venerdì, Agosto 28, 2026

Perché il ponte della piscina si chiama Lido? La storia che quasi nessun crocierista conosce

Perché il ponte della piscina si chiama Lido? La storia che quasi nessun crocierista conosce

Ci avete mai fatto caso? Su tantissime navi il ponte della piscina si chiama Lido Deck.

È il luogo delle prime colazioni all’aperto, dei lettini conquistati all’alba, dei tuffi, delle feste in piscina e di quelle passeggiate verso il buffet che, misteriosamente, iniziano senza fame e terminano con un piatto pieno.

Ma perché proprio “Lido”? Per quale ragione una parola italiana è entrata nel vocabolario internazionale delle crociere?

La risposta parte da Venezia, attraversa l’epoca d’oro dei grandi transatlantici e arriva fino alle moderne navi da crociera.

Prima delle navi c’era il Lido di Venezia

In italiano, la parola lido indica una riva, una spiaggia o un tratto di costa. Deriva dal latino litus, che significa appunto litorale o riva del mare. Nel tempo, però, il termine ha assunto anche un significato più specifico: quello di spiaggia attrezzata e località dedicata alla balneazione.

A rendere la parola famosa oltre i confini italiani fu soprattutto il Lido di Venezia, la sottile isola che separa la laguna veneziana dal mare Adriatico.

Nella seconda metà dell’Ottocento il Lido iniziò a trasformarsi in una delle località balneari più eleganti d’Europa. Un grande stabilimento era già attivo nel 1857; nel 1872 nacque la Società Civile Bagni Lido e vennero organizzati collegamenti con Venezia. Tra la fine del secolo e i primi anni del Novecento arrivarono ville, stabilimenti moderni e alberghi come il Des Bains e l’Excelsior.

Il Lido diventò sinonimo di villeggiatura raffinata: mare, sole, cabine sulla spiaggia, grandi hotel e una clientela composta dall’aristocrazia e dalla borghesia internazionale.

Non indicava più soltanto un luogo geografico. Evocava un vero stile di vita.

Quando “lido” divenne una parola internazionale

Proprio grazie alla fama della località veneziana, il nome cominciò a essere utilizzato anche fuori dall’Italia per descrivere stabilimenti balneari, piscine all’aperto e luoghi dedicati al nuoto e al relax.

Merriam-Webster registra l’uso inglese di lido già nel 1860 e spiega che il successo del Lido veneziano portò il termine a essere applicato ad altre località balneari alla moda. Nel Regno Unito la parola sarebbe poi diventata particolarmente comune per indicare le piscine pubbliche all’aperto, protagoniste di una vera espansione durante gli anni Trenta.

Quando i progettisti navali iniziarono a creare sulle navi spazi aperti con piscina, bar e zone prendisole, “lido” risultò quindi una scelta quasi naturale.

Quel ponte doveva riprodurre in mare l’atmosfera di una località balneare: non più soltanto un’area tecnica esposta al vento, ma una terrazza dedicata al piacere della vacanza.

La svolta arrivò con il transatlantico Augustus

Uno dei passaggi decisivi risale al 1927.

Perché il ponte della piscina si chiama Lido? La storia che quasi nessun crocierista conosce
Una giornata sul Ponte Lido dell’Augustus

Secondo la ricostruzione storica di Fincantieri, il transatlantico italiano Augustus, costruito a Genova Sestri, fu la prima nave dotata di un vero Ponte Lido con piscina all’aperto. Anche gli archivi dedicati ai grandi transatlantici italiani lo descrivono come il primo liner atlantico con un lido permanente e una piscina esterna.

L’area era destinata alla prima classe e comprendeva piscina, bar, spogliatoi e una passeggiata panoramica. Non era una semplice vasca sistemata sul ponte: rappresentava un nuovo modo di vivere il viaggio per mare.

Fino ad allora, sulle grandi navi gli spazi esterni erano utilizzati soprattutto per passeggiare, prendere aria e praticare giochi di coperta. Le piscine esistevano già su alcuni transatlantici, ma spesso erano collocate all’interno dello scafo, nei ponti inferiori.

