Costa Concordia: dagli Stati Uniti nuova querela contro Carnival Corporation, il primo Gruppo crocieristico al mondo

A sei mesi dal tragico naufragio di Costa Concordia non si placano le polemiche e le azioni legali. Dopo la revoca degli arresti domiciliari all’ex Comandante di Concordia, Francesco Schettino, dopo la sua prima intervista esclusiva, rilasciata alla trasmissione del giornalista Salvo Sottile, Quinta Colonna, dagli Stati Uniti d’America arriva oggi l’eco di una nuova iniziativa dai toni forti.

Il celeberrimo studio legale americano Napoli Bern Ripka Shkolnik ha infatti annunciato di aver depositato questa settimana una nuova denuncia contro Carnival Corporaton, il primo Gruppo crocieristico mondiale di cui Costa Crociere fa parte.

Alla base della tesi dello studio legale la convinzione che Carnival fosse perfettamente consapevole del fatto che il design ed il progetto dello scafo della nave erano difettosi fin dall’inizio.  L’accusa contenuta nell’atto ruota sostanzialmente su due perni: da un lato è rivolta agli architetti e ingegneri di Carnival, responsabili della costruzione della nave e di conseguenza dei suoi difetti di progettazione; dall’altro l’accusa è quella di aver occultato o comunque ritardato, in passato e non solo nella vicenda Concordia, la notifica ai passeggeri a bordo delle proprie navi di situazioni di pericolo che avrebbero potuto compromettere la sicurezza individuale e collettiva.

Nel febbraio 2010 lo scafo della Costa Europa, nave che oggi non fa più parte della flotta del Gruppo, venne perforato da una roccia in Egitto, durante la manovra di attracco in porto, provocando un’apertura nella lamiera pari ad 1/30 della superficie della falla generatasi nell’incidente del Concordia. Tuttavia quella manovra azzardata causò un importante allagamento all’interno della nave oltreché la morte di molteplici persone. Ad oggi l’Azienda, si apprende nella nota stampa diffusa dall’ufficio stampa dello studio legale, si rifiuta di rilasciare il rapporto dettagliato sull’incidente legato a queslla vicenda.

Nel novembre 2010, una nave gemella di Costa Concordia, Carnival Splendor, ha preso fuoco ed è rimasta bloccata al largo delle coste del Messico a causa di un guasto catastrofico ad un generatore presente nella sala macchine. Un secondo generatore, installato in un’altra sala macchine, avrebbe dovuto azionarsi automaticamente ma ciò non avvenne.

In quell’occasione Gerry Cahill, CEO di Carnival Cruise Lines, dichiarò che “avere due sale macchine, come facciamo noi, è più o meno la norma nel settore delle crociere e garantisce una maggior sicurezza“. Nel caso di Costa Concordia, tuttavia, qualcosa andò storto: si verificarono diversi guasti elettrici dopo l’incidente, contribuendo a causare la perdita enorme di vite, oltreché molteplici lesioni personali e terrore per le persone a bordo.

Come infatti ha osservato lo studio legale “Nessuno scese dal Concordia illeso. Anche coloro che sono sopravvissuti e non hanno riportato gravi lesioni fisiche non saranno più gli stessi dopo l’orrore che hanno vissuto. Queste persone si erano affidate ad un noto marchio del settore crocieristico ed avevano ogni ragione per credere  di essere in mani responsabili ed esperte, convinzioni che si sono poi rivelate tutt’altro che veritiere”.

Gli studi legali Napoli Bern Ripka Shkolnik & Associates, Proner & Proner ineime al Codacons italiano, sono i principali attori del contenzioso nei confronti di Carnival Cruise Lines.  Almeno 2 milioni di dollari a passeggero, a titolo di compensazione, sono stati richiesti alla Compagnia, oltre ad un’ulteriore richiesta di 590 milioni di dollari a titolo di risarcimento danni.

L’azione legale, depositata presso la Corte di Stato della Florida, a Miami, è rivolta alle seguenti società del Gruppo: Carnival Corporatione & PLC, Costa Cruise Lines Inc. e Costa Crociere S.p.A.

Negligenza, colpa grave, negligenza professionale per l’architetto della nave, abbandono della nave per il Comandante Schettino, mancata notifica alle autorità locali dell’accaduto, dichiarazioni fraudolente del Comandante e ritardo negligente nel diffondere l’avviso, a tutti gli ospiti a bordo, di abbandono nave.