venerdì, Agosto 28, 2026

Il memoriale del comandante «Una mano divina sulla mia testa» – Rassegna Stampa D.B. Cruise Magazine

Il programma «Quinta Colonna» ha anticipato il documento scritto da Schettino ai suoi legali. Ecco il testo integrale

«Egregio avvocato, come da Lei suggerito le scrivo per mettere meglio a fuoco le mie emozioni e per approfondire le mie emozioni e sensazioni nella notte del naufragio. Ripercorrere interamente quegli istanti, per me, non è cosa semplice, ma mi rendo conto che è necessario farlo…

Subito dopo l’urto ho disposto tre ordini in successione che sono stati vitali per evitare ciò che definisco l’inimmaginabile, ovvero la catastrofe 1) Chiudere le porte stagne a poppa, ordine dato a prescindere dal fatto che dovevano essere già mantenute chiuse… 2) Il timone tutto a dritta, perchè era evidente che altrimenti, mantenendo il timone a sinistra e con la spinta (ndr la sostituisco alla parola abbrivio) ci saremmo schiantati con la prora contro l’isola.. 3) Il nostromo a prora, pronto a dare fondo all’ancora, per fermare la nave in caso iniziasse lo scarroccio incontrollato verso terra Hanno chiamato esperti dall’estero per farsi spiegare la mia manovra dopo l’urto, ma – mi chiedo – cosa c’era da capire?

L’iniziale curva a destra per evitare l’ostruzione, poi la curva a sinistra per rallentare la scodata della poppa e poi la virata a dritta che porta la nave a disimpegnarsi dall’isola… Il successivo scarroccio (cioè l’avvicinamento verso terra) non è stato interrotto gettando l’ancora ed è lì, in quel momento, che ho compiuto la scelta definitiva che oserei definire “solenne”. La scelta di effettuare la valutazione dei danni e di guadagnare nel frattempo la costa, portando la nave su un basso fondale, per evitare che affondasse. Ho creato così le condizioni ottimali per salvare tutti, indipendentemente da come si sviluppavano gli eventi. La nave è infatti la miglior scialuppa di salvataggio che possa esistere. Il comandante può prendersi il tempo che serve per valutare l’emergenza senza creare panico: il responsabile è solo lui, prima davanti a Dio e poi davanti agli uomini. C’è chi, a verbale, ha dichiarato che l’impatto con la poppa è stato causato da una mia allucinazione, un’allucinazione che mi avrebbe fatto virare a destra provocando la scodata verso sinistra… Altro che allucinazione! Piuttosto è stato il mio fiuto, il mestiere, il saper riconoscere il mare a farmi fare quella sterzata repentina a dritta.

Nessuno, fino a quel momento, mi aveva avvisato che avevamo superato il punto di accostata fissato sulla rotta. Per fortuna ho visto della schiumetta bianca sulla mia sinistra. E’ stato un segno che mi ha fatto dare ordine di virare a dritta, per puro istinto. In quel momento una mano divina si è sicuramente posata sulla mia testa. Se avessi continuato su quella rotta, avremmo colpito lo scoglio con la prua. Sarebbe stata un’ecatombe. Altro che conta dei compartimenti per stabilirne la galleggiabilità! Si sarebbero trovati tutti scaraventati in aria per l’impatto. Dopo qualche minuto saremmo finiti tutti in acqua, probabilmente a testa in giù. Altro che emergenza generale in ritardo! Altro che abbandono della nave: ragionamenti di questo tipo non si sarebbero neanche potuti ipotizzare… Oggi mi fa rabbia e tristezza ascoltare il contenuto della scatola nera, osservare il radar degli attimi prima dell’incidente. Ma ogni mia pena e rammarico è in minima parte alleviato dalla consapevolezza di avere evitato, virando, una strage.

Non è mio costume biasimare gli altri, voglio solo precisare che fino all’ultimo – e anche dopo l’incidente – è stato negato che stavamo percorrendo una rotta che ci avrebbe portato direttamente sugli scogli. Subito dopo l’incidente, avrei potuto affermare: “Ma dove mi avete fatto sbattere? Cosa mi avete fatto combinare?” … ma non sono un codardo, in quel momento bisognava essere lucidi, la pirorità non era individuare i colpevoli, ma agire, senza perdere la calma. Il dilemma era: evacuare o non evacuare la nave? Evacuare oltre 4000 persone con una nave in movimento ha i sui rischi. Disporlo sarebbe stato quasi una liberazione per me, ma la coscienza non mi ha concesso di farlo a cuor leggero… Il rischio che le vittime fossero maggiori nessuno lo ha messo in conto, nessuno ne ha parlato ma era una concreta possibilità. A causa del black out, non ho potuto utilizzare il computer dedicato al calcolo dei parametri nautici in caso di falla. Non averlo, ha reso ogni scelta più gravosa e difficile. Soltanto quando mi hanno riferito la situazione di allagamento dei tre compartimenti e quando ho capito cosa realmente stava accadendo sotto i miei piedi, ho ordinato l’abbandono e, nel contempo, ho lasciato scarrocciare la nave su un fondale più basso… Se avessimo sbarcato più al largo, su un fondale più alto, il rischio era di un affondamento totale.

