Relitto Concordia, Costa tifa Genova

Scelta entro marzo, rimozione a giugno. Thamm: «Possiamo smantellarla lì, dipende dalle offerte». Ma ci sono altri otto porti in corsa

Costa ConcordiaTredici società in corsa, quattro porti italiani in lizza e altri cinque stranieri. Parte la volata finale per individuare dove verrà smaltito quello che resta della Costa Concordia, la nave naufragata il 13 gennaio del 2012 sugli scogli dell’isola del Giglio. Entro fine febbraio-marzo Costa Crociere- attraverso la società inglese Loc – si è impegnata a individuare la società a cui affidare i lavori e di conseguenza il porto dove il relitto verrà smaltito. «Visto che siamo una società italiana che lavora molto in Italia ci auguriamo che i lavori siano affidati a una società che opera in un porto del Paese – ha spiegato il numero uno di Costa Crociere Michael Thamm – e ancor più questo discorso vale per Genova, dove abbiamo la sede. Ma ovviamente dipende dalle offerte che riceveremo».

Thamm ha parlato durante una conferenza stampa congiunta a Roma cui hanno partecipato anche il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli e il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando: «La nave – hanno spiegato – verrà rimossa a giugno». L’estate del 2014, quindi, sarà la prima per i cittadini del Giglio senza il relitto della Costa davanti agli occhi. Ma ancora non si sa dove andrà a finire lo scafo: si sono detti interessati ai lavori di smantellamento una società che opera a Genova, due a Piombino, una di Palermo, una di Civitavecchia, per restare in Italia. La società genovese è la San Giorgio del Porto, quella di Palermo Fincantieri, Civitavecchiaprobabilmente si appoggia a Castalia. C’è poi una società che si propone per Marsiglia (e potrebbe essere sempre la San Giorgio del Porto), Af Group di Oslo, un gruppo cinese dell’isola di Ainan, uno britannico sul fiume Teese (Able Seaton Port) e ben quattro società turche che operano nella zona di Aliaga, nei pressi di Smirne.

La corsa è serrata perché si tratta di una maxicommessa che impiegherà 200 persone per due anni e che potrebbe valere – secondo alcuni rumors – un centinaio di milioni. Genova «ospita l’eccellenza in materia di riparazioni navali. E per questo, per il nostro know how, le nostre banchine, i nostri operatori, già avevo candidato il nostro porto a ricevere la Concordia mesi fa» ha detto il numero uno dell’Autorità portuale del capoluogo ligure, Luigi Merlo. «Confido a breve che siano raggiunti gli obiettivi che ci siamo posti» ha commentato il sindaco di Piombino in relazione alla necessità di adeguare le banchine della sua città. «L’amministrazione comunale, d’intesa con i sindacati, ha già posto la candidatura del Cantiere navale di Palermo, dove ci sono già le condizioni strutturali e professionali per svolgere da subito i lavori» sono le parole del sindaco del capoluogo siciliano, Leoluca Orlando.

Ognuno tira l’acqua al suo mulino. La scelta, spiegano in Costa, risponderà a tre criteri: rispetto delle normative nazionali ed internazionali, certezza dell’esito, protezione dell’ambiente. «Uno degli aspetti fondamentali nella scelta del porto – ha spiegato il responsabile del progetto, l’ingegner Franco Porcellacchia – sarà ovviamente dato dalla capacità di quest’ultimo di accogliere un mezzo di dimensioni imponenti» e cioè lungo quasi 300 metri, largo 62 e mezzo e, soprattutto, con un pescaggio di 18,5 metri. Tre le opzioni tecniche che sarebbero proposte: una prevede il taglio della nave in tronconi per gestire meglio i lavori, una seconda opzione prevede lo svuotamento del relitto e il trasferimento in un secondo scalo per il definitivo smaltimento, una terza opzione è quella dei lavori realizzati completamente in un unico scalo.

Nel caso in cui la Concordia approdi in un porto italiano, questa verrà trainata. Ma se la destinazione finale sarà all’estero, allora entrerà in gioco la “Vanguard”, la più grande nave semisommergibile del mondo che la Costa ha già opzionato per il periodo settembre-ottobre 2014 pagando 30 milioni di dollari. In questo caso la Concordia lascerà comunque il Giglio a fine giugno, imprevisti permettendo, e verrà “parcheggiata” in un porto ancora da definire, in attesa che la Vanguard venga a prelevarla per condurla fino al luogo dove verrà demolita. Intanto Costa rende noti i costi sostenuti per la rimozione: l’attuale stima è di 600 milioni di euro. Circa 500 persone hanno lavorano 24/24, 7 giorni su 7 nelle fasi preparatorie del piano di raddrizzamento; saranno circa 200 i tecnici al lavoro per la fase di rigalleggiamento.

Fonte: The Medi Telegraph

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