
La mia escursione. Monte Sinai, Egitto: il Monastero di Santa Caterina.
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Proseguono i racconti della crociera “Coralli e antichi Tesori“, vissuta a bordo di Costa Allegra.
Questa settimana la blogger Donatella ci accompagnerà a visitare il Monastero di Santa Caterina, in Egitto.
E voi, avete piacere di raccontare o anche solo di condividere fotografie di una vostra escursione o, più in generale, di una particolare crociera a cui avete partecipato?
Inviate allora tutto il materiale alla redazione del blog: postmaster@dreamblog.it. I vostri ricordi, in questo modo, verranno in breve tempo pubblicati nell’ambito di uno spazio ad hoc, proprio come questo!
Filippo – blogger Dream Blog
Martedì 30 novembre 2010 – Sharm El Sheikh – a bordo di Costa Allegra.
Suona, la sveglia, sono appena le cinque e mezza; un’altra notte passata troppo in fretta!!

Siamo a Sharm da ieri e questa mattina, alle sette precise, inizierà la nostra escursione al Monastero di Santa Caterina.

Una volta sul bus che ci porterà a destinazione, circa tre ore, la fatica per non cedere ad “una pennichella” è tanta ma i panorami sono troppo interessanti.


Fondato dall’imperatore Giustiniano a metà del 500 d.C. in una valle ai piedi del Monte di Mosè, ad un’altezza di 1570 m, il monastero di Santa Caterina venne ingrandito a più riprese nei periodi successivi; la cinta muraria è di dimensioni e di altezza diverse per la necessità di adattarla alla conformazione della montagna.



Nel racconto biblico, gli Ebrei dopo 50 giorni di marcia tra le montagne ed i deserti del Sinai, arrivarono al Monte Horeb sulla cui vetta Mosè ricevette la Tavola della Legge, “I dieci comandamenti” sui quali sono fondate le dottrine ebraica e cristiana.
Il monte Horeb chiamato poi Monte di Mosè divenne la montagna sacra per eccellenza, luogo di pellegrinaggio e di meditazione per i primi cristiani.
Qualche anno prima Elena, madre dell’imperatore Costantino, che con il suo celebre editto aveva posto fine alle persecuzioni garantendo la libertà di culto, fece costruire una piccola chiesa nel luogo dove si trovava il Roveto ardente.

Nel 527 d.C. Giustiniano ordinò la costruzione di un vero e proprio monastero con una grande basilica, chiamata la “Basilica della Trasfigurazione”, protetta da un’imponente cinta muraria contro le incursioni dei beduini, che includeva anche la chiesa primitiva di Santa Elena.
Qualche secolo dopo i monaci ritrovarono il corpo di Santa Caterina che, secondo la tradizione, era stato trasportato dagli angeli sulla cima del Monte Caterina. Il corpo della Santa venne collocato in un sarcofago all’interno della basilica dove si trova tuttora e così venne chiamato “Monastero di Santa Caterina”.
Nonostante la conquista da parte degli arabi musulmani del Sinai, i monaci continuarono a vivere nel convento, salvaguardati da un editto di Maometto che assicurava loro la sua protezione.

I monaci che vivono oggi nel monastero sono 25 ed appartengono ad un ordine monastico che in origine aderiva alla Chiesa di Roma ma due secoli più tardi se ne staccò per seguire la liturgia della Chiesa Ortodossa d’Oriente.
Essi seguono la regola di San Basilio e adottano la lingua greca nelle funzioni liturgiche essendo i monaci stessi in gran maggioranza greci.
Oggi il Monastero è meta di pellegrinaggio sia religioso che turistico ed è uno dei luoghi più affascinanti del Sinai.

Quella che è la più piccola diocesi del mondo è allo stesso tempo il più antico convento cristiano ancora esistente. Al suo interno la maggiore collezione esistente al mondo di icone e antichi manoscritti.
Il monastero di Santa Caterina è passato indenne fra la corruzione dei secoli poichè tutti , da Maometto, fondatore dell’Islam, ai Sultani turchi, ai Califfi musulmani e a Napoleone, lo presero sotto la loro protezione preservandolo da rapine e distruzioni. Nella sua lunga storia Santa Caterina infatti non è mai stata conquistata, nè danneggiata. Ha attraversato le epoche fino ad oggi, mantenendo intatta l’immagine di luogo sacro della Bibbia.