Mi rincuora vedere che i dati emersi dall’analisi della scatola nera confermano le mie dichiarazioni rese quando sono stato interrogato. Come Le ho sempre detto, ho applicato un piano che man mano si disegnava nella mia mente. Altrimenti non avrei potuto nè riferirlo nè ricordarlo. Attaccare me e il mio comportamento è stata la cosa più facile fin dall’inizio. Questa vicenda ha responsabilità e dinamiche molto più complesse. Io sono stato sempre sicuro delle mie dichiarazioni, tanto che ho sperato fino all’ultimo che fossero salvati i dati della scatola nera La nave si è ribaltata di colpo. Ha fatto mancare il terreno sotto i piedi a me e a tutti coloro che erano con me sul lato destro. E’ triste per un comandante dover ricorrere alle testimonianze di altri per essere creduto. Il mio cordoglio va alle famiglie colpite negli affetti più forti. Il loro dolore è anche il mio e mi sento di ribadirlo con forza, con sincera ed affranta partecipazione. La nave sarà ricostruita, le assicurazioni ci sono per questo. La Concordia è già oggetto di disputa per la ricaduta economica che crea il suo smantellamento, ma le persone non potranno purtroppo ritornare in vita e le ferite più profonde rimarranno a poche persone. E per tutta la vita Francesco Schettino»

.

Fonte: Corriere della Sera

Filippo

Cruise blogger, amante del mare, degli orizzonti infiniti e dei tramonti infuocati. Il primo viaggio in nave nel 1988 è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Da allora, oltre 40 crociere all'attivo trascorse a bordo di numerose navi e compagnie. Blogger per passione, ogni esperienza rappresenta per me una nuova avventura da vivere con entusiasmo. Viaggiare allarga la mente e lo spirito, farlo per mare ci avvicina a noi stessi.

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armato daniela
9 Luglio 2012 08:03

BUOONGIORNO..premettendo che non lo voglio difendere…ma io ci credo che e’una persona sincera e coerente con quello che dice…a parte l’attimo umano di panico che credo avrebbe colpito chiunque..e non vengano a dire che bisogna mantenersi lucidi..sfido chiunque a provarci….io ho conosciuto personalmente schettino in piu’ crociere e l’ho visto come un comandante coscienzioso e addirittura molto preciso.ma questo e’ solo la mia opinione..credibile o meno da parte degli altri…comunque ho letto il post e credo che..nella mia ignoranza in materia…la sua sia stata una giusta manovra e che come dice …sarebbe stata davvero una catastrofe se non avesse cercato di portare la nave su un basso fondale…poi certo le vittime ci sono state come purtroppo succede in ogni incidente anche sulla terra ferma….schettino avra’ le sue colpe ma non certo cosi pesanti come all’inizio hanno subito gettato su di lui…i giornalisti e i mas media in generale fanno presto a creare dei mostri..ma se provassero a fare meglio il loro lavoro e con piu’serieta’ e non per ingrassare le loro tasche sarebbe meglio….buona settimana di sole,dreamers…

Titty e Clau
9 Luglio 2012 08:45

Sono d’accordo con te, Dany! Gli ordini dati da Schettino hanno fatto sì che la tragedia sia rimasta di dimensioni contenute…
Purtroppo contro di lui resta il fatto che la nave non doveva trovarsi lì in quel momento…

Clau

PS: alla faccia della “settimana di sole”… FA CALDOOO!!! :Tired:

armato daniela
9 Luglio 2012 10:29
Rispondi a  Titty e Clau

ciao claudio…altro che caldo..qui ci stiamo sciogliendo come gelati al sole!!!!!!!!!!!speriamo che la giustizia a riguardo della faccenda di schettino si risolva nella maniera piu’ giusta,legale e soprattutto umana…un saluto a titti…..

Giungla's Family Junior
9 Luglio 2012 15:50

Certo che è incredibile come ormai tutto sia reso pubblico, sicuramente lo scopo è far conoscere la realtà di quella notte però dovrebbe essere il processo a esaminare tutti gli atti e dopo di che far conoscere al pubblico i fatti accaduti.

