giovedì, Ottobre 8, 2026
Porti

Marsiglia verso 2,8 milioni di crocieristi: il record è soltanto una parte del piano

Marsiglia verso 2,8 milioni di crocieristi: il record è soltanto una parte del piano

Nel 2026 il porto francese punta a 750 scali, attiva l’elettrificazione delle banchine, prepara un terminal premium e vuole far crescere il traffico homeport. Il messaggio al Mediterraneo è chiaro: non basta accogliere più navi, bisogna costruire più valore attorno a loro.

Marsiglia si avvicina a un nuovo record crocieristico, ma sarebbe riduttivo leggere la notizia soltanto attraverso i numeri. La previsione per il 2026 parla di circa 2,8 milioni di passeggeri e 750 scali, dopo gli oltre 2,6 milioni di ospiti e le 660 toccate registrate nel 2025. Una crescita importante, certo. Ma il progetto del porto francese prova a tenere insieme quattro obiettivi che raramente avanzano con la stessa velocità: volumi, sostenibilità, qualità dell’accoglienza e ricaduta economica sulla città.

È questo l’aspetto più interessante della strategia: Marsiglia non vuole limitarsi a essere uno scalo molto frequentato del Mediterraneo. Vuole diventare un porto capace di gestire meglio le navi, distribuire meglio i flussi e trattenere sul territorio una parte più rilevante del valore generato dalla crocieristica.

Il porto MSC più frequentato al mondo

La scala dell’attività è evidente soprattutto guardando a MSC Crociere. La compagnia realizza a Marsiglia fra 280 e 300 scali l’anno: un volume che rende per MSC il porto francese il primo al mondo per numero di toccate.

Costa e MSC restano i due pilastri della programmazione, ma il calendario 2026 comprende 36 compagnie e un ventaglio di navi molto più diversificato rispetto al passato. Accanto ai grandi marchi del contemporary, il porto attende anche nuovi protagonisti del segmento alto di gamma, come Four Seasons Yachts, Vidanta e Orient Express Sailing Yachts, oltre a diversi maiden call.

Il record, però, non viene presentato come una corsa a chi accoglie più passeggeri. L’obiettivo dichiarato da Cruise Marseille Provence è migliorare la qualità delle soste, distribuire i visitatori e accrescere i benefici per il territorio. Una precisazione importante, soprattutto in un Mediterraneo dove la crescita delle crociere pone sempre più spesso una domanda: quanti passeggeri può accogliere una città senza trasformare il successo in pressione?

Quattro banchine elettrificate, tre grandi navi collegate insieme

Il cambiamento più concreto è arrivato l’11 aprile, quando Marsiglia ha attivato il collegamento elettrico da terra per le navi da crociera. Le quattro banchine disponibili mettono a disposizione 48 megawatt di potenza: abbastanza per alimentare contemporaneamente tre grandi navi, oppure due grandi unità e due più piccole.

In termini semplici, la shore power permette alla nave ormeggiata di spegnere i propri motori ausiliari e collegarsi alla rete elettrica del porto. Non rende una crociera automaticamente “a emissioni zero” — la navigazione resta un capitolo distinto — ma riduce rumore e emissioni locali proprio nella fase in cui la nave si trova accanto alla città.

Il dato più rilevante è il livello di preparazione della flotta. Delle 110 navi attese a Marsiglia nel 2026, il 70% è già predisposto per la connessione; queste unità rappresentano circa l’80% degli scali programmati. Il porto dichiara inoltre di fornire elettricità verde e di aver anticipato di quattro anni la scadenza europea fissata al 2030 per le infrastrutture di alimentazione a terra.

Per una destinazione crocieristica, l’elettrificazione non è soltanto una voce tecnica. È un passaggio essenziale nel rapporto con i residenti: meno fumi visibili, meno rumore in banchina e una risposta concreta a una delle obiezioni più frequenti sollevate nelle città portuali.

Marsiglia verso 2,8 milioni di crocieristi: il record è soltanto una parte del piano

J4, il terminal che guarda al lusso

Marsiglia sta lavorando anche sull’altro estremo del mercato: quello delle piccole navi di lusso e dei grandi yacht. Il terminal J4, collocato in posizione centrale vicino al Vieux-Port e al quartiere storico del Panier, può oggi accogliere unità lunghe fino a 205-210 metri e con circa mille passeggeri.

La struttura permanente premium è prevista per il 2028. Per ora il terminal utilizza infrastrutture funzionali, ma il progetto ha un significato strategico molto chiaro: offrire alle compagnie di alta gamma un punto di approdo più vicino alla città, con un’esperienza più coerente con il loro prodotto e con maggiori possibilità di homeporting.

Non è una scelta in contrasto con i grandi numeri. Al contrario, Marsiglia punta a costruire un portafoglio più equilibrato: megaship in grado di sostenere i volumi, navi premium e luxury capaci di generare una spesa più distribuita e una relazione più immediata con il centro urbano.

La partita decisiva si gioca sull’homeport

Il vero obiettivo economico, però, è far crescere il peso delle crociere con imbarco e sbarco a Marsiglia. Oggi il traffico homeport rappresenta circa il 30% del totale; il traguardo indicato è il 50%.

La differenza è sostanziale. Un passeggero in transito visita la città per poche ore. Un passeggero che parte o termina la crociera ha maggiori probabilità di arrivare in anticipo, dormire in hotel, utilizzare l’aeroporto, cenare in città e prolungare il viaggio. Per il territorio, quindi, non conta soltanto quante persone passano dal terminal, ma quanto tempo restano e quali servizi attivano.

In questa prospettiva va letta la nuova rotta diretta United tra Marsiglia e Newark Liberty Airport, programmata dal 5 giugno al 30 ottobre 2027. Il collegamento quotidiano con New York, operato con Airbus A321XLR, non riguarda esclusivamente il turismo statunitense: rafforza l’accessibilità internazionale della città e rende più credibile l’ambizione di attrarre viaggiatori long-haul anche per le crociere in partenza dalla Provenza.

Più che un confronto, una lezione per il Mediterraneo

Non avrebbe senso trasformare il caso Marsiglia in una classifica contro i porti italiani. Ogni scalo ha una geografia, una struttura urbana e un mercato di riferimento diversi. Ma il modello francese offre uno spunto molto concreto.

La competitività di un porto crocieristico non dipende più soltanto da banchine, terminal e calendario delle compagnie. Dipende dalla capacità di collegare elettrificazione, voli, ospitalità, mobilità urbana, rapporto con i residenti e segmentazione dell’offerta. In altre parole: dalla capacità di fare sistema.

Marsiglia sembra aver scelto questa strada. Se raggiungerà davvero i 2,8 milioni di passeggeri, il risultato sarà notevole. Ma la notizia più significativa è un’altra: il porto non sta progettando soltanto come far arrivare più navi. Sta provando a decidere che cosa quelle navi possono lasciare alla città, una volta spenti i motori in banchina.

 

Iscriviti alla Newsletter del Dream Blog Cruise Magazine!

Filippo

Cruise blogger, amante del mare, degli orizzonti infiniti e dei tramonti infuocati. Il primo viaggio in nave nel 1988 è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Da allora, oltre 40 crociere all'attivo trascorse a bordo di numerose navi e compagnie. Blogger per passione, ogni esperienza rappresenta per me una nuova avventura da vivere con entusiasmo. Viaggiare allarga la mente e lo spirito, farlo per mare ci avvicina a noi stessi.

0 0 Voti
Valuta l'articolo
Subscribe
Notificami
0 Commenti
Meno recenti
Più recenti I più votati
0
Cosa ne pensi? Lascia il tuo commentox
×