
Tassa di 42 dollari sui crocieristi: il Messico sfida l’industria del turismo
Il Messico tassa i crocieristi: proteste e impatti economici
Negli ultimi giorni il settore delle crociere sta vivendo una possibile significativa decisione del Congresso messicano di introdurre una tassa di ingresso di 42 dollari per ogni passeggero in transito. Tale scelta ha già sollevato molte proteste nell’ambito dell’industria crocieristica e ha sollevato preoccupazioni riguardo agli impatti economici su porti come Cozumel e Costa Maya.
La nuova tassa e le proteste
Il 29 novembre 2024, al Congresso messicano la Camera di Deputati ha votato per introdurre una tassa di 42 dollari per ogni passeggero che sbarca in transito nei porti messicani. Questa tassa, nota come “Non-Resident Fee“, mira ad affrontare le preoccupazioni legate all’over-tourism e a raccogliere fondi per il Dipartimento della Difesa messicano.
La proposta di legge verrà ora votata dal Senato e, se approvata, entrerà in vigore il 1° gennaio 2025.
Tuttavia, la decisione ha già sollevato molte critiche.
La Florida-Caribbean Cruise Association (FCCA), che rappresenta oltre 20 compagnie di crociera, ha espresso sorpresa e delusione per la possibile rimozione dell’esenzione di tasse locali per i passeggeri in transito, in vigore da oltre due decenni. La FCCA ha anche espresso preoccupazione per il fatto che la tassa potrebbe portare a cambiamenti significativi negli itinerari delle crociere, riducendo il numero di passeggeri e arrivi.
Impatti economici e reazioni locali
La possibile introduzione della tassa ha sollevato timori riguardo agli impatti economici sui porti maggiormente frequentati dalle navi da crociera, come Cozumel e Costa Maya, e che dipendono fortemente dal turismo. Sempre secondo la FCCA, la tassa potrebbe rendere i porti messicani tra i più costosi al mondo, riducendo la loro competitività rispetto ad altre destinazioni dei Caraibi. Inoltre, due terzi dei fondi raccolti dalla tassa andranno al Dipartimento della Difesa, anziché essere investiti nelle infrastrutture dei porti.
Anche la Camera di Commercio Messicana ha espresso preoccupazione, principalmente per il fatto che la tassa potrebbe mettere in pericolo il ruolo del Messico come una delle principali destinazioni crocieristiche del mondo.
Reazioni delle compagnie di crociera
Preoccupazione anche dalle principali compagnie di crociera che chiedono al Senato di non approvare la misura. Nel caso in cui la norma passasse, molti operatori valuteranno la sospensione degli scali in Messico.
Cozumel, tra tutti, è da anni uno dei porti crocieristici tra i più trafficati in Messico e accoglie ogni anno circa 4 milioni di crocieristi.
