venerdì, Agosto 28, 2026

Barcellona svolta green: meno terminal crociere, più sostenibilità entro il 2030

Un investimento da 185 milioni di euro per ridurre il numero di terminal, contenere il traffico crocieristico e trasformare il porto in un esempio di sostenibilità urbana e marittima

Chiunque abbia viaggiato in crociera nel Mediterraneo sa quanto Barcellona sia una delle tappe più amate e iconiche. Il suo mix irresistibile di arte, gastronomia, cultura e shopping l’ha resa una meta imprescindibile per tutte le compagnie di navigazione. Ma proprio questa popolarità ha finito col diventare un problema: negli ultimi anni, il numero di crocieristi è cresciuto in modo esponenziale, portando con sé anche una serie di criticità legate al sovraffollamento, alla pressione sul centro urbano e all’impatto ambientale.

Oggi, Barcellona decide di voltare pagina. E lo fa con un piano concreto e ambizioso: ridurre il numero di terminal crociere da sette a cinque entro il 2030, limitando così la capacità complessiva del porto e ponendo un freno alla crescita incontrollata del traffico marittimo turistico. L’obiettivo è chiaro: trasformare la città in un modello di riferimento per una crocieristica più sostenibile, più ordinata e più rispettosa del territorio.

Una scelta coraggiosa, sostenuta da investimenti importanti

Il piano di riorganizzazione nasce dalla collaborazione tra il Comune di Barcellona, l’Autorità Portuale e diversi attori del settore privato. Complessivamente, verranno investiti 185 milioni di euro, che andranno ad aggiungersi ai 265 milioni già impegnati a partire dal 2018, anno in cui si posero le basi per questa trasformazione.

Il sindaco Jaume Collboni, presentando il progetto alla stampa, è stato chiaro: “Per la prima volta poniamo un limite alla crescita delle crociere. È una scelta di responsabilità nei confronti della città e dei suoi abitanti”.

Dal punto di vista pratico, il cuore dell’intervento sarà il molo di Adossat, attualmente il fulcro del traffico crocieristico. Qui verranno smantellati i terminal A, B e C, i più datati, che saranno sostituiti da un unico nuovo Terminal C, moderno, efficiente e pubblico, con una capacità massima di circa 7.000 passeggeri. Nel frattempo, rimarranno operativi solo altri quattro terminal: quelli già gestiti da MSC (H), Costa (D), Carnival (E) e la nuova struttura G, attualmente in costruzione, controllata da Royal Caribbean.

Meno navi, più vivibilità

Barcellona svolta green: meno terminal crociere, più sostenibilità entro il 2030Con questa riorganizzazione, la capacità giornaliera del porto sarà ridotta da circa 37.000 a 31.000 passeggeri. Un calo che si traduce in una riduzione stimata del 16-17% dell’afflusso turistico giornaliero da navi da crociera. Una misura importante, pensata per decongestionare il centro città, migliorare la qualità della vita dei residenti e offrire ai visitatori un’esperienza di sbarco più fluida, ordinata e piacevole.

Ma il piano non si ferma ai numeri. Un’altra grande novità riguarda la sostenibilità ambientale: tutti i terminal saranno dotati di sistemi OPS (Onshore Power Supply), che consentiranno alle navi di spegnere i motori durante la sosta in porto, abbattendo emissioni e rumore. Inoltre, è previsto l’ammodernamento di 610 metri del molo per migliorare l’accessibilità e l’efficienza logistica.

Un porto che si apre alla città

Non si tratta solo di ridurre i terminal o le navi. Barcellona sta ridisegnando il proprio porto con una logica più ampia, che mira a ricucire il rapporto tra mare e città. Tra gli interventi previsti c’è lo sdoppiamento del ponte “Porta d’Europa”, che sarà trasformato per ospitare anche piste ciclabili e percorsi pedonali, rendendo l’area più accessibile a tutti. È in programma anche la creazione di un nuovo corridoio urbano che collegherà Plaça de les Drassanes a Marina del Prat Vermell, pensato per i trasporti pubblici, bici e pedoni.

Non meno importante, sarà avviato uno studio di mobilità dedicato specificamente ai crocieristi, per organizzare al meglio gli spostamenti in città e offrire soluzioni intelligenti che riducano l’impatto del turismo sul traffico urbano.

Cosa cambia per i viaggiatori in crociera

Per chi viaggia in crociera, questa trasformazione porta con sé una serie di vantaggi tangibili. Gli sbarchi saranno meno affollati, più efficienti e confortevoli. I terminal offriranno standard elevati, servizi digitalizzati e una maggiore attenzione all’ambiente.

Inoltre, Barcellona continuerà ad accogliere le navi, ma privilegiando quelle di dimensioni più contenute e le crociere che utilizzano il porto come home port, ossia con imbarco e sbarco passeggeri. Una scelta che incentiva una permanenza più lunga e qualitativa dei visitatori, a tutto vantaggio del commercio locale e dell’economia urbana.

Un esempio per il futuro

Con questo progetto, Barcellona dimostra che è possibile coniugare turismo, sviluppo economico e sostenibilità. Non si tratta di rinunciare alle crociere, ma di ripensarle in chiave moderna e responsabile, mettendo al centro la qualità dell’esperienza, il rispetto per l’ambiente e la vivibilità urbana.

Un modello che potrebbe ispirare anche altri porti del Mediterraneo e che racconta, una volta di più, quanto il futuro delle crociere dipenda dalla capacità di evolversi e integrarsi con i territori che toccano.

E Barcellona, ancora una volta, si conferma un passo avanti.

 

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Filippo

Cruise blogger, amante del mare, degli orizzonti infiniti e dei tramonti infuocati. Il primo viaggio in nave nel 1988 è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Da allora, oltre 40 crociere all'attivo trascorse a bordo di numerose navi e compagnie. Blogger per passione, ogni esperienza rappresenta per me una nuova avventura da vivere con entusiasmo. Viaggiare allarga la mente e lo spirito, farlo per mare ci avvicina a noi stessi.

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