
Costa Concordia: lo scandalo delle certificazioni inesistenti – Rassegna Stampa D.B.Cruise Magazine
Quasi un terzo dell’equipaggio e personale di bordo non era in regola

A bordo dei giganti del mare tutto brilla e luccica ma la sicurezza non sempre c’è. Lo scintillio di suppellettili e opere d’arte, in realtà nasconde una carenza a dir poco inquietante. E la perizia sulla Costa Concordia lo dimostra mettendo, tutto, nero su bianco.
Sicuramente ci sarà anche qualche eccezione ma l’impermeabilità ai dati e ai controlli sul personale e sulla manutenzione che viene effettuata a bordo di queste navi, certamente inducono a qualche riflessione in più.
A leggere, pagina dopo pagina, la perizia depositata qualche giorno fa presso il Tribunale di Grosseto, vengono i brividi. E senza esagerare.
Panorama.it ha preso in esame “solo” la formazione e le qualifiche dell’equipaggio imbarcato sulla Costa Concordia.
Iniziamo con l’analizzare il personale destinato a svolgere gli incarichi d’emergenza.
Risultano essere stati 16 i membri dell’equipaggio imbarcati sulla Concordia con incarichi di emergenza. Peccato però che il loro incarico fosse previsto solo sulla carta perché a nessuno di loro è mai stata “somministrata la familiarizzazione prevista dalla normativa internazionale Solas”. Ciò sta a significare che questo personale aveva l’esperienza pratica, né più né meno, di un panificatore in crociera con moglie e figli che prima di salire a bordo aveva sfogliato un opuscolo con i disegnini di come com’è fatta una nave .
Non solo. Costa Crociere o come viene citata nella perizia “la società di gestione” ha inserito questo personale nel “Ruolo d’appello” senza che fossero in possesso dei requisiti prescritti.
La perizia dice: “…deve essere assegnato (il membro dell’equipaggio ndr) al proprio incarico, in conformità della specifica certificazione posseduta”.
Ma quali erano le certificazioni che dovevano per legge possedere i membri della Costa Concordia?
“L’assegnazione allo svolgimento di incarichi di emergenza e quella per il personale responsabile della conduzione dei mezzi di salvataggio”.
Niente da fare. Neanche in questo caso ”si ha notizia dei corsi prescritti, svolti dal personale, per fornire assistenza ai passeggeri”, è scritto in perizia, e ovviamente nessuno dell’equipaggio ha mai frequentato il “corso di addestramento di gestione della folla“. Purtroppo lo abbiamo notato dalle immagini satellitari e quelle estrapolate dai vari telefonini.
Ma entriamo ancor più nel dettaglio.
L’equipaggio a bordo della Costa Concordia era composto da 77 unità destinate alla coperta; 58 unità destinate alla macchina; 888 unità destinate ai servizi complementari di bordo. E anche in questo caso non mancano le sorprese.
Delle 77 persone imbarcate con compiti da svolgere in coperta, ben 20 non erano in regola perché avevano certificazioni scadute e mai rinnovate da oltre 5 anni. Certificazioni e abilitazioni scadute da oltre un quinquennio anche per 14 dei 58 membri destinati alla sala macchina.
Ma è adesso che possono cominciare a salire i brividi sulla schiena: del personale destinato ai servizi di bordo, per capirci all’hotel, ben 234 membri non erano abilitati, insomma non dovevano essere lì, perché avevano le certificazioni scadute da anni e anni. Ma non è finita.
Costa Crociere ha imbarcato ben 47 persone senza che questi avessero effettuato neanche il “Basic Training”. La maggior parte, musicisti e artisti che si esibivano nelle serate.
Insomma, dalla perizia, trapela un’allegra e al quanto disordinata gestione del personale di bordo.
Su un totale di 1023, i membri dell’equipaggio che non avevano i requisiti in regola per essere imbarcati secondo le normative vigenti su una nave da crociera, erano 331, praticamente quasi un terzo.
