diventando Carnival Firenze, seconda unità insieme a Carnival Venezia del progetto Carnival Fun Italian Style.
Il risultato è una nave curiosamente sospesa tra due identità.
Firenze c’è ancora. Ma con molto Carnival intorno
Il trasferimento non ha cancellato l’impronta italiana.
A bordo restano nomi e ambientazioni che per un passeggero italiano possono provocare una certa familiarità: Piazza Duomo, i ristoranti Michelangelo e Medici, il Tuscan Lounge, Teatro Rosso e numerosi richiami alla cucina e all’estetica del nostro Paese.
Carnival vi ha inserito la propria interpretazione.
Sono arrivati ristoranti e locali del marchio americano, insieme a spazi come WaterWorks, SportSquare, Serenity Adult-Only Retreat e le cabine Terrazza, collegate all’area riservata Terrazza Moda.
Il contrasto, durante questa crociera, sarà ancora più evidente.
Fuori dai vetri: montagne, ghiaccio, vento e Patagonia.
Dentro: Firenze, cucina italo-americana e quel modo molto Carnival di trasformare la nave in un luogo continuamente animato.
Probabilmente non era questo lo scenario immaginato quando Costa Firenze veniva costruita per navigare in Asia. Ed è proprio per questo che oggi il viaggio diventa così interessante.

Ushuaia: finalmente si scende a terra
Dopo quasi una settimana dominata dalla navigazione panoramica, l’ottavo giorno Carnival Firenze raggiungerà Ushuaia, con una sosta prevista dalle 9 alle 19.
È uno di quei nomi che, più che identificare un porto, evocano immediatamente l’idea della fine del mondo.
La città argentina sorge tra montagne e Canale di Beagle ed è normalmente associata alle spedizioni dirette verso l’Antartide. In questo viaggio rappresenterà invece il passaggio tra la parte più estrema della Patagonia e la lunga risalita lungo la costa atlantica sudamericana.
Seguiranno tre giornate di navigazione prima di Puerto Madryn, porta d’accesso ai grandi paesaggi naturalistici della Patagonia argentina. Poi un’altra giornata in mare e l’arrivo a Montevideo, dalle 8 alle 18, prima dell’ingresso a Buenos Aires la mattina successiva.
È una rotta costruita quasi come un racconto: dalla natura più remota alle grandi città del Río de la Plata.
Non una normale programmazione Carnival
La partenza del 19 gennaio fa parte di sole tre crociere sudamericane speciali previste durante il trasferimento di Carnival Firenze dalla costa occidentale a quella orientale degli Stati Uniti.
La prima partirà da Long Beach il 4 gennaio e raggiungerà il Cile in 15 giorni, passando per Messico, Ecuador e Perù. Quella successiva sarà proprio la traversata della Patagonia. Infine, il 2 febbraio, la nave lascerà Buenos Aires per raggiungere Miami in 16 giorni, con scali in Brasile e Caraibi. Carnival sottolinea che questi viaggi includeranno porti raramente visitati dalle proprie navi.
Dopo l’avventura sudamericana, Carnival Firenze opererà temporaneamente da Miami e successivamente raggiungerà New York.
La Patagonia non diventerà quindi una nuova destinazione regolare della nave.
Una crociera per chi considera ancora la rotta parte del viaggio
Carnival Firenze non è una piccola nave expedition.
Non dispone di Zodiac da calare tra i ghiacci e non vuole trasformare il passeggero in un esploratore polare.
È una grande nave contemporanea, progettata per oltre 5.000 ospiti, utilizzata per una volta su una rotta che appartiene all’immaginario dei grandi viaggi oceanici.
Per alcuni sarà precisamente questo il fascino.
Poter osservare i fiordi cileni dal ponte di una nave ricca di ristoranti e intrattenimento; attraversare lo Stretto di Magellano senza rinunciare ai comfort di una grande unità; svegliarsi davanti alla Patagonia e terminare la giornata in un ambiente ispirato a Firenze.
Non è expedition.
Non è nemmeno la tradizionale crociera Carnival.
È qualcosa nel mezzo.
E soprattutto è una di quelle partenze nelle quali la destinazione riesce a cambiare completamente la personalità della nave.
Carnival Firenze era nata per raccontare l’Italia ai passeggeri asiatici. Poi ha portato il proprio “Fun Italian Style” sulle coste americane.
Nel gennaio 2027 farà qualcosa di ancora più improbabile: porterà un pezzo di Firenze fino a Capo Horn.