Il roveto è stato trapiantato a qualche metro da quello originale, sulle cui radici è stato eretto l’altare sacro della Cappella del Roveto Ardente.
Questo roveto è unico esemplare in tutta la penisola del Sinai ed ogni tentativo di trapiantarlo altrove, è fallito.
Questa è la storia del Monastero anche se poi sarebbe interessante ma anche lungo spiegare e raccontare tutto quello che avviene all’interno del Monastero; la parte che si visita ora, rispetto a parecchi anni fa, è minima; c’è un’attività caritativa, un’attività assistenziale, un supporto logistico ai pellegrini, un’attività archeologica, un’attività di restauro e tanto altro ancora.

La penisola del Sinai, un tempo quasi desertica, ha accolto negli ultimi decenni, con un ritmo sempre crescente, l’invasione del mondo e della cosiddetta civiltà. Nel Sinai non abitano soltanto monaci e beduini nomadi; sorgono cittadine piccole o grandi, sopraggiunge un cambiamento di popolazione, si applicano programmi di sviluppo.
Il monastero e la penisola del Sinai rappresentano in questo momento, dopo le piramidi e Luxor-Abu Simbel, il terzo polo di attrazione turistica dell’Egitto con prospettive di sviluppo turistico continuamente crescenti. Tutti i luoghi di villeggiatura turistici del litorale distano al massimo 200-250 km dal monastero; perciò tutti i turisti della regione dedicano un giorno per un’escursione al monastero e ai dintorni. In questo modo il deserto rischia di perdere il suo carattere e di ridursi a un semplice elemento ornamentale e decorativo.

Il monastero è oberato, per le ore mattutine e quotidianamente, da circa 1000 visitatori, sono enormi i problemi cui il monastero deve far fronte, tenuto anche conto del fatto che un così elevato numero di visitatori è costituito da turisti e non da pellegrini. Certamente i tempi di ingresso sono stati stabiliti in modo che sia recato il minor disturbo possibile alla vita del monastero.

Riguardo i pellegrini, il monastero cerca di sostenere al meglio nello scopo spirituale del loro pellegrinaggio; per essi il monastero è aperto in qualsiasi momento. I pellegrini provengono tradizionalmente sia dall’oriente che dall’occidente; in questo momento sono molti i pellegrini provenienti dall’Europa orientale.

Infine dobbiamo sempre ricordare che il Sinai rappresenta un luogo santo non solo per i cristiani, ma anche per i musulmani e per gli ebrei.
[cincopa A8FArbKJwCo1]

