
Concordia, Gabrielli: “Il meteo consente di cominciare domani”
Il capo della protezione civile al Giglio a poche ore dall’inizio del rigalleggiamento: “Quando la nave avrà lasciato l’isola scandaglieremo i fondali per trovare Russel Rebello”
Un pensiero all’operazione “mai tentata prima”. Uno a Russel Rebello, l’unica vittima del naufragio della Concordia mai restituita alla famiglia. Il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, assicura che lunedì mattina alle 6 partiranno le operazioni di rigalleggiamento del relitto, anche se le condizioni del tempo non sono “ottimali”. L’attenzione non è solo per le questioni tecniche: per le quantità di acqua che usciranno autonomamente dai cassoni della nave, per quella che dovrà essere fatta uscire con un sistema idraulico sperimentale, la nuova sfida dopo il parbuckling (il raddrizzamento) di settembre. E anche per il corpo mai recuperato. Oggi restano solo due possibilità: scandagliare i fondali, non appena la nave sarà ripartita dal Giglio oppure – la più triste, la più disperata – la fase dello smantellamento, a Genova. Come sempre, Gabrielli si mostra sicuro e anche ottimista, malgrado le previsioni del tempo non siano delle migliori.
L’importante, però, per non bloccare il rigalleggiamento è che il vento non soffi a più di venti nodi e che l’intervallo fra le onde non sia di 6 secondi: più che la pioggia sono questi due fattori – dicono i tecnici – a disturbare le manovre del rialzamento della nave. Almeno due metri, il primo giorno. Il più rischioso, secondo Nick Sloane, il senior salvage master, l’esperto sudafricano al quale per la seconda volta in meno di un anno la Costa si affida per evitare un disastro ambientale.
Maria Sargentini, presidente dell’Osservatorio per il monitoraggio della Concordia, che appena sabato ha autorizzato il rigalleggiamento, qualche rischio in queste operazioni lo vede. E al Giglio è venuta proprio per vigilare che tutto proceda secondo le indicazioni date. Non solo durante il rialzamento del relitto – dovrà riemergere di 12 metri prima di partire per Genova – ma soprattutto dopo la partenza della Concordia. Quando per l’isola inizierà la fase più delicata: quella del ripristino ambientale. Il prefetto Gabrielli assicura che da parte di Costa non ci sarà alcun disimpegno, nessuno smantellamento. I lavori verranno eseguiti fino in fondo, grazie anche al grande progetto con l’università La Sapienza. La realtà, in questo momento, è che al Giglio la stagione turistica non è ancora partita. Domenica mattina alle 10,30 a Giglio porto c’erano 4 taxi fermi al posteggio. Per agosto le prenotazioni anche degli appartamenti stanno andando a rilento. Le telefonate non mancano, ma prima della conferma molte persone vogliono aspettare “come andrà a finire questa faccenda della Concordia. Se il mare verrà inquinato o meno”.
Gli alberghi in questi giorni sono pieni, è vero, ma è tutto il circo che ruota intorno al rigalleggiamento: media, forze dell’ordine, protezione civile. I conti veri si tireranno la prossima settimana, a riflettori spenti. Domenica pomeriggio, comunque, sono accesi. Arriva alle 16 anche il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. Ma non ci saranno i rappresentanti della Toscana. Non il presidente della Provincia, Leonardo Marras. E probabilmente neppure il presidente della Regione. Gli unici due, a votare contro il trasferimento della Concordia a Genova: cinque giorni di viaggio del relitto fra le isole dell’arcipelago toscano e poi in mare aperto, invece che meno di meno di un giorni di navigazione verso Piombino.
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