Non pochi, se si considera che la loro preparazione diventa fondamentale proprio nei momenti di emergenza. E considerando poi che anche quelli preparati, possono in situazioni di criticità, diventare totalmente incapaci di svolgere il proprio ruolo o le mansioni per le quali sono (o dovrebbero) essere addestrati. Certo è, che se la maggior parte dei passeggeri la notte del 13 gennaio scorso, si è salvata, non lo si deve certamente all’impegno sul campo e al coordinamento del comandante Schettino così come degli ufficiali in plancia, bensì all’equipaggio. Senza parte dell’equipaggio e anche di molti passeggeri attivi e volenterosi, sicuramente i morti sarebbero stati molti di più che non, i già troppi, 32.
Ma se qualcuno non ha ancora sentito salire il brivido freddo, adesso può stare sicuro che ne proverà la spiacevole sensazione. “Il personale assegnato alla conduzione dei mezzi di salvataggio deve essere in possesso del certificato MAMS”, ricorda la perizia. E sulla Babele di Costa Concordia come è stata interpretata questa normativa?
Le imbarcazioni di salvataggio della Concordia erano 26. Delle 52 persone assegnate a questo compito, 35 erano in regola, 12 avevano in tasca certificazioni e attestati scaduti e ben 5 non avevano nessuna certificazione. In sostanza 5 persone che possono salvare la vita di centinaia di passeggeri non sapevano che cosa fare. La loro preparazione nella conduzione delle scialuppe era pari, con tutto rispetto, a quella che poteva avere un operaio dell’altoforno delle acciaierie.
Ma non è finita. La ciliegina sulla torta, evidenziata in neretto sulla perizia, è che l’armatore non aveva neanche previsto, neppure sulla carta, per ben due lance, la numero 25 e la 26, il personale in grado di azionare il motore e gestire le piccole avarie e riparazioni.
Ma la gestione un “po’ caotica” del personale a bordo della Concordia non è mica finita. Nossignori.
Delle 48 persone che dovevano essere in grado di manovrare le zattere, ben 31 erano senza alcuna abilitazione/certificazione Mams, per 4 era scaduta, e solamente 13 sapevano quello che dovevano fare.
La zattera 34, era stata completamente dimenticata dalla compagnia di navigazione, ovvero, non avevano previsto neanche il personale.
Davanti a questi numeri a queste carenze che intaccano in modo evidente la sicurezza di migliaia di passeggeri, viene immediata una domanda: ma la “situazione equipaggio” a bordo delle altre navi da crociera della flotta Costa Crociere è identica alla situazione che vi era a bordo della Costa Concordia?
Oppure si è trattato solamente di un caso isolato e di una “concomitanza” di eventi e personaggi sbagliati?
Ma oltre a Costa Crociere vi sono anche autorità marittime che avrebbero dovuto controllare la regolarità delle certificazioni. Quest’ultime hanno vigilato? Oppure le Autorità preposte hanno omesso, fatto ancor più grave, di controllare? E i risultati delle ultime ispezioni effettuate sulle certificazioni e abilitazioni del personale a quando risalgono?
Purtroppo senza questo naufragio, nessuno sarebbe mai venuto a conoscenza, nonostante i dubbi e le perplessità che potevano comunque sorgere su questi paesoni galleggianti, della carenza di attenzione e vigilanza che è stata impiegata sul personale imbarcato.
Fonte: Panorama.it

😯 😯 😯 😯 😯
… non ci sono parole…
Più che altro ora sarei curioso di avere dati pure sulle altre compagnie…
Clau
:Amazed:
Maria59
Ieri ho notato per puro caso che le immagini dal satellite di Google Maps sono state aggiornate, almeno per quanto riguarda l’Isola del Giglio, ed è ben visibile Costa Concordia… un’immagine davvero triste…
Clau
La cosa che piu’ mi spaventa e’ che questo articolo e’ uscito ieri mattina e Costa non ha ancora replicato…
Ma in che mani ci mettiamo?
È allucinante.
pubblicità negativissima
ennesima batosta per Costa
Maria59
Prima di leggere questo articolo con la perizia del Tribunale difendevo a spada tratta Costa, ma ora come faccio? Mi sa che tutte le navi erano a rischio, speriamo che ora non lo siano più e non solo a parole, ma come… ci spingevano a fare l’esercitazioni e poi erano loro i primi a non mettere in regola il loro equipaggio? Inconcepibile.
Chissà cosa verrà ancora fuori dalle indagine, l’importante è che si arrivi a una sentenza giusta e che i colpevoli paghino, visto le gravi responsabilità che si sono evidenziate.
