
Oceania Sonata tocca l’acqua a Marghera: prende forma in Italia la nuova generazione di Oceania Cruises
Oceania Sonata tocca l’acqua a Marghera: prende forma in Italia la nuova generazione di Oceania Cruises
La prima unità della nuova classe ha lasciato il bacino di costruzione per raggiungere la banchina di allestimento. La consegna è prevista nel 2027, ma il programma industriale guarda già molto più avanti: altre quattro navi saranno realizzate da Fincantieri entro il 2037.
Per la prima volta Oceania Sonata galleggia sulle proprie linee d’acqua. La nuova nave di Oceania Cruises ha lasciato il bacino di costruzione dello stabilimento Fincantieri di Marghera, segnando uno dei passaggi più visibili e significativi del lungo percorso che conduce dalla posa della chiglia alla consegna.
Il varo tecnico celebrato il 27 agosto non conclude la costruzione. Ne apre una nuova fase: la nave viene trasferita dal bacino asciutto alla banchina, dove proseguiranno l’installazione degli impianti, il completamento degli ambienti interni e tutte le attività necessarie prima delle prove in mare e dell’ingresso in servizio.
È un traguardo che riguarda il futuro di Oceania Cruises, ma racconta anche la continuità della cantieristica italiana. Sonata è infatti la prima di cinque unità affidate a Fincantieri, con consegne distribuite lungo un arco di dieci anni, dal 2027 al 2037.
Dal bacino alla banchina di allestimento
Durante la costruzione in bacino prendono forma lo scafo e le principali strutture della nave. Una volta raggiunte le condizioni necessarie, il bacino viene allagato e l’unità può galleggiare, essere movimentata e raggiungere la banchina destinata all’allestimento.
È ciò che è avvenuto a Marghera alla presenza di Paolo Novarino, Senior Director e Project Owner di Oceania Cruises, e Marco Lunardi, responsabile dello stabilimento Fincantieri.
Da questo momento il lavoro diventa in parte meno visibile dall’esterno, ma non meno complesso. Dietro le vetrate ancora da completare e gli spazi che in seguito accoglieranno cabine, ristoranti e saloni devono essere installati, collegati e collaudati migliaia di componenti. Impianti elettrici, sistemi di sicurezza, reti tecnologiche, cucine, arredi e finiture dovranno trasformare una grande struttura navale nella nave che accoglierà i primi passeggeri nell’agosto 2027.
La prima di cinque navi fino al 2037
Il valore industriale del varo va oltre la singola costruzione. Oceania Sonata inaugura una serie composta da cinque unità da circa 86.000 tonnellate di stazza lorda e 1.390 passeggeri.
Alla capoclasse, attesa nel 2027, seguirà Oceania Arietta nel 2029. Altre tre navi, non ancora battezzate, sono programmate rispettivamente per il 2032, il 2035 e il 2037.
La scansione delle consegne offre a Fincantieri una visibilità produttiva di lungo periodo e consente di mantenere e sviluppare competenze altamente specializzate. Una nave da crociera non è infatti il risultato del solo lavoro svolto all’interno del cantiere: attorno alla costruzione opera una filiera estesa di progettisti, impiantisti, arredatori, fornitori tecnologici e aziende specializzate.
L’ultima unità della classe rientra nell’accordo annunciato da Norwegian Cruise Line Holdings nel febbraio 2026 per tre nuove navi destinate ai suoi marchi. L’intesa assicura al gruppo crocieristico capacità produttiva presso gli stabilimenti italiani di Fincantieri fino alla fine del 2037 e porta a cinque il numero complessivo delle nuove costruzioni ordinate per Oceania Cruises.
Marghera, uno dei poli mondiali delle navi da crociera
Il varo riporta al centro anche il ruolo dello stabilimento veneziano. Secondo i dati diffusi da Fincantieri, a Marghera sono state costruite 36 navi da crociera dal 1991. Ogni giorno il sito coinvolge circa 6.000 persone, considerando i dipendenti diretti e i lavoratori delle aziende partner.
Numeri che aiutano a comprendere perché il passaggio di Sonata dal bacino alla banchina non sia soltanto una cerimonia. Il cantiere concentra capacità progettuali, produttive e organizzative difficilmente sostituibili, necessarie per coordinare contemporaneamente migliaia di lavorazioni e forniture.
Fincantieri indica innovazione, automazione e digitalizzazione dei processi tra le aree sulle quali sta investendo per mantenere la competitività dello stabilimento. La costruzione di una nuova classe consente inoltre di trasferire esperienza da una nave alla successiva, migliorando progressivamente metodi, tempi e integrazione delle tecnologie.
Una collaborazione iniziata quasi vent’anni fa
La relazione tra Oceania Cruises e Fincantieri non nasce con Sonata. Il costruttore italiano ha già realizzato Oceania Marina, consegnata nel 2011, e Oceania Riviera, entrata in flotta nel 2012. Più recentemente sono arrivate Oceania Vista nel 2023 e Oceania Allura nel 2025, entrambe costruite a Sestri Ponente.
La classe Sonata raccoglie l’esperienza maturata con queste ultime due unità, ma aumenta sensibilmente dimensioni e spazi. La capoclasse sarà quasi il 30% più grande di Oceania Allura, pur aggiungendo soltanto 90 sistemazioni per gli ospiti. È un rapporto che mostra come l’incremento della stazza sia destinato soprattutto a creare ambienti più ampi, coerenti con il posizionamento del marchio nel segmento luxury.
Il prodotto è già stato presentato nei suoi elementi principali: 695 cabine e suite, un terzo delle sistemazioni appartenente alle categorie superiori e 13 proposte di ristorazione. Il varo di Marghera racconta però un’altra storia. Non quella di ciò che i passeggeri troveranno a bordo, ma del sistema industriale necessario per realizzarlo.
Il prossimo traguardo è la consegna
Oceania Sonata dovrà ora affrontare mesi di allestimento, verifiche e collaudi. Il debutto è programmato per il 7 agosto 2027 con una crociera di 14 giorni da Civitavecchia a Trieste, attraverso il Mediterraneo e l’Adriatico.
Prima di allora, il cantiere dovrà completare ogni ambiente e accertare il funzionamento dei sistemi di bordo. Soltanto dopo le prove in mare e le ultime verifiche la nave potrà essere consegnata alla compagnia.
Il 27 agosto, dunque, Sonata non è diventata una nave pronta a salpare. Ha però superato il confine più evidente tra uno scafo in costruzione e un’unità capace di galleggiare.
E mentre a Marghera comincia la fase dell’allestimento, il programma che porta il suo nome traccia già un orizzonte molto più lungo: cinque navi costruite in Italia e una collaborazione industriale destinata ad accompagnare Fincantieri e Oceania Cruises fino al 2037.