Donatella,
hai raccontato molto bene, con dovizia di particolari, la storia del Monastero di Santa Caterina e mi hai fatto piacevolmente rivivere la nostra escursione.
E’ stata una visita molto interessante e per me è stato emozionante attraversare le terre sacre della penisola del Sinai, peccato che al monastero non c’è molta possibilità di raccoglimento.
C’è troppa gente che si accalca in piccoli spazi e non si riesce ad apprezzare ed ammirare pienamente
la grande esposizione di icone e di meravigliosi manoscritti.
Per quanto riguarda l’interno della basilica, non abbiamo potuto fare fotografie, ma abbiamo ammirato un vero gioiello oltremodo ricco di ori e legni preziosi.
Dall’alto del soffitto pendono numerose lampade in pasta vitrea a forma di uovo che, immagino saranno bellissime illuminate, e altre in argento finemente inciso.
Le pareti sono ornate con mosaici bizantini e icone, è veramente un tripudio di oro e argento.
Fortunatamente qui non si può parlare, si deve solo ammirare e così, anche se le persone sono molte, è possibile apprezzare la sacralità del luogo.
Questo monastero abbarbicato tra le rocce, e passato indenne nei secoli, ha comunque del miracoloso ed è sicuramente un luogo da visitare.
Annette
Verissimo Annette,
durante l’apertura al pubblico è veramente difficile poter trovare un momento di raccoglimento ed un po’ di silenzio, visti anche gli spazi ristretti destinati alle visite!!
E’ un fiume di persone che si sposta dalla chiesa al Roveto ardente e da lì salire le scale per raggiungere una parte della raccolta di icone e di manoscritti.
Sicuramente una visita in veste di pellegrino dev’essere tutta un’altra storia ma già quella fatta da me una quindina d’anni fa fu molto più rilassante.
buona giornata,
donatella
Grazie Donatella,
il Monastero di Santa Chiara dalle tue fotografie e dalle descrizioni si vede e si sente che è un luogo meraviglioso di culto e di cultura.
Il colore predominante è l’azzurro e il giallo, si resta affascinati
Ho letto che nella biblioteca del Monastero c’è una collezione di 5000 libri, l’avete visitata?
Anna e Piero
Purtroppo no, Anna e Piero!!!
Abbiamo visitato alcune stanze dove sono esposti al pubblico manoscritti antichi e icone.
L’accesso alla Biblioteca, seconda per importanza a quella del Vaticano, penso sia molto limitato, soprattutto dopo che uno studioso tedesco prese in prestito uno dei manoscritti piu’ rari senza più restituirlo; oggi custodito nella British Library.
donatella
Che meraviglia queste foto, …..e che cielo azzurro intenso……..qui da noi non lo vediamo da un po’.
Grazie Donatella!
In questi giorni mi sono riletta i tuoi post sull’oceano indiano che sono davvero stupendi e preziosi per chi come noi sta scegliendo le escursioni da prenotare.
Siamo un po’ indecisi se organizzarne alcune per conto nostro piuttosto che prenotarle tutte con COSTA.
Hai qualche suggerimento?
Grazie e buona serata!
Grazie Silvi.
per quanto riguarda le escursioni Mauritius, Seychelles e Madagascar, parecchie persone hanno fatto tour “fai da te”, non penso ci siano problemi specialmente a Port Louis e Mahe; in Madagascar dipende da quanti taxi ci sono in porto…….
Dipende se vi piace un po’ di avventura o tutto pianificato…..
donatella
Donatella,
grazie per questo post, ricco di informazioni pratiche e cenni storici: una vera e propria guida del Monastero.
Meglio, direi, dell’originale! 😀
🙂 grazie Filippo ma il merito è anche del regista, e che regista!!!! 😉
donatella
Per noi sono tutti posti che visitiamo per la prima volta per cui pensiamo che sarebbe meglio fare le escursioni organizzate, sperando di trovare delle brave guide.
Il dubbio e’ proprio in Madagascar, l’escursione in 4×4 nel cuore di NosyBe sembrerebbe davvero interessante come itinerario, anche se avremmo preferito farla con il bus ma non e’ prevista.
Mentre a Mauritius avrermmo scelto Ile aux cerfs e a Mahe Praslin e la Digue e il giorno successivo Victoria e poi La baia degli smeraldi a Diego Suarez. Insomma, sembrano tutte belle vogliamo scegliere bene.
Grazie per i tuoi consigli.
Silvi
Scusate! Mi si e’ impallato il compiuter……….
Donatella, Silvi:
