
Costa Fortuna cambia identità in 12 settimane: dentro il maxi refit di Beachcomber a Belfast
Costa Fortuna cambia identità in 12 settimane: dentro il maxi refit di Beachcomber a Belfast
Il valore del contratto non è stato reso pubblico, ma il progetto produrrà una ricaduta stimata di 40 milioni di sterline sulla città. Atrio, spa, ristoranti, spazi per bambini, nightcflub e aree esterne saranno profondamente trasformati prima del debutto da Miami.
Ottantaquattro giorni per rimuovere o reinterpretare insegne, colori e ambientazioni costruiti attorno alla storia dei transatlantici italiani, sostituendoli con bar tropicali, musica dal vivo, piscine ridisegnate e l’immaginario informale di Margaritaville. È questa la scala industriale della trasformazione che attende Costa Fortuna quando, a settembre, terminerà il suo servizio per Costa Crociere e raggiungerà Belfast.
La nave da 102.587 tonnellate di stazza lorda, lunga 272 metri e dotata di 1.358 cabine entrerà nel grande bacino di Harland & Wolff alla fine di settembre. Il programma prevede 12 settimane di dry dock per convertirla in Margaritaville at Sea Beachcomber, futura ammiraglia della compagnia statunitense.
Non sarà un semplice cambio di livrea. Il progetto dovrà modificare in tre mesi il linguaggio visivo e alberghiero di una nave entrata in servizio nel 2003, preparando contemporaneamente scafo, aree pubbliche e sistemazioni degli ospiti per un mercato e un marchio completamente differenti.
Dall’ultima crociera Costa al bacino di Belfast
Il conto alla rovescia inizierà al Pireo. Costa Fortuna partirà il 4 settembre per la sua ultima crociera con Costa e tornerà nel porto greco l’11 settembre, concludendo la stagione d’addio già raccontata da Dream Blog.
Dopo la consegna al nuovo armatore, la nave dovrà trasferirsi dal Mediterraneo all’Irlanda del Nord. Navantia UK prevede il suo arrivo a Belfast entro settembre, mentre il periodo di cantiere dovrebbe iniziare negli ultimi giorni del mese.
Dodici settimane equivalgono a circa 84 giorni e portano la conclusione del dry dock verso la fine di dicembre. La programmazione commerciale attualmente pubblicata individua nel 9 gennaio 2027 la prima partenza da PortMiami; Margaritaville at Sea, nella propria comunicazione ufficiale, conferma più prudentemente l’avvio delle operazioni nel gennaio 2027.
Tra l’uscita dal bacino e l’imbarco dei primi passeggeri dovranno trovare spazio la traversata atlantica, le verifiche tecniche, gli adempimenti necessari al cambio di operatore e la preparazione alberghiera. Alcune lavorazioni potranno proseguire anche fuori dal bacino, ma la finestra rimane estremamente serrata.
Perché il refit non comincia quando la nave entra in bacino
La parte visibile del progetto durerà tre mesi, ma una trasformazione di questa portata comincia molto prima. Disegni, rilievi, approvvigionamento dei materiali, costruzione degli arredi e pianificazione delle squadre devono essere completati mentre Costa Fortuna è ancora in servizio.
È il principio che rende possibili i grandi refit: quando la nave arriva in cantiere, molti elementi sono già stati progettati o prefabbricati a terra. A bordo, squadre diverse lavorano contemporaneamente in più aree, rimuovendo gli allestimenti esistenti e installando quelli nuovi secondo una sequenza organizzata quasi ora per ora.
Il bacino non serve soltanto agli interni. Harland & Wolff dovrà sabbiare e riverniciare lo scafo nella nuova livrea Margaritaville, mentre procedono le attività alberghiere. Il risultato è un cantiere verticale distribuito su numerosi ponti, nel quale lavori strutturali, impiantistici, decorativi e di finitura devono convergere sulla stessa data di consegna.
Chi realizzerà Beachcomber
Harland & Wolff metterà a disposizione il bacino, le infrastrutture, le banchine e la forza lavoro specializzata del sito di Belfast. Una parte sostanziale del fit-out sarà affidata a MJM Marine e Mivan, società nordirlandesi appartenenti al Rathbane Group. Fra le imprese locali coinvolte è indicata anche Madden Marine.
Il perimetro già confermato comprende l’atrio centrale con il nuovo Flip Flop Bar, la spa, le strutture per bambini, i ristoranti specialty, il nightclub e le aree VIP esterne. Sono previsti inoltre interventi su altri spazi pubblici e sulle sistemazioni destinate agli ospiti.