Con Augustus, invece, il bagno uscì all’aperto.

Il successo fu tale che, secondo l’Archivio storico della Regione Liguria, i transatlantici italiani progettati successivamente iniziarono a prevedere piscine sui ponti scoperti. Sul celebre Rex, per esempio, la piscina esterna disponeva perfino di uno scivolo.

Un piccolo pezzo di Venezia in mezzo al mare

Chiamare quello spazio “Ponte Lido” significava comunicare immediatamente la sua funzione.

Era la spiaggia della nave.

Il mare circondava i passeggeri, ma non era raggiungibile. Il ponte con piscina, sedie a sdraio e servizio bar ricreava quindi a bordo una versione controllata ed elegante della villeggiatura balneare.

Il nome portava inoltre con sé tutto l’immaginario del Lido di Venezia: grandi alberghi, mondanità, sole, costumi da bagno e giornate trascorse tra acqua e terrazze.

In pratica, le compagnie non stavano vendendo soltanto una piscina. Stavano promettendo che il viaggio in transatlantico avrebbe contenuto anche una vacanza al mare.

Dal luogo più esclusivo al ponte più frequentato

Il significato è rimasto, ma il pubblico è cambiato.

Sui transatlantici degli anni Venti il Ponte Lido era inizialmente associato agli ambienti più esclusivi, spesso riservati ai passeggeri di prima classe. Sulle moderne navi da crociera è invece uno degli spazi più democratici e frequentati.

È normalmente qui che si trovano la piscina principale, gli idromassaggi, i lettini, i bar e una parte della ristorazione informale. In molte navi il buffet si affaccia proprio sul ponte piscina, permettendo ai passeggeri di alternare un bagno a una pizza, un hamburger o un gelato senza dover cambiare zona.

Il Lido Deck è diventato il centro della vita diurna: tranquillo alle prime ore del mattino, affollato durante le giornate di navigazione e spesso trasformato in spazio per feste, musica o cinema sotto le stelle.

Da salotto balneare della prima classe a piazza principale della nave: in quasi cento anni il Ponte Lido ha compiuto un notevole viaggio sociale.

Non tutte le compagnie lo chiamano ancora Lido Deck

Il nome è famosissimo, ma non rappresenta una regola nautica universale.

Alcune compagnie continuano a utilizzare apertamente “Lido Deck”; altre preferiscono definizioni come Pool Deck, Sun Deck o Resort Deck. Celebrity Cruises, per esempio, usa oggi quest’ultima denominazione, pur riconoscendo che lo spazio corrisponde al tradizionale ponte Lido.

Inoltre, il Lido non occupa necessariamente lo stesso numero di ponte su tutte le navi. Può trovarsi sul ponte 9, 10, 11 o ancora più in alto, a seconda delle dimensioni e della configurazione dell’unità.

Il nome descrive quindi soprattutto una funzione, non una posizione precisa.

E come si pronuncia?

In italiano non ci sono dubbi: Lì-do.

Nel mondo anglosassone si possono ascoltare sia una pronuncia vicina all’italiano, “lee-doh”, sia la variante britannica “lie-doh”. Entrambe vengono utilizzate, anche se la prima conserva più chiaramente l’origine veneziana della parola.

Così, la prossima volta che qualcuno proporrà di incontrarsi sul Lido Deck, saprete che non sta semplicemente indicando il ponte della piscina.

Sta pronunciando il nome di una località veneziana che, più di un secolo fa, rappresentava il sogno europeo della villeggiatura al mare.

E ogni volta che prendiamo il sole accanto alla piscina di una nave, continuiamo inconsapevolmente quella storia.

Un piccolo pezzo del Lido di Venezia naviga ancora con noi.

 

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Filippo

Cruise blogger, amante del mare, degli orizzonti infiniti e dei tramonti infuocati. Il primo viaggio in nave nel 1988 è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Da allora, oltre 40 crociere all'attivo trascorse a bordo di numerose navi e compagnie. Blogger per passione, ogni esperienza rappresenta per me una nuova avventura da vivere con entusiasmo. Viaggiare allarga la mente e lo spirito, farlo per mare ci avvicina a noi stessi.

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