
Buon Ferragosto dal mare: per un giorno non dobbiamo arrivare da nessuna parte
Buon Ferragosto dal mare: per un giorno non dobbiamo arrivare da nessuna parte
SABATO A BORDO | SPECIALE FERRAGOSTO
In Italia il 15 agosto è quasi una disciplina nazionale: bisogna andare da qualche parte, possibilmente insieme a moltissime altre persone che hanno avuto esattamente la stessa idea. Oggi, invece, apro le tende della cabina e fuori non c’è un porto, una città o un’escursione che aspetta. C’è soltanto il Mediterraneo. E forse è proprio questo il modo migliore per augurarsi buon Ferragosto.
Ferragosto ha le sue regole.
La spiaggia va conquistata possibilmente prima che il vicino dispieghi l’ombrellone in orizzontale.
Il pranzo deve raggiungere dimensioni incompatibili con qualsiasi successivo tentativo di entrare in acqua.
Qualcuno deve pronunciare almeno una volta la frase: “Quest’anno c’è molta più gente dell’anno scorso.”
E, soprattutto, bisogna andare da qualche parte.
Mare, montagna, lago, agriturismo, casa di amici, pranzo dei parenti, festa in piscina. Va bene tutto, purché esista una destinazione.
Io questa mattina apro invece le tende della cabina di Legend of the Seas e la destinazione non c’è.
Fuori c’è il mare.
Nient’altro.
E devo ammettere che come programma di Ferragosto non è affatto male.
Il lusso di non avere un porto
Chi va spesso in crociera conosce bene quella strana inversione di prospettiva.
Per mesi studiamo gli itinerari controllando gli scali.
Santorini? Interessante.
Istanbul? Magnifica.
Una città mai visitata? Segnata immediatamente.
Una giornata in navigazione? Quasi uno spazio bianco in mezzo al programma.
Poi saliamo a bordo e scopriamo che proprio quel giorno senza porto potrebbe essere quello di cui avevamo più bisogno.
Nessuna sveglia anticipata per l’escursione.
Nessuna cartina consultata mentre si cammina.
Nessun calcolo matematico sull’orario dell’ultimo tender.
Nessuna frase pronunciata alle 16.37 con crescente terrore: “Ma a che ora dobbiamo essere di nuovo a bordo?”
La nave continua a navigare.
Noi, per una volta, possiamo anche smettere di farlo.
Naturalmente, non fare nulla è molto impegnativo
C’è però un problema.
Su una nave come Legend of the Seas, decidere di non fare nulla richiede una certa capacità organizzativa.
Bisogna anzitutto scegliere dove non fare nulla.
In piscina?
Davanti al mare?
All’ombra?
Con un caffè?
Con qualcosa da mangiare?
Con un cocktail che alle 11 del mattino può essere giustificato soltanto pronunciando la frase “ma è Ferragosto”?
Le possibilità sono numerose.
E mentre state finalmente riuscendo a non fare nulla, inevitabilmente vedrete qualcuno impegnato in un’attività che vi farà pensare: “Quasi quasi…”
È il paradosso delle grandi navi contemporanee.
Vengono costruite per offrirci continuamente qualcosa da fare e uno dei veri privilegi può diventare quello di scegliere consapevolmente di non farlo.

Oggi la destinazione è la nave
Una giornata interamente in mare modifica anche il modo in cui si vive la nave.
Quando c’è uno scalo, per molte ore parte dei passeggeri scompare.
Si scende, si prende un pullman, si visita una città, si fotografa qualcosa, si compra qualcosa che probabilmente non serviva e si rientra stanchi ma soddisfatti.
Oggi invece siamo tutti qui.
La nave non è il mezzo che collega due destinazioni.
È la destinazione.
I suoi ponti, le piscine, i ristoranti, gli spazi all’aperto e persino quelle zone che nei primi giorni abbiamo attraversato velocemente diventano improvvisamente il viaggio.
È anche il momento nel quale ci si accorge di una cosa molto semplice: durante una crociera di una settimana passiamo spesso più tempo a cercare di vedere tutto che a goderci ciò che abbiamo davanti.
Il giorno di navigazione serve anche a correggere l’errore.
Ferragosto senza programma
Forse la cosa che mi piace di più di questo Ferragosto è proprio l’assenza di un programma obbligatorio.
Il mondo continua naturalmente a funzionare.
I messaggi arrivano.
Le notizie pure.
Qualcuno sta preparando un barbecue.
Qualcun altro sta già cercando parcheggio da quaranta minuti.
Da qualche parte un ombrellone sta certamente sconfinando nel territorio di un altro ombrellone e una trattativa diplomatica è ormai inevitabile.
Qui intorno, invece, c’è soltanto acqua.
È una delle sensazioni più difficili da spiegare a chi non ha mai vissuto una giornata interamente in navigazione.
Non significa essere isolati.
Significa sapere che, per qualche ora, non esiste nulla che dobbiamo necessariamente raggiungere.
E nella vita normale è una condizione molto più rara di quanto sembri.
Domani torneranno gli orari
Naturalmente durerà poco.
Le crociere hanno una straordinaria capacità di farci dimenticare il calendario e, contemporaneamente, di ricordarcelo in modo brutale.
Domani torneranno un porto, una valigia, un orario da rispettare e quella sensazione inspiegabile secondo cui sette giorni sono trascorsi all’incirca in quarantacinque minuti.
Ma oggi no.
Oggi possiamo concederci il lusso di guardare il mare senza domandarci quale monumento ci sia dietro.
Possiamo sederci senza avere una prenotazione successiva.
Possiamo fare una passeggiata senza controllare Google Maps.
Possiamo persino non fotografare tutto.
Quest’ultima, lo riconosco, potrebbe essere la prova più difficile.
Buon Ferragosto, quindi
Questo Ferragosto Dream Blog ve lo augura da qui.
Da una nave in mezzo al Mediterraneo e da quel luogo molto particolare nel quale per un giorno non importa tanto sapere dove stiamo andando.
Che siate su una spiaggia affollata, in montagna, a bordo di una nave, davanti a una griglia già operativa dalle nove del mattino o felicemente a casa con l’aria condizionata, il mio augurio è molto semplice.
Che oggi possiate trovare almeno qualche ora nella quale non dobbiate arrivare da nessuna parte.
E se qualcuno dovesse chiedervi quale sia il programma della giornata, potete sempre rispondere come farebbe una nave in navigazione: stiamo andando avanti. Con molta calma.
Buon Ferragosto a tutti! 🌊