La lettera mi ha colpito molto per l’analisi effettuata, i giornalisti per quella famosa telefonata con il comandante De Falco lo hanno definito con i peggiori aggettivi quando si capiva benissimo che non è un codardo ma solo un uomo che ha fatto un grave errore ma che è riuscito allo stesso tempo a non farlo finire in una tragedia peggiore.

Schettino ha le sue colpe su questo non ci piove e avrà sulla coscienza per sempre le vittime di questo naufragio.

Paola

Annette
10 Luglio 2012 06:27

Ci siamo già’ dimenticati che ha abbandonato la nave? :Mad:

Titty e Clau
10 Luglio 2012 08:18
Rispondi a  Titty e Clau

Grazie Dany! Titty ricambia! :Happy:

Clau

Titty e Clau
10 Luglio 2012 08:20
Rispondi a  Annette

No, Annette, non l’abbiamo dimenticato… Semplicemente, dopo aver sentito l’audio della plancia di comando, si capisce che si è accorto dell’errore che ha fatto e ha cercato di rimediare come ha potuto… E se il numero dei superstiti è così alto, un po’ di merito lo ha anche lui, avendo dall’altra parte, però, tutte le colpe!

Clau

Editor
Azzurra
10 Luglio 2012 14:31
Rispondi a  Annette

Annette oltre all’abbandono della nave da parte di Schettino, m’ inquieta anche
quest’altra sua affermazione

“Subito dopo l’urto ho disposto tre ordini in successione che sono stati vitali per
evitare ciò che definisco l’inimmaginabile, ovvero la catastrofe
1) Chiudere le porte stagne a poppa, ordine dato a prescindere dal fatto
che dovevano essere già mantenute chiuse…”

Bene, lui sa che il codice della navigazione impone la chiusura delle porte stagne
durante la navigazione lo si deduce dalle sue parole,ora mi chiedo perchè quelle porte fossero aperte … Avaria al sistema elettronico o semplicemente, vengono lasciate aperte per facilitare il lavoro del personale di servizio che ha il dovere di controllo sui macchinari? Ma se quelle porte fossero state chiuse i compartimenti si sarebbero allagati lo stesso?
E Concordia forse non sarebbe dove ora è….non sono esperta nel settore, ma sono domande credo che ci poniamo tutti ogni qualvolta veniamo a conoscenza di nuovi
particolari.

Anche Costa nella sua smentita al Corriere della sera ribadisce:

Non ci risulta che i dati presenti nel VDR supportino l’affermazione che le porte stagne fossero aperte per problemi al sistema martec che controlla l’energia elettrica, come verrà chiarito al termine dell’attuale fase procedimentale (Incidente Probatorio).

Schettino deve chiarire anche questo, perchè Costa Concordia navigava con le porte stagne aperte ?

Annette
10 Luglio 2012 16:10

Errori,distrazioni,superficialita’……chi lo puo’ dire? Sono tante le cose che mi inquietano su questo argomento .
E’ vero la manovra di avvicinamento alla costa e’ stata ben fatta (per quanto io ne possa capire), ma ci mancherebbe anche che un Comandante di un’ammiraglia non fosse stato in grado di farla!
E anche dopo avrebbe dovuto comportarsi da Comandante ……..

Il bello e’ che con il passare del tempo le vicende si affievoliscono e quasi quasi gli si da ragione, proviamo a pensare a quelle persone che hanno perso i loro cari e forse valutiamo diversamente la questione……..

Giungla's Family Junior
10 Luglio 2012 16:38

Sapete cosa mi piacerebbe che succedesse il più presto possibile, mettere tutto in ordine e che la verità venga a galla, ciò che è successo un pò lo abbiamo capito ora ci sono delle domande da rispondere e che solo Schettino e chi era con lui in plancia quella notte può darle, quello che spero è che dicano la verità anche se il colpevole già c’è, e lui lo sa già che ha fatto il più grave errore della sua vita.

Ora con questa intervista e con quella che ha rilasciato alla televisione non so cosa voglia fare, secondo me può essere una mossa che gli ha consigliato i suoi avvocati, oppure sarà per difendersi da tutti gli attacchi che ha ricevuto, mah… non lo so, la cosa certa è che Concordia è ancora dopo sei mesi appoggiata su un fianco e che ci sono state troppe vittime.

Paola

donatella
10 Luglio 2012 17:26

Sino a ieri si è detto “nero“, poi – pian piano il tempo passa – si passa al grigio, arriveremo al “bianco“??!!

Le porte stagne erano aperte, erano chiuse, alcune aperte alcune chiuse per favorire il passaggio, chiuse e/o aperte a seconda del turno security…….

Le carte nautiche regolari, non regolari, non perfettamente conformi alla normativa vigente o che era appena variata……

Alla stessa ora hanno visto gli ufficiali di plancia in nave, a terra, sulla scialuppa……

Che terribile confusione……..

donatella

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