perché possa essere d’aiuto anche nel tempo, ad altri blogger che in futuro si troveranno magari nella medesima indecisione, vi suggerisco di proseguire questa discussione nel post specifico.
Vi indico, per comodità, il link: http://imblogger.altervista.org/2010/10/18/crociera-gioielli-delloceano-indiano-scalo-in-madagascar/ 😉
Donatella 🙂 Grazie !!!
WOW …è proprio come ha detto il comandante “una vera e propria guida del Monastero”
Puoi affiancare di diritto ” il Capitano ” 😉 😀
🙂 Grazie Azzurra!!!!
Silvi,
l’isola dei Cervi, Praslin, la Digue, la Baia degli smeraldi, Victoria sono tutte escursioni che ho fatto anch’io e meritano.
A Nosy Be avevo fatto un’escursione in barca in un’isoletta vicina, mi sfugge il nome, dove c’è anche il Parco dei lemuri.
Tutto bello!!!!
donatella
p.s.: scusa, Filippo, se non è il post giusto, può capitare..
Il libro dell’Esodo, dove è scritto il percorso segnato dal Signore al suo popolo per portarlo alla terra promessa, ed è il racconto biblico di fede di un popolo in cammino verso la terra che rappresentava la Patria
Tutto questo cammino lo possiamo immaginare guardando la conformazione del terreno, e di pari possiamo immaginare quali prove il Signore possa aver dato al suo popolo
Questo monastero di Santa Caterina, che con il suo colore quasi si confonde e fa una sola cosa con il Sinai, il Sinai da dove Mosè scese con le tavole della legge, o meglio dei comandamenti
Il raccoglimento di meditazione in questo angolo di terra in mezzo al deserto, deve essere stato molto proficuo per lo spirito, e così tutta la parte di storia che fa parte di questo monastero, piena di legami con tutte le religioni che nel deserto del Sinai hanno avuto il loro crocevia
Grazie a Donatella per il racconto e la cronaca fotografica che ci ha portato al Sinai e al percorso degli antichi popoli verso la Terra Promessa
Cara Luisa,
sicuramente è uno dei percorsi spirituali – a detta di molti pellegrini – più particolari, sia per la collocazione, lo scenario, la storia a monte e l’accoglienza che viene fatta!!!
Noi lo abbiamo vissuto sotto un altro punto di vista, da turisti, però è bellissimo!!!
buona giornata,
donatella
Un’altra zona che penso si possa ancora visitare è il Giardino del Monastero di Santa Caterina:
un bel frutteto di albicocchi ed un uliveto dove ci si può fermare ad ammirare il silenzio ma soprattutto i colori del cielo e delle rocce che a secondo della luminosità del giorno cambiano intensità.
C’è anche un piccolissimo cimitero dove vengono sepolti i monaci del Monastero al termine della loro vita; ogni tot anni vengono poi riesumati e le ossa vengono portate nell’ossario che è visitabile.
donatella
Nell’ossario del Monastero (che non ho visto) ci sono centinaia e centinaia di crani e ossa dei monaci che vissero, pregarono e morirono qui.
Uno scheletro è completamente vestito, con un copricapo viola: è quello di un Santo Stefano morto nel 580.
da: Il Monastero di Santa Caterina di Giovanna Magi
Avete visto la foto con un muraglione sul quale c’è appesa una specie di casetta di legno?
Si tratta di un antico argano che consentiva sia l’accesso al convento che l’approvvigionamento di cibo.
Sul muro c’è ancora una striscia verticale formatasi per lo sfregamento dell’abitacolo in salita e discesa.
(ripropongo la foto a maggior chiarimento)
Sotto questo “ascensore” si trova la porta per cui oggi i visitatori entrano nel convento, la porta originale di ingresso, a destra, fu chiusa in epoca medioevale a scopo di difesa, non lasciando così al piano terreno alcun accesso al Monastero.
Ops…gli amici blogger sono di spalle o quasi…non ho violato la privacy vero?
Non preoccuparti, Annette, io sono l’unica che indossa il maglione!!!!
donatella
Verissimo, Annette,
ogni angolo del Monastero racchiude un pezzo di storia; pensa come sarebbe interessante vivitarlo con la guida di un monaco che lì vive.
donatella
Grazie Annette!! 😉
Nessun problema, Annette: io non compaio nemmeno! 😀 😎
=-O =-O =-O
Tu c’eri a Santa Caterina??!!
😀 😀 😀
Chi, io, moi, me? 😀
Che bel giovanotto che avevi al tuo fianco Donatella! 😎 😀 😛
=-O 😀 😉
Sì, hai visto Filippo,
lo incontravo spesso in escursione, personaggio interessante!!!
donatella
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