mercoledì, Settembre 16, 2026

Che cosa succede quando a una nave da crociera tolgono tutta l’acqua da sotto?

Che cosa succede quando a una nave da crociera tolgono tutta l’acqua da sotto?

AIDAmar è entrata in bacino a Rotterdam con circa 2.000 passeggeri imbarcati. Un’operazione eccezionale, trasformata in esperienza, che permette di scoprire come una nave venga sollevata fuori dall’acqua senza utilizzare alcuna gru.

Immaginate di affacciarvi da una nave da crociera e di vedere, al posto del mare, il fondo di un enorme bacino. Sotto lo scafo non c’è più acqua: soltanto una serie di supporti sui quali poggiano migliaia di tonnellate di acciaio. E, per una volta, eliche, timoni e l’intera carena sono visibili dall’esterno.

È quanto hanno potuto osservare i passeggeri di AIDAmar il 5 luglio 2026, durante una crociera di cinque notti partita da Warnemünde due giorni prima. La nave, lunga 253 metri, è entrata nel bacino numero 6 di Damen Shiprepair Rotterdam con circa 2.000 ospiti imbarcati. L’impianto misura 275 metri di lunghezza e 40,3 di larghezza: uno spazio sufficientemente grande per accogliere la nave, ma con margini che rendono evidente la precisione richiesta dall’operazione.

La sosta di 24 ore a Rotterdam non era una semplice visita in porto. L’obiettivo era effettuare l’ispezione annuale della parte inferiore dello scafo, normalmente nascosta sotto la superficie. La particolarità non risiedeva tanto nell’intervento tecnico, considerato ordinario dal cantiere, quanto nella presenza dei passeggeri durante l’ingresso e lo svuotamento del bacino.

Prima galleggia, poi si posa

Un bacino di carenaggio può essere immaginato come una grande vasca collegata al mare e chiusa da una porta stagna. Prima dell’arrivo della nave, sul fondo vengono predisposti i blocchi sui quali dovrà poggiare lo scafo. La loro posizione non viene scelta a occhio: segue uno specifico piano di bacino, elaborato in base alla forma della carena, alla distribuzione dei pesi e ai punti strutturali capaci di sostenere la nave.

Con il bacino pieno e il livello dell’acqua allineato a quello esterno, la porta viene aperta e la nave entra ancora galleggiando. Cavi, argani e, quando necessario, rimorchiatori consentono di collocarla esattamente sopra la linea dei supporti. Anche uno scostamento apparentemente modesto potrebbe diventare significativo quando il peso smette di essere sostenuto dall’acqua.

Una volta raggiunta la posizione prevista, la porta viene chiusa e le pompe iniziano a svuotare il bacino. La nave non viene dunque sollevata da una gru: è l’acqua che scende progressivamente intorno allo scafo.

Nella prima fase l’unità continua a galleggiare. Poi la chiglia entra in contatto con i blocchi predisposti sul fondo e, mentre il livello cala ancora, la spinta di galleggiamento diminuisce. Il peso passa gradualmente dall’acqua ai sostegni, mentre il personale controlla costantemente posizione, assetto e stabilità. Eventuali supporti laterali contribuiscono a mantenere lo scafo fermo.

Al termine dello svuotamento la nave non è sospesa, ma poggia saldamente su una struttura preparata per sostenerla. È probabilmente questo il momento più sorprendente per chi osserva l’operazione: una costruzione concepita per vivere sull’acqua si trasforma temporaneamente in un edificio appoggiato sul fondo di una gigantesca vasca.

La parte della nave che i passeggeri non vedono mai

Che cosa succede quando a una nave da crociera tolgono tutta l’acqua da sotto?Quando l’acqua scompare, diventa accessibile un mondo normalmente invisibile. I tecnici possono esaminare la carena, verificare lo stato dei rivestimenti protettivi e individuare corrosione, incrostazioni o eventuali danneggiamenti.

Diventano raggiungibili anche eliche, timoni, stabilizzatori, thruster di prua e di poppa, prese a mare, sensori e anodi sacrificali, progettati per proteggere lo scafo dalla corrosione. A seconda del programma dei lavori, il bacino può servire per pulire e riverniciare la carena, controllare spessori e saldature, intervenire sugli organi di governo o sostituire componenti che non potrebbero essere raggiunti con la nave in acqua.

Nel caso di AIDAmar lo scopo era più circoscritto: consentire l’annuale ispezione del fondo, non realizzare un lungo refit degli spazi interni. È una distinzione importante. Il bacino di carenaggio può ospitare trasformazioni che durano settimane, ma anche controlli tecnici molto più rapidi, come quello inserito nella tappa olandese della crociera.

Perché mantenere 2.000 passeggeri a bordo è così insolito

Le navi entrano regolarmente in bacino con l’equipaggio presente. Farlo durante una crociera, con circa 2.000 ospiti imbarcati, cambia però completamente la complessità organizzativa.

Damen Shiprepair Rotterdam si trova nell’area industriale di Botlek ed è un sito soggetto al codice ISPS, il sistema internazionale che disciplina la security di navi e strutture portuali. Migliaia di persone dovevano quindi poter entrare e uscire dal cantiere attraverso percorsi controllati, senza interferire con le attività tecniche e rispettando le procedure previste per un ambiente industriale.

Il cantiere ha trasformato questa necessità in parte dell’esperienza. È stata allestita una mostra dedicata alla storia dello stabilimento e ai precedenti lavori realizzati per AIDA Cruises e Carnival Corporation. Una piattaforma temporanea ha permesso ai passeggeri di osservare e fotografare AIDAmar completamente fuori dall’acqua, mentre un’area coperta garantiva l’accesso agli autobus utilizzati per le escursioni nei Paesi Bassi. Tutti i percorsi erano accessibili anche alle persone in sedia a rotelle.

Agli ospiti è stata inoltre consegnata una borsa con piccoli souvenir olandesi, fra i quali portachiavi a forma di zoccolo e stroopwafel personalizzati Damen. Dettagli leggeri, ma capaci di trasformare un’ispezione tecnica in uno dei momenti più insoliti della crociera.

Come torna a galleggiare

Conclusi i controlli, il procedimento viene eseguito al contrario. Il bacino viene riempito gradualmente e l’acqua ricomincia a sostenere una quota crescente del peso. Quando la nave riacquista completamente la propria galleggiabilità, vengono effettuate le verifiche necessarie, la porta si apre e l’unità può tornare in mare.

Per i passeggeri di AIDAmar, la sosta a Rotterdam ha mostrato qualcosa che solitamente rimane confinato agli addetti ai lavori. Una nave da crociera non è soltanto ciò che appare sopra la linea di galleggiamento: sotto piscine, cabine e ristoranti esiste una complessa infrastruttura sommersa, essenziale per navigare, manovrare e mantenere efficiente lo scafo.

Quasi sempre la vediamo entrare in porto circondata dall’acqua. Quella volta, invece, circa 2.000 persone hanno potuto osservarla come probabilmente non la rivedranno mai più: immobile, completamente all’asciutto e con il mare temporaneamente tolto da sotto i piedi.

 

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Filippo

Cruise blogger, amante del mare, degli orizzonti infiniti e dei tramonti infuocati. Il primo viaggio in nave nel 1988 è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Da allora, oltre 40 crociere all'attivo trascorse a bordo di numerose navi e compagnie. Blogger per passione, ogni esperienza rappresenta per me una nuova avventura da vivere con entusiasmo. Viaggiare allarga la mente e lo spirito, farlo per mare ci avvicina a noi stessi.

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