Ma e’ mal di mare … o di terra?

Spesso, quando parlo della possibilità di una vacanza in crociera a chi a bordo di una nave da crociera non ci è mai stato, mi ritrovo di fronte ad una obiezione comune: quella legata alla paura del mal di mare.
Uno stereotipo che da sempre mi incuriosisce. E che di fatto però per molti costituisce un ostacolo, forse più "psicologico", al provare l’esperienza di una vacanza sul mare.

 

Prendo spunto da due dei luoghi comuni riportati nel nostro decalogo "Odi et amo":

Non sopporto quelli che dicono "la nave balla" … ma non ha ancora mollato gli ormeggi!

Non sopporto quelli che, durante la cena, quando le tende chiuse di fronte alle finestre ti impediscono di scorgere la superficie del mare, fissano il vino nel bicchiere per vedere se la nave balla: e che dovrebbe fare? Siamo in mare!

A voi è mai capitato di trovarvi immobili a percepire ogni più piccolo movimento della nave per cercare di capire se farvi venire o meno il mal di mare?

Intendiamoci. Che la nave – ma solo in navigazione eh! – possa a volte subire dei movimenti in funzione delle condizioni del mare è assolutamente scontato. Ma anche naturale: siamo in mare aperto! Così come sono naturali le vibrazioni di un treno in corsa, o di qualunque altro mezzo di trasporto in generale.

Ma l’aspetto che mi incuriosisce maggiormente è quello forse più psicologico che si instaura talvolta in alcune persone. Quello per cui cioè – mi pare di percepire – si è colti da una sorta di preventiva paura di avere paura.  😀

Lo stereotipo del bicchiere sembra una battuta: durante una recente crociera, in navigazione in un mare assolutamente piatto, due coppie di sposini conosciuti a bordo cadevano spesso in un silenzioso immobilismo ad ogni anche più lieve sobbalzo. Finché uno dei quattro ha trovato il coraggio di confessare che cercava di capire se la nave stava realmente ballando o meno. Si concentravano cioè nel tentativo di capire se era il caso di iniziare ad avere paura del mal di mare!

Questo mi ha fatto pensare che forse la sensazione del mal di mare non è in realtà un malessere fisico poi così diffuso. Anche perché i movimenti di rollio (quelli cioè per cui la nave oscilla ritmicamente lungo il suo asse longitudinale), che sono poi quelli tipici della navigazione e che possono talvolta dare fastidio, sono ormai egregiamente contrastati dalle pinne stabilizzatrici, piccole superfici mobili installate nella parte immersa dello scafo che fungono da vere e proprie ali, con lo scopo di ridurre al minimo l’ampiezza di queste oscillazioni.

E poi, cos’altro aggiungere? Non trovate che se la nave è troppo ferma non sembra nemmeno di essere in navigazione e si ha quasi la sensazione di perdere parte del fascino di un viaggio simile? Il dondolio della nave non è forse uno degli ingredienti fondamentali per lo straniamento e l’allontanamento dalle preoccupazioni terrestri? Un ottimo ausilio per entrare nella dimensione parallela di una crociera?

Sono certo di sì. Certo anche del fatto che proprio quegli stessi che soffrono, o pensano di soffrire, il mal di mare, dopo una traverstata un po’ ballerina si assueferebbero al movimento! E sbarcando a terra, invece di essere sollevati… verrebbero colti dalla sindrome del mal di terra!  😀

Personalmente non l’ho mai provata. Ma l’ho vista riflessa sul viso di un compagno di cena. L’ho sperimentato fisicamente quando, in una sosta nel lungo viaggio da Casablanca a Marakech, mi è quasi crollato addosso come se il negozio vicino… avesse affrontato una gigantesca onda!

E voi, che rapporto avete con onde, rollii e beccheggi? Vi fate cullare e portare virtualmente lontano dai dolci movimenti di acqua e aria o siete terrorizzati all’idea? E poi, esisterà realmente il mal di mare o … si tratterà in realtà di mal di terra?  

Filippo

Cruise blogger, amante del mare, degli orizzonti infiniti e dei tramonti infuocati. Il primo viaggio in nave nel 1988 è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Da allora, oltre 40 crociere all'attivo trascorse a bordo di numerose navi e compagnie. Blogger per passione, ogni esperienza rappresenta per me una nuova avventura da vivere con entusiasmo. Viaggiare allarga la mente e lo spirito, farlo per mare ci avvicina a noi stessi.