Quest’ultima indicazione non significa però che tutte le 1.358 cabine verranno demolite e ricostruite integralmente. Le fonti parlano di lavori sulle accommodation e di nuove categorie e ambientazioni, ma non descrivono ancora il trattamento riservato a ogni singola cabina. È quindi più corretto parlare di un ampio programma di aggiornamento, senza trasformarlo in una ricostruzione totale non ancora documentata.

Le 40 milioni di sterline non sono il costo del refit
Anche il valore economico richiede una distinzione. Navantia UK definisce quello di Beachcomber un progetto da diversi milioni di sterline, ma né il cantiere né Margaritaville at Sea hanno comunicato il prezzo del contratto o l’investimento complessivo sostenuto per la conversione.
La cifra di 40 milioni di sterline apparsa nelle comunicazioni riguarda invece la ricaduta economica stimata per la regione di Belfast. Comprende l’impiego del cantiere e delle sue infrastrutture, il lavoro delle maestranze, gli incarichi assegnati alla filiera locale e i servizi necessari durante la permanenza della nave.
Non è dunque corretto descrivere Beachcomber come un “refit costato 40 milioni di sterline”. Quella somma misura il valore che il progetto dovrebbe generare sul territorio, mentre il costo effettivo dell’operazione resta riservato.
La differenza non è soltanto contabile. Mostra quanto una singola nave possa attivare, per poche settimane, una filiera industriale che comprende carpenteria, impiantistica, falegnameria navale, logistica, verniciatura, progettazione e forniture alberghiere.
Dall’heritage italiano all’universo Margaritaville
La difficoltà più interessante non sarà però soltanto tecnica. Costa Fortuna è stata concepita come omaggio ai grandi transatlantici italiani: il Teatro Rex, i ristoranti Michelangelo e Raffaello, il Grand Bar Conte di Savoia e numerosi altri ambienti costruiscono un racconto legato alla storia della navigazione e della compagnia.
Beachcomber dovrà parlare una lingua opposta. Il nuovo piano degli spazi ruota attorno a nomi come Flip Flop Bar, 5 o’Clock Somewhere, License to Chill e Same Boat, il locale musicale sviluppato con Zac Brown. Piscine, ristorazione e intrattenimento saranno inseriti in un’estetica tropicale, pop e dichiaratamente americana, già approfondita da Dream Blog attraverso le nuove venue della nave.
Il refit dovrà quindi sostituire una narrazione con un’altra senza poter modificare l’architettura fondamentale della nave. Scale, volumi, ponti e grandi spazi resteranno quelli di Costa Fortuna; materiali, colori, funzioni e segnaletica dovranno farli percepire come parte di un prodotto nuovo.
Non è stato ancora comunicato quali testimonianze dell’allestimento storico verranno conservate. Proprio questo potrebbe diventare uno degli aspetti più osservati dagli appassionati: quanta Costa Fortuna resterà riconoscibile sotto la nuova identità?
Belfast torna al centro dei grandi refit
Per Harland & Wolff non si tratta del primo incarico ricevuto da Margaritaville at Sea. Nel 2024 il cantiere aveva già trasformato Costa Atlantica in Margaritaville at Sea Islander. Il ritorno dello stesso cliente con una nave più grande rappresenta ora il più importante progetto di rivitalizzazione crocieristica ottenuto a Belfast dopo l’acquisizione del sito da parte di Navantia UK.
Il gruppo spagnolo punta a trasferire in Irlanda del Nord competenze maturate soprattutto a Cadice, dove dichiara oltre cento grandi interventi su navi da crociera. Belfast offre due bacini di grandi dimensioni, più di 1.300 metri di banchine e capacità di ingegneria pesante: infrastrutture che Navantia vuole riportare stabilmente nel mercato europeo delle riparazioni e delle conversioni.
Beachcomber diventa così anche un test per il rilancio industriale del cantiere. Se il programma verrà completato nei tempi previsti, Belfast avrà dimostrato di poter gestire una delle conversioni alberghiere più complesse dell’anno e una nave sensibilmente più grande della precedente Islander.
Il 9 gennaio comincerà la verifica più importante
Dal gennaio 2027 Beachcomber opererà da Miami crociere da quattro a otto notti verso Caraibi orientali e meridionali. Sarà la nave più grande della flotta Margaritaville at Sea e porterà la compagnia in una fase diversa della propria crescita.
Prima, però, dovrà superare una trasformazione nella quale ogni settimana rappresenterà un passaggio decisivo. Il successo non si misurerà soltanto nella puntualità della consegna o nella nuova livrea, ma nella capacità di far dimenticare ai nuovi ospiti che stanno entrando in una nave progettata più di vent’anni prima per raccontare un mondo completamente diverso.
Per chi ha navigato su Costa Fortuna, la domanda sarà inevitabilmente un’altra: entrando nel nuovo atrio di Beachcomber, riuscirà ancora a riconoscere la nave dei propri ricordi?