Paola
che questa sia una pagina vergognosa nella storia di Costa, essendo accertate dal tribunale, è indubbio
il mio dubbio è, nessuno mi sposta da questa convinzione, che la cosa non è circoscritta solo a Costa
forse, e purtroppo Costa giova a far si che migliorino le cose in tutte le compagnie, e se così è, perdonatemi, ma ben vengano fuori tutte le negatività
resta inteso il profondo cordoglio per le vittime e le loro famiglie
Maria59
io non voglio difendere nessuno..e ho letto con i brividi questo post…ma sono convinta che tutte le compagnie di navigazione abbiano gli stessi problemi e personale senza corsi e aggiornamenti e soprattutto non messo in regola…purtroppo e’successo alla concordia e allora si pensa che sono costa sia una compagnia poco seria..ma nella mia ignoranza in materia sono convinta che tutte sono sulla stessa riga di costa,soltanto che non e’successo a loro…detto questo io credo che l ‘unica verita’che so e’quello che ci ha raccontato una cameriera di un bar della neoromantica che era su concordia quel tragico giorno..e lei si e’buttata a mare col salvagente insieme ad altre tre persone tra cui quel musicista che e morto…proprio davanti a lei dopo aver aiutato altre persone..non aveva piu forze e ha detto a questa ragazza che voleva aiutarlo di mettersi in salvo e di non pensare a lui che sapeva che non ce la stava piu facendo..lei lo ha visto morire…si e’salvata ma prima di buttarsi ha chiamato il marito al suo paese e gli ha detto di pensare ai figli che non sapeva se sarebbe sopravvissuta e di abbracciare i figli..ecco questa e’la verita di concordia..a me e credo anche ai miei compagni di viaggio ha lasciato un brivido dentro che credo mi rimarra per sempre..eppure era sorridente e lo raccontava con tanta naturalezza e anche con un lieve sorriso sulle labbra….poi ho parlato ancora con lei in piscina il giorno dopo..e mi ha raaccontato che sull isola tutti li hanno aiutati e portati nelle loro case e dato abiti asciutti e coccolati anche..lei e’scoppiata a piangere e subito ha chiesto di chiamare suo marito per dirgli che era viva….e che non scordera mai quel musicista che mori’proprio in mare vicino a lei..pregandola di salvarsi e di non pensare a lui…..ma ora sinceramente per me possono continuare a dire quello che vogliono su concordia..io non ne vorrei piu sentire parlare….per il resto nessun commento….e’giusto che ci sia informazione..ma ogni volta e’come giraare il coltello nella piaga..e credo che per costa non sia benefico ai fini di risanare un anno terribile in tutti i sensi..
Paola e Maria,
Panorama per la costruzione di questo articolo si è basato
sulla relazione tecnica dei consulenti nominati dal Gip del tribunale
di Grosseto, ora bisogna aspettare gli avvocati di Costa cosa risponderanno.
La relazione depositata dai tecnici è già pubblica a questo link,
possiamo leggerla, ma con la dovuta cautela, perchè non conosciamo
i termini tecnici dei vari certificati di abilitazione di cui parla Panorama
http://www.scribd.com/doc/105718306/Relazione-Tecnica
Spiacevolissime queste notizie, pero’vorrei sentire anche la voce di Costa……
Penso comunque che non ci sia addestramento che tenga nel momento del panico, momento in cui magari e’ piu’ pronto e coraggioso l’inesperto e invece terrorizzato l’addestrato.
Cio’ non toglie che sia doveroso rispettare le regole e questo riguarda tutte le Compagnie (la disgrazia e’ capitata a Costa, ma se dovessimo Indagare anche in casa altrui cosa troveremmo?)
In effetti Azzurra hai ragione, abbiamo sentito solo l’accusa e ci manca la difesa per avere un quadro più completo, ogni notizia nuova che arriva di quella notte viene messa molto in risalto e quindi viene naturale commentarla e cercare di capire cosa davvero sia successo, capire sempre meglio cosa è successo e cercare di avere finalmente una verità, ma credo che per quello si dovrà aspettare ancora molto, quindi bisogna andare con cautela. 😉
Allora diciamo che sono curiosa di sentire come fa a difendersi Costa da queste accuse e purtroppo ancora oggi non è uscita la sua difesa.
Paola