venerdì, Agosto 28, 2026

Crociere in Europa, un business da 17 miliardi di euro

17 miliardi di euro. Questo l’impatto economico delle crociere in Europa, la cui ricaduta maggiore va all’Italia, dove il peso del settore sul suo PIL tocca quota 4 miliardi di euro. Circa 30 milioni i crocieristi che nel corso del 2015 hanno navigato nel Mediterraneo e di questi la quota più consistente, pari a circa 11 milioni di passeggeri, ha scelto di fare tappa in Italia. Sono questi i principali dati emersi durante la seconda e ultima giornata della VII edizione di “Shipping and the Law” organizzata a Napoli  da Francesco Saverio Lauro.

Alla discussione hanno partecipato le tre maggiori compagnie che operano nell’area: MSC Crociere, Costa Crociere e Royal Caribbean International.
Il Mediterraneo – ha spiegato Leonardo Massa, country manager Italia di MSC Crociere – è l’area di core business per noi e la nuova ammiraglia MSC Meraviglia viaggerà proprio qui dal giugno 2017 con le sue crociere di sette giorni. Siamo sempre attenti agli eventi geopolitici che spesso ci costringono a variare le rotte, ma siamo anche pronti ad accettare nuove sfide, come quella che dal 2017 ci porterà a Saranda, in Albania“.

Costa Diadema, Costa Crociere

Tra i temi emersi anche la correlazione diretta, espressa attraverso i dati di Banca d’Italia, tra dotazione infrastrutturale degli scali e movimentazione dei passeggeri delle crociere, un tema che ha spostato il confronto anche sul porto di Napoli che nel 2017 dovrebbe perdere circa 300mila crocieristi.
L’Italia – ha sottolineato Karina Santini, manager per lo sviluppo dei porti del Med di Royal Carribean – è un asset strategico per la nostra compagnia, ma temiamo le dinamiche difficili della catena di soggetti coinvolti nei luoghi su cui investiamo. Nel Mediterraneo il settore cresce ma devono crescere anche le infrastrutture e i porti per poter accogliere i turisti, per questo abbiamo bisogno di un interlocutore valido e deciso che abbia iter sicuri, tempi certi“.

Una esigenza a cui ha risposto Ivano Russo, del Ministero delle infrastrutture: “Con la riforma dei porti che stiamo attuando – ha spiegato – non avremo più 24 porti che vanno in giro per il mondo a presentare offerte risibili agli occhi dei grandi operatori internazionali di merci e passeggeri, ma potremo competere meglio in un quadro di coordinamento nazionale. Stiamo lavorando anche sulle infrastrutture, come a Palermo, dove dopo vent’anni abbiamo posto le precondizioni per costruire il terminal crociere, ma anche a Civitavecchia dove il mese prossimo partono i lavori per il nuovo terminal e lavoriamo anche per migliorare i porti di Livorno e La Spezia, senza dimenticare le nuove destinazioni: nel 2017 anche Taranto avrà i primi attracchi di crociere“.

E la necessità di un rapporto più stretto con le città-scalo è stato sottolineato anche da Massimo Brancaleoni, vicepresidente di Costa Crociere: “La misura del valore dell’impatto delle crociere su un territorio non si misura solo in scali, ci sono margini enormi da sfruttare su quanto spendono i turisti una volta sbarcati. Per questo abbiamo sviluppato partenership come quella di Napoli con il Museo di Capodimonte“